Il petrolio ritraccia, scorte in forte calo non colmano la paura Opec

Prezzo del petrolio in calo anche oggi, non basta il notevole calo delle scorte ad attrarre gli acquirenti. Resta alta l’incertezza sull’accordo tra Paesi Opec e non Opec.

Il petrolio prolunga il periodo di pausa. Dopo i massimi di lunedì due giorni di intensa incertezza. Oggi le quotazioni sono in calo dell’1,5% nonostante l’ottimo dato sulle scorte pubblicato nel pomeriggio dall’EIA.

Sul prezzo del petrolio continua a pesare l’incertezza sul taglio della produzione. Dopo aver raggiunto l’accordo tra i Paesi Opec ora tocca a quelli non Opec. Il meeting si terrà sabato a Vienna. L’osservata speciale è la Russia, Putin ha già dichiarato di essere d’accordo con il taglio della produzione di petrolio auspicandosi di arrivare ad un accordo con l’Opec.

L’EIA si attende un calo della produzione nel 2016 e 2017, ma nei giorni scorsi ha rivisto al ribasso le proprie aspettative. La mossa non è stata di incoraggiamento per gli investitori che restano in attesa del verdetto di sabato.

Petrolio: molte promesse sul taglio, ma arriverà veramente?

Il petrolio ha registrato una forte crescita dopo il meeting Opec di Vienna del 30 novembre, la performance fino a lunedì era circa del 15%. In tale circostanza arrivò un primo accordo sul taglio della produzione nei prossimi anni, la conferma arriverà però nella giornata di sabato quando i Paesi membri dell’Opec dovranno cercare l’accordo con quelli non Opec, tra cui la Russia.

Le parole di Putin lasciano ben sperare su un accordo che potrebbe arrivare senza problemi. Il portavoce del Cremlino ha comunicato che il presidente è in contatto diretto con i leader delle compagnie petrolifere. A non voler mollare è invece l’Arabia Saudita che continua a battersi in difesa delle quote di mercato.

Il taglio giornaliero deciso nel meeting di mercoledì scorso era di 1,2 milioni di barili al giorno per i membri dell’Opec e 600 mila per i non Opec. La Russia però, anche se si mostra propensa all’accordo, ha già dichiarato di essere disposta a tagliarne solo 300 mila. Dal giorno dell’accordo infatti, più che un taglio, è stato registrato un costante aumento della produzione, sia per quanto riguarda i Paesi Opec che non.

Oggi invece è stato pubblicato dall’EIA il dato sulle scorte di petrolio settimanali. Il numero di barili in questo caso ha subito una notevole riduzione passando dagli attesi -1,032 milioni ai -2,389 milioni. Tale dato incoraggiante però non è stato sufficiente a spingere le quotazioni. Al momento è l’incertezza a guidare i prezzi.

Petrolio: cosa attenderci dai prezzi?

Dopo i massimi relativi toccati dal petrolio lo scorso lunedì, le quotazioni sono tornate a scendere andando a ritestare quota 50$. Dopo il rimbalzo avvenuto sul supporto psicologico, però, non hanno trovato lo sprint che ci si aspettava visti gli ottimi dati sulle scorte pubblicati oggi. Continua a pesare l’incertezza sul taglio della produzione, gli investitori restano in attesa del meeting di sabato prima di prendere una posizione.

Nel caso in cui sabato si trovasse l’accordo, i prezzi potrebbero tornare a salire e magari sviluppare il mega testa e spalle formatosi sul prezzo del petrolio nell’ultimo anno. Fin ora ogni tentativo di breakout dei massimi è fallito con conseguente ritracciamento delle quotazioni, ma nel caso in cui ci si accordasse sul taglio e il testa e spalle rialzista si sviluppasse il target price sarebbe in area 75$.

Per ora a sostenere le quotazioni ci sono i supporti statici e dinamici in area 50$ e 51$.

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