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Il futuro del Fintech sono le donne

28 Luglio 2021 - 17:54

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Sono founder, ingegneri, esperte di finanza o tecnologia: queste donne e le aziende che rappresentano stanno spingendo l’innovazione verso il crollo delle barriere all’empowerment tecnofinanziario.

Il futuro del Fintech sono le donne

Oggi si parla tanto di parità di genere e inclusività. Tutti la cercano, tutti la rivendicano. In un’epoca in cui la tecnologia e la digitalizzazione la fanno ormai da padrone, una speranza non può che arrivare dal fintech, o tecnologia finanziaria. Il fintech, che con la sua promessa di raggiungere miliardi di persone ovunque e a costi inferiori, può promuovere la finanza inclusiva, ridurre le disparità, il divario di genere e dare potere alle donne.

Secondo i dati della Banca Mondiale, c’è però ancora tanta strada da fare. Nel mondo ci sono molte più donne unbanked rispetto agli uomini, guadagnano di meno e sono meno propense alla gestione delle finanze e all’investimento. Anche nell’utilizzo di prodotti e servizi fintech c’è un gap: il 28% degli uomini contro il 21% delle donne (dati: Bank for International Settlements 2021).

Fintech: femminile singolare

In generale, anche se il fintech è un settore più inclusivo nell’ecosistema economico e finanziario, è ancora a prevalenza maschile. Ma ci sono sempre più casi eccezionali di leadership al femminile: fondatrici, investitrici, imprenditrici startupper, ingegneri ed esperte di finanza o tecnologia che stanno spingendo l’innovazione per sviluppare nuovi sistemi e strumenti finanziari che rimuovono le tradizionali barriere all’empowerment finanziario.

In questo articolo ve ne presentiamo 5. Queste donne, e le aziende che rappresentano, sono la dimostrazione che il mondo della finanza e quello della tecnologia stanno cambiando rapidamente e che in un panorama ampiamente dominato dai maschi, soprattutto ai vertici, talento, competenze e determinazione possono fare la differenza.

Siri G. Børsum, Huawei

Una di queste donne è Siri G. Børsum, global VP Finance Vertical – Eco-Development & Partnerships di Huawei. Nella classifica delle 50 donne più influenti del tech in Norvegia, già Head of Industry e della Trasformazione Digitale in Google, oggi Siri guida un team che lavora sui servizi finanziari su AppGallery, il marketplace di Huawei, il terzo app store a livello globale con 530 milioni di utenti attivi al mese e che offre un’ampia varietà di app tra cui le principali app bancarie e di servizi finanziari.

Foto: Siri G. Børsum, Huawei

“La centralità dell’esperienza dell’utente deve essere il focus per fornitori di app, banche e società finanziarie, ecco perché le partnership sono fondamentali in Huawei”, spiega Børsum in un articolo sull’importanza della concorrenza nel fintech per offrire ai consumatori una scelta più ampia e personalizzata, e di conseguenza la possibilità di prendersi più cura della propria salute finanziaria.

Lavorando con una suite di partner globali e applicando tecnologie mobili, dati, architettura aperta e sicurezza, Huawei ha sviluppato soluzioni finanziarie integrate (compresi portafogli mobili, pagamenti mobili e piattaforme di finanziamento per micro e piccole imprese) per alimentare la crescita di servizi finanziari inclusivi e promuovere la digitalizzazione delle banche e delle aziende, sia grandi che piccole.

A inizio anno la soluzione di pagamento mobile Bluecode è stata resa disponibile per gli utenti Huawei tramite AppGallery e Huawei Wallet, consentendo loro di effettuare pagamenti contactless con i loro smartphone Huawei tramite codici QR nei negozi. Ma è solo uno dei passi che la società sta facendo verso un’offerta sempre più ampia e innovativa in ambito fintech.

Con il boom dei pagamenti digitali, le banche tradizionali in Cina stanno diventando meno importanti in una società mobile-first, e stiamo iniziando a vedere la stessa tendenza in atto in Europa, sulla spinta della pandemia. Davanti a una crescita dei pagamenti mobili prevista del 24,5% tra il 2021 e il 2026, Huawei sa che le funzionalità mobili sono fondamentali per le banche future.

Ma in Huawei quello di Siri G. Børsum non è un caso isolato. In azienda, dove la “quota rosa” nelle posizioni manageriali è ben rappresentata, ci sono molte donne ingegnere e manager. Tra queste Teresa He, presidente di HiSilicon, Wan Lei e Peiying Zhu, ingegneri esperte di reti wireless e 5G, e Catherine Chen, Corporate Senior Vice President di Huawei e direttore del consiglio di amministrazione dell’azienda (in foto).

“Colmare il gender gap nel settore digitale è una priorità assoluta di Huawei. Il nostro obiettivo è ispirare una nuova generazione di donne a lavorare nella tecnologia”, dichiara Abraham Liu, rappresentante capo di Huawei presso le istituzioni europee.

L’azione concreta verso questo impegno viene intrapresa dal colosso cinese su diversi fronti: creazione di opportunità di lavoro per le donne e supporto della leadership femminile in un settore tradizionalmente dominato dagli uomini, istruzione e divulgazione delle competenze digitali ICT, e sviluppo di tecnologie e servizi disegnati su misura della donna e delle sue esigenze per migliorare il suo benessere.

Numerose le iniziative lanciate a livello locale e internazionale dal colosso cinese in oltre 10 anni: da Seeds for the Future per coltivare i talenti e formare studenti nel settore ICT ai più recenti Huawei Women Developers, il programma per le donne sviluppatrici, e HUAWEI4HER, la serie di attività lanciata in Europa per aiutare a rafforzare la voce delle donne e favorire la diversità e l’inclusione nel settore tecnologico. Lo scorso marzo Huawei ha tenuto il suo primo evento Women in the Digital Era a Bruxelles, dove le esperte di tecnologia hanno condiviso le proprie esperienze e discusso su come eliminare gli stereotipi e attrarre più donne nel settore della tecnologia. Hanno anche condiviso storie sul ruolo positivo che le donne hanno svolto nel guidare la lotta contro il Covid-19 nell’industria tech.

Anne Boden, Starling Bank

E poi c’è Anne Boden, CEO e founder di Starling Bank e una carriera trentennale nella finanza con ruoli da Lloyds Bank, Standard Chartered Bank, PwC, UBS, Aon, RBS, Allied Irish Bank e altre. Eloquenti le sue parole: “Ho lanciato Starling perché volevo offrire alle persone un’alternativa più equa, smart e umana alle banche tradizionali”. Non è solo una donna di successo ma crede fermamente nell’abilità delle donne di avere successo nel business. Boden impersona tutte le qualità che la leadership femminile può portare e porta alla finanza globale.

Cristina Junqueira, Nubank

Se parliamo di donne e fintech, non si può non citare Cristina Junqueira, co-founder di Nubank, la banca digitale brasiliana fondata nel 2013 che ha raggiunto più di 25 milioni di persone e una valutazione di oltre 10 miliardi $. Non a caso Cristina è soprannominata la “Wonder woman brasiliana del fintech”. Il suo motto? “La diversità è uno dei valori fondamentali di Nubank e noi ci impegniamo molto nel rendere la nostra società e l’intera industria un posto molto più inclusivo”.

Camilla Giesecke, Klarna

L’unicorno svedese nel 2021, che offre il servizio di pagamento a rate per gli acquisti online, ha raggiunto una valutazione di 31 miliardi di dollari, diventando la fintech di maggior valore in Europa e seconda al mondo. Sarà una coincidenza, ma nel suo management team c’è una donna, Camilla Giesecke, Chief Expansion Officer di Klarna da marzo 2021 dopo oltre 3 anni nel ruolo di CFO. Laureata in Economia alla Stockholm School of economics, prima di entrare in Klarna nel 2017 come Vice President, Financial Planning and Analysis, Camilla è stata analista di JP Morgan, M&A Director per Saab e VP di Permobil.

Jessica Holzbach, Penta

Jessica Holzbach è la co-fondatrice e CCO di Penta, la challenger bank tedesca per le aziende nata nel 2017. Ad aprile Jessica ha annunciato che lascerà il management team dell’azienda dopo più di 4 anni in cui è stata responsabile di numerose innovazioni nel campo del digital banking.

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