Il Tapering USA e il prossimo crollo delle Borse Mondiali

Le Borse crolleranno nel corso del 2014? Ecco perché è lecito aspettarsi un nuovo grande crollo dei mercati azionari mondiali.

Wall Street ha recentemente festeggiato il quinto anno consecutivo dall’inizio dell’attuale rally di borsa che ha portato il principale listino USA a toccare nuovi record oltre a un clima generale di euforia per tutti i mercati azionari mondiali in questi anni di crisi post crack di Lehman Brothers.

Nonostante le economie mondiali abbiano sofferto molto in questi anni per la borse hanno corso senza sosta grazie agli stimoli monetari messi in campo dalle principali Banche Centrali del Mondo.

Di fatto è successo questo: la FED ha letteralmente stampato soldi (Quantitative Easing) per buttarli nell’economia e soprattutto per evitare una serie di fallimenti a catena dopo il fallimento di Lehman Brothers.

Cosa ha fatto al FED (e altre Banche Centrali come la BoE)? Hanno iniziato a comprare sul mercato i titoli spazzatura (cioè la proprietà di aziende fallite o di pezzi di aziende falliti in perdita) dando a chi li possedeva (banche soprattutto) soldi in cambio di carta straccia. Questa massa di soldi regalati a gente fallita e impunita ha contribuito sì a non far finire nel baratro l’economia USA e quindi quella mondiale ma nel frattempo ha dato in mano i soldi a chi aveva già dimostrato di essere troppo avido e stupido per saperli gestire.

Infatti tutti questi soldi stampati non sono andati a finanziare l’economia reale se non in piccola parte, il grosso è rimasto in borsa a gonfiare il valore dei titoli azionari.

Questa cosa ormai dura da anni e non può essere la norma: anche gli USA non sono cresciuti poi così tanto in questi anni eppure la borsa ha fatto delle performance mostruose (elencate sempre qui).

Le aziende sono state letteralmente riempite di liquidità con cui hanno alimentato a loro volta la crescita dei prezzi azionari ricomprandosi quote di loro stesse approfittando del fatto di avere a disposizione un sacco di soldi letteralmente gratis.

Una situazione del genere è però insostenibile: la borsa servirebbe in teoria anche a farsi un’idea di quanto vale questo o quello e invece ormai è palesemente in bolla e i prezzi non sono rappresentativi dell’economia reale e del reale stato patrimoniale e di redditività delle aziende, non si comprano le aziende per averne un pezzo e condividere gli utili ma per tenerle per un periodo e rivenderle poi semplicemente perché c’è un elemento esterno (il QE) che fa salire i prezzi artificiosamente.

In condizioni normali a fronte dei dati economici degli ultimi anni non avremmo visto le quotazioni attuali degli indici azionari, il tutto è la logica conseguenza di una politica monetaria che ha semplicemente inflazionato le borse.

Come già detto però questo non può durare per sempre: a un certo punto la FED e le altre Banche Centrali devono mirare a riportare l’economia alla normalità e quindi il mercato azionario a svolgere il suo lavoro di quotazione e finanziamento delle imprese sulla base dei loro fondamentali.

Il problema è che ristabilire la normalità non è facile, è letteralmente come togliere la droga a un tossicodipendente: abolire di colpo il QE è impossibile, si avrebbe certamente una reazione isterica (crollo) con conseguenze però molto concrete (fallimento di attività reali per pura via finanziaria). Ciò che si è deciso di fare, infatti, è il tapering ovvero la diminuzione molto lenta del QE: si continuano a mettere soldi gratis nel sistema (e a inflazionare la borsa) ma poco alla volta.

In una condizione del genere «i mercati» non sanno bene cosa fare: i soldi gratis continuano ad arrivare, solo ne arrivano un po’ meno ogni mese. Per ora però arrivano puntualmente e sono ancora tanti, perché smettere di comprare?

Il crollo delle Borse quindi ci sarà e sarà sempre più probabile man mano che il tapering renderà meno sostanzioso l’assegno mensile ai mercati: del resto scatenare il crollo a un certo punto potrebbe essere un buon modo per forzare la mano alla FED e far tornare ad aumentare nuovamente la dimensione del QE, per esempio. Difficile togliere le caramelle ai bambini dopo che si sono abituati ad averle tutti i giorni senza che questi reagiscano facendo i capricci.

In buona sostanza ciò che abbiamo visto a partire dal 2008 non è l’ultima grande crisi finanziaria: le autorità si sono fatte trovare così impreparate e hanno reagito così male da non aver fatto altro che preparare l’esplosione della prossima grande crisi.

Questa avverrà nel 2014? Possibile, anzi probabile.

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