Il North Dakota Crude Oil vale meno di zero: il primo petrolio fuori mercato

Crolla il prezzo del petrolio e il North Dakota Crude Oil vale -0,50$. Sono americani i primi produttori di greggio ad abbandonare il mercato

Il crollo del prezzo del petrolio sotto i 30$ al barile non stupisce i mercati in un momento in cui l’offerta supera la domanda, ma che qualcuno sia costretto a pagare pur di smaltire le scorte di greggio ha dell’epocale: è il caso del petrolio del North Dakota, che vale oggi meno di niente.

Può realmente un bene come il petrolio essere scambiato a meno di zero? Per il mercato è possibile, ecco come.

North Dakota Crude Oil, neanche gratis per Flint Hills Resources LLC

L’eccesso di offerta sulla domanda ormai in diminuzione sta creando nel mercato del petrolio una guerra dei prezzi che ha portato il barile a costare meno di 30$, ma la situazione è addirittura molto peggiore per alcuni dei produttori statunitensi.

Nello scorso venerdì la Flint Hills Resources LLC, l’azienda di raffinazione dell’impero economico dei fratelli Charles e David Koch, ha dichiarato che non sarebbe disposta ad accettare petrolio del North Dakota neanche gratis e avrebbe anzi addirittura richiesto di essere pagata 50 centesimi di dollaro per ogni barile accettato.

Non è raro che qualcosa abbia quotazione negativa, ma si tratta nella maggior parte dei casi di materiali di scarto per i quali gli stessi produttori sono costretti a pagare qualcuno pur di smaltirli. Che questo avvenga per il petrolio ha del paradossale.

North Dakota Crude Oil a -0,50$, perché?

L’abbondanza di greggio negli Stati Uniti crea una forte avversione da parte dei compratori verso il petrolio di scarsa qualità ed è il caso del North Dakota Crude Oil. Alcune varietà di questo greggio, infatti, hanno un elevato contenuto di zolfo che ne rende la lavorazione più costosa e quindi sconveniente.

Perché dunque acquistare petrolio di bassa qualità quando il mercato abbonda di alternative migliori? Questo è il ragionamento che, negli ultimi anni, ha portato la quotazione del greggio di bassa qualità del North Dakota a un crollo totale: nel gennaio 2014 il prezzo era di 47,60$ al barile, mentre un anno fa era già sceso a 13,50$.

I primi produttori di petrolio fuori dal mercato

Il greggio di bassa qualità è solo una parte di quello estratto nel North Dakota e non raggiunge i 15 mila barili al giorno, eppure è significativo che i primi produttori dello Stato americano siano spinti ad abbandonare il mercato e a chiudere i pozzi: produrre un bene per cui sarà necessario pagare pur di smaltirlo, chiaramente, appare un affare tutt’altro che conveniente.

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