Il 2016 inizia male per Piazza Affari: -12,9% a gennaio. Crollano le banche (-22,8%)

Nicola D’Antuono

1 Febbraio 2016 - 06:45

A Piazza Affari il mese di gennaio è stato archiviato con una perdita vicina al 13%. Male le banche, in attesa di capire qualcosa in più su bad bank e aggregazioni tra popolari

Il 2016 inizia male per Piazza Affari: -12,9% a gennaio. Crollano le banche (-22,8%)

Il 2016 è iniziato nel peggiore dei modi per la borsa italiana, che risulta la peggiore tra tutte le piazze finanziarie europee e quelle dei paesi maggiormente sviluppati. Alla borsa di Milano l’indice azionario più importante, ovvero il FTSE MIB40, ha ceduto il 12,89%, appesantito soprattutto dal crollo dei prezzi dei titoli bancari, che hanno un enorme peso sulla capitalizzazione dell’intero listino. Complice il recente crack di 4 istituti di credito (tra i quali spicca Banca Etruria), l’avvio della procedura di bail-in, i dubbi sulla messa a punto delle bad bank e il risiko delle aggregazioni tra le popolari, il settore bancario italiano è finito nel mirino della speculazione ribassista.

L’indice FTSE Italia Banche ha perso il 22,79% a gennaio. Alcuni titoli sono in caduta libera da tempo: su tutti spicca Banca Mps, che in pochi giorni era riuscita a perdere anche più del 50% del proprio valore, tanto che oggi in borsa vale appena un quinto del proprio patrimonio. Tra le big preoccupa il costante calo delle quotazioni di Unicredit, mentre tra le small caps del comparto bancario resta difficile la situazione di Banca Carige (altro istituto a rischio crack). Nelle prossime settimane, poi, dovrebbero esserci maggiori novità sul possibile merger tra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano e forse anche sul futuro dell’istituto senese.

L’Italia dovrà risolvere in fretta il nodo dei crediti deteriorati nei bilanci delle banche, che sembra raggiungano la cifra monstre di 350 miliardi di euro. La tanto atteso bad bank potrebbe risolvere qualche grattacapo, evitando una pericolosa crisi bancaria. Secondo gli analisti finanziari di Standard & Poor’s, però, “le recenti msiure del governo per la gestione dei crediti problematici difficilmente daranno un’accelerazione al processo di pulizia dei bilanci”. Fortunatamente la debacle delle banche italiane in borsa non ha provocato ripercussioni negative sui titoli di stato. Grazie al salvagente della BCE, che ogni giorno compra bond sovrani italiani, a gennaio il rendimento del BTp decennale è sceso dall’1,55% all’1,42%.