Il prossimo mese sarà segnato da scadenze fondamentali sul tema dei conti pubblici e dei provvedimenti economici, che vedranno governo e Parlamento alle prese con un calendario fitto di impegni strategici. Il clou sarà rappresentato dall’appuntamento del 15 ottobre per la presentazione della legge di stabilità. Nello stesso giorno, inoltre, il governo ha fissato la scadenza ultima per presentare un apposito decreto con le coperture per la cancellazione della seconda rata IMU. Tempi strettissimi anche per l’aggiornamento del Documento Economia e Finanza (DEF), atteso in settimana, e soprattutto per le sorti dell’IVA.
Calendario delle prossime scadenze
Ecco le prossime tappe riportate dall’Ansa:
- Decreto P.A.: il 18 settembre scade il termine in Commissione Lavoro del Senato per la presentazione degli emendamenti al decreto per la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione.
- DEF: entro venerdì 20 settembre il Tesoro presenterà la nota di aggiornamento al DEF. Occhi puntati sulla possibile revisione al ribasso del PIL e sul conseguente aumento della stima del deficit.
- Delega fiscale: il 23 settembre approda in Aula alla Camera la delega fiscale con l’attesa riforma del catasto.
- DL IMU: il 30 settembre arriva in Aula alla Camera il decreto che cancella la prima rata IMU.
- IVA: la fine del mese è anche la scadenza per decidere cosa fare sull’Iva. Senza interventi, il primo ottobre scatterà infatti l’aumento dell’aliquota al 22%.
- Legge stabilità: il governo dovrà presentarla entro il 15 ottobre. Nella legge di bilancio per il 2014 dovranno, tra le altre misure, essere definite anche le caratteristiche della nuova service tax.
- Seconda rata IMU: come promesso, entro il 15 ottobre dovrà arrivare anche un provvedimento che indichi la copertura per la seconda rata
- IMU. Finora sono state identificate infatti solo le risorse per l’eliminazione della rata di giugno.
- DL del fare 2: una data precisa non c’è. Il decreto era atteso entro la metà di settembre ma i tempi sembrano essere ormai slittati.
Quali effetti avrà l’aumento dell’IVA?
Il nodo cruciale appare essere proprio quello dell’IVA, il cui aumento avrebbe effetti depressivi sulle vendite che al dettaglio sono già crollate del 3% nel primo semestre dell’anno, addirittura con un calo del 1,8% per gli alimentari e del 3,8% per i non alimentari. (Dati Coldiretti).
Il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, ha assicurato:
A giorni ci sarà un decreto di non aumento dell’Iva con relativa copertura. Ve lo dico, è una garanzia. C’è l’impegno del governo e delle forze di maggioranza a non far aumentare l’Iva a ottobre. Poi nella legge di stabilità ci sarà la riforma complessiva della tassazione Iva.
Queste parole fanno seguito a quelle di Stefano Fassina, parlamentare del Partito Democratico e viceministro all’Economia:
L’aumento dell’Iva sarebbe molto negativo. avrebbe un effetto recessivo molto pesante, va evitato.
Tuttavia rinviare l’aumento dell’Iva, finanziare la cassa integrazione e le missioni militari, trovare la copertura per la cancellazione della seconda rata IMU, il tutto rimanendo rigorosamente sotto il
tetto del 3% nel rapporto deficit-PIL e con un’economia in costante arretramento, a molti appare un’impresa ai limiti dell’impossibile.
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