ISEE corrente: quando può essere richiesto per l’aggiornamento di redditi e patrimoni

Simone Micocci

14 Gennaio 2022 - 10:42

condividi

Quando si può richiedere l’ISEE corrente? Ecco una guida utile con tutte le situazioni in cui è possibile aggiornare redditi e patrimoni.

ISEE corrente: quando può essere richiesto per l'aggiornamento di redditi e patrimoni

Quando è possibile presentare un ISEE corrente ci sono buone probabilità che si possa godere di bonus più alti e di agevolazioni più favorevoli.

Questo strumento, infatti, si può richiedere solo quando nell’ultimo anno ci sia stato un netto peggioramento della situazione economica o lavorativa familiare, o comunque una variazione considerevole dei patrimoni posseduti.

E dal momento che nel calcolo dell’ISEE queste voci hanno particolare incidenza, un loro calo comporta inevitabilmente ad avere un ISEE più basso e quindi ad aver diritto a dei bonus famiglia d’importo più favorevole o a delle agevolazioni più vantaggiose.

Ci sono dei modi - pochi in realtà - per provare ad abbassare l’ISEE ma quello di presentare un ISEE corrente, quando possibile, è sicuramente il migliore. Come anticipato, però, la normativa fissa dei paletti ben precisi, stabilendo i contorni di quelle situazioni in cui si può presentare una DSU per ISEE corrente e quando invece non si può beneficiare di una tale possibilità.

Perché esiste l’ISEE corrente

Come noto, tra i documenti da presentare quando si richiede l’ISEE ci sono quelli che provano redditi percepiti e patrimoni posseduti due anni prima. È questo, infatti, l’arco temporale preso in esame per l’ISEE ordinario, tant’è che da sempre questo strumento è oggetto di polemiche in quanto si ritiene, giustamente, che non fotografa la situazione economica attuale della famiglia.

Perché un certo bonus deve essere calcolato guardando alla situazione economica di due anni prima? Una domanda a cui si è cercato di dare risposta con un ulteriore strumento, quale appunto l’ISEE corrente. Questo è molto utile per quelle famiglie che negli ultimi anni hanno subito un netto peggioramento della loro condizione economica.

Con l’ISEE corrente, infatti, si guarda a redditi e patrimoni dell’ultimo anno o, ma solo in determinate circostanze, degli ultimi due mesi.

Quando presentare l’ISEE corrente

Come anticipato, ci sono dei confini ben definiti entro i quali si può presentare l’ISEE corrente. Come prima cosa è bene sottolineare che in ogni caso bisogna prima presentare una DSU per ISEE ordinario.

Dopodiché si possono valutare se persistono quelle situazioni ove è consentito l’aggiornamento dell’indicatore presentando così l’ISEE corrente. Nel dettaglio, per effetto delle disposizioni introdotte dall’articolo 28-bis del Decreto legge 34/2019 e dall’articolo 7 del Decreto legge 101/2019, con l’ISEE corrente si possono aggiornare i dati reddituali qualora nel contempo si sia verificata una delle seguenti situazioni:

  • variazione della situazione lavorativa ovvero un’interruzione dei trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari non rientranti nel reddito complessivo (dichiarato ai fini IRPEF) per uno o più componenti il nucleo familiare;
  • variazione della situazione reddituale complessiva del nucleo familiare superiore al 25% rispetto alla situazione reddituale individuata nell’ISEE calcolato ordinariamente.

Solo qualora si verifichi almeno una delle suddette condizioni sarà possibile richiedere un ISEE corrente calcolato su redditi e trattamenti percepiti dal nucleo familiare negli ultimi 12 mesi.

Ma attenzione: nel caso sussista la prima condizione, ossia la cessazione di un rapporto di lavoro, e qualora si tratti di un rapporto a tempo indeterminato, sarà possibile - in alternativa - considerare redditi e trattamenti percepiti negli ultimi due mesi come base di calcolo del reddito annuale.

Questo vale per i redditi, ma l’ISEE corrente si può presentare anche quando sussista la necessità di aggiornare i dati patrimoniali. Nel dettaglio, deve verificarsi la seguente situazione:

  • riduzione del patrimonio complessivo del nucleo familiare superiore al 20% rispetto alla situazione patrimoniale individuata nell’ISEE ordinario

Tuttavia, mentre l’aggiornamento dei redditi può essere fatto in qualsiasi momento, per i patrimoni bisogna aspettare almeno il 1° aprile di ciascun anno; solo allora si potrà calcolare l’ISEE corrente sulla base dei patrimoni posseduti alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della DSU.

Quando rinnovare l’ISEE corrente

Proprio perché prende in considerazione un periodo di tempo limitato, l’ISEE corrente ha una scadenza differente da quello ordinario (valido fino al 31 dicembre dell’anno in cui è stato richiesto).Nel dettaglio, solitamente l’ISEE corrente va rinnovato dopo 6 mesi, o comunque dopo 2 mesi nel caso nel frattempo si verifichi una variazione della situazione occupazionale o della fruizione dei trattamenti.

Argomenti

# ISEE

Iscriviti a Money.it