Quali sono le maggiori novità nel settore delle (ex) partecipazioni statali e delle privatizzazioni? Lo ha spiegato Pier Carlo Padoan che ha fornito interessanti dichiarazioni sulle prossime Ipo di Poste Italiane e Ferrovie dello Stato.
Il 2015 sarà, con ogni probabilità, l’anno che vedrà concretizzarsi il posizionamento di Poste Italiane in borsa ma saranno molti i versanti di intervento del Governo nel settore delle ex partecipate pubbliche e delle privatizzazioni. Lo ha dichiarato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in un’intervista al Sole24Ore che sarà pubblicata oggi e di cui sono già stati diffusi sul web alcuni importanti stralci.
Quelli che riguardano le ex partecipate pubbliche e le relative privatizzazioni sono interventi che rientrano in una strategia complessiva di efficientamento del mercato, da ottenere progressivamente con una riduzione, sempre più consistente, della presenza dello Stato nell’economia. Nell’opinione di Padoan è questo un settore in cui
“L’Italia ha fatto molto più di altri paesi per ritirare progressivamente la presenza dello Stato dai settori dell’economia dove il mercato può essere più efficiente. Esistono ancora settori che possono essere aperti alla concorrenza con l’obiettivo di creare più efficienza, con servizi migliori per i cittadini"
Tra questi settori vi sono sicuramente quelli dei servizi postali e dei trasporti ferroviari che, nella strategia del Governo, non vanno solo privatizzati o, ancora peggio, svenduti, quanto piuttosto valorizzati. Questo obiettivo è già stato, almeno in parte, perseguito, sia con il rinnovo dei vertici aziendali, sia con la richiesta, fatta dall’Esecutivo di mettere in atto
"una revisione dei piani industriali. Nel 2015 apriremo ai privati il capitale di queste società, purché le condizioni dei mercati ci consentano di realizzare valori adeguati”
Il 2015 sarà, quindi, con ogni probabilità l’anno del debutto in borsa di Poste Italiane anche se la variabile delle condizioni di mercato favorevoli sarà tenuta in grande considerazione dal Ministero dell’Economia nel decidere qualsiasi nuova azione di carattere finanziario, sia riguardo a Poste che riguardo a altre società.
"Nel caso di Poste invece si tratta di aprire il capitale per consentire ai privati di dare un contributo a una maggiore efficienza dell’azienda e del settore. L’Ipo sarà varata entro l’anno, ma anche in questo caso le condizioni dei mercati sono una variabile importante”.
Già questa settimana riprenderà lo studio del dossier relativo a Poste Italiane per le quali sarà tenuta un’apposita riunione a Via XX Settembre, oltre al 2015, come arco temporale in cui dovrebbe avvenire l’IPO della società pubblica di servizi postali, dalle informazioni diffuse finora si sa che il governo sarebbe intenzionato a immettere sul mercato fino al 40% di Poste a fronte di una quota detenuta del 100%.
Anche se la data della riunione non è ancora stata fissata, il capo della segreteria tecnica del Mef Fabrizio Pagani starebbe lavorando a stretto contatto con l’Ad di Poste Italiane Francesco Caio per definire i dettagli dell’incontro a cui prenderanno parte anche gli advisor.
Vi sono poi altre due importanti società a partecipazione pubblica che sono attualmente al centro delle attenzioni del Ministero dell’Economia: Enel e Ferrovie dello Stato. Per quanto riguarda la prima Padoan ha dichiarato che
“Enel è una società quotata, la cessione di un pacchetto di azioni è un’operazione finanziaria da realizzare quando le condizioni di mercato saranno favorevoli"
L’intervento di cessione andrebbe a toccare il 5% del capitale di Enel detenuto attualmente dalle Casse dello Stato ma, anche in questo caso, saranno le condizioni dei mercati a dettare i tempi per l’effettiva realizzazione dell’operazione.
Per quanto riguarda ENAV l’operazione che dovrebbe vederne la privatizzazione di una quota pari al 49% sembra al momento ferma: anche se lo scorso 16 Maggio è stato approvato il DPCM che ne autorizza la privatizzazione la situazione di Enav ha subito un netta frenata. La società, alla fine dell’estate sembrava infatti pronta per essere quotata a Novembre, poi le operazioni hanno subito un deciso rallentamento anche a causa dello stallo nel rinnovo del Cda. Il MEF a proposito della privatizzazione di Enav starebbe ancora procedendo alla selezione della banche che dovrebbero occuparsi dell’operazione sebbene la quotazione dovrebbe comunque avvenire nel 2015.
Padoan che nella sua intervista non ha fatto altro che spiegare i risultati prodotti dal Governo e presentati a Bruxelles ha spiegato anche che sul fronte delle privatizzazioni l’unica controllata per la quale le operazioni di quotazione in borsa slitteranno al 2016 è Ferrovie dello Stato. Anche se per l’IPO di Ferrovie dello Stato sono già stati individuati gli advisor e continua il lavoro di una task force congiunta di tecnici del MEF e del Ministero delle Infrastrutture, in questo caso i tempi dovrebbero essere più lunghi perché la società dovrà procedere allo scorporo della rete prima della quotazione in borsa.
A giochi fatti, ha spiegato Padoan le privatizzazioni delle partecipate pubbliche dovrebbero produrre un apporto consistente all’azione di riduzione del debito pubblico italiano, consentendo di raccogliere, dalla valorizzazione delle aziende partecipate dal Tesoro,lo 0,7% annuo del Pil tra il 2015 e il 2017.