IMU e comodato d’uso gratuito ai parenti: i requisiti per lo sconto del 50%

Riduzione IMU del 50% con comodato d’uso gratuito tra parenti: requisiti, forma e condizioni indispensabili per beneficiare dello sconto fiscale già a partire da giugno 2020.

IMU e comodato d'uso gratuito ai parenti: i requisiti per lo sconto del 50%

IMU e comodato d’uso gratuito ai parenti: quali sono i requisiti per lo sconto del 50%?

In base a quanto stabilito dall’articolo 1, comma 747, della legge 160/2019, viene ridotta nella misura del 50% la base imponibile ai fini IMU, per le unità immobiliari concesse in comodato d’uso gratuito ai parenti in linea retta entro il primo grado.

Di conseguenza la norma è applicabile solo ai contratti di comodato stipulati tra figli e genitori. Approfondiamo di seguito tutte le regole da conoscere in vista della scadenza del 16 giugno 2020.

IMU, sconto 50% con contratto di comodato d’uso: cos’è e per quali immobili è valido

Il comodato d’uso è un contratto tipico del diritto privato italiano, disciplinato dall’articolo 1803 del codice civile, ed è:

“il contratto con il quale una parte consegna all’altra una cosa mobile e immobile affinché se ne serva per un tempo o un uso determinato, con l’obbligo di restituire la cosa ricevuta. Il comodato è essenzialmente gratuito.”

Possono essere oggetto di comodato tutte le unità immobiliari destinate ad essere utilizzate per civili abitazioni, ad eccezione di quelle appartenenti alle seguenti categorie catastali:

  • A/1 abitazioni di tipo signorile;
  • A/8 abitazioni in ville;
  • A/9 castelli, palazzi di eminenti pregi storici.

Requisiti riduzione IMU 50% con comodato d’uso gratuito: chi ha diritto allo sconto

Le condizioni indispensabili affinché si possa beneficiare della riduzione IMU del 50% a seguito del contratto di comodato d’uso gratuito, possono essere sintetizzate in quanto segue:

  • l’immobile deve essere utilizzato dal comodatario come abitazione principale;
  • l’immobile concesso in comodato d’uso gratuito non deve rientrare tra le categorie catastali di lusso (A/1, A/8 e A/9);
  • il comodante deve possedere un solo immobile in Italia oltre alla casa principale;
  • il comodante deve avere residenza e dimora abituale nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato d’uso;

Ai fini dello sconto IMU appare quindi imprescindibile che l’immobile, oggetto di comodato, deve essere adibito ad abitazione principale, e deve inoltre essere iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare.

Sono altresì considerate abitazioni principali, quelle elencate alla lettera c) del medesimo comma 741, dai numeri da 1a 6:

  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in assenza di residenza anagrafica;
  • i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008, adibiti ad abitazione principale;
  • la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì, ai soli fini dell’applicazione dell’imposta, il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario stesso;
  • un solo immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare.

IMU 2020 e comodato d’uso gratuito: forma del contratto e registrazione

Anche ai fini dello sconto IMU del 50% è preferibile che il contratto d’uso gratuito sia stipulato e firmato da genitori e figli in forma scritta, doppia copia, con successiva registrazione presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, compilando anche l’apposito modello 69.

La forma scritta e registrata fa si che gli si dia data certa, e che si abbia un documento valido per per opporsi in caso di eventuali contestazione ed accertamenti da parte del Comune.

Ulteriore condizione imposta è quella relativa al comodante, il quale deve necessariamente possedere una sola abitazione in Italia e deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato.

Il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Argomenti:

IMU Comodato d’uso

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