IMU 2020, per chi non paga controlli pesanti: i Comuni possono pignorare i conti

IMU 2020, si appesantiscono i controlli su chi non paga: il Comune può pignorare i conti in banca del moroso, per effetto delle novità relative alla procedura degli accertamenti esecutivi, estesa anche alle entrate locali.

IMU 2020, per chi non paga controlli pesanti: i Comuni possono pignorare i conti

IMU 2020: per chi non paga scatta la nuova disciplina dei controlli. Ai Comuni viene esteso l’istituto dell’accertamento esecutivo, con il rischio di pignoramento dei conti correnti per i morosi.

Non si tratta di una novità degli ultimi tempi, ma di un tema del quale si è discusso a lungo alla fine dell’anno: è stata la Legge di Bilancio 2020 ad inasprire la disciplina dei controlli per chi non paga le tasse locali.

L’obiettivo è rendere più efficienti le operazioni di recupero delle tasse locali, ed è indubbio che sia l’IMU 2020 una delle entrate più importanti.

La scadenza del 16 giugno non comporta quindi solo la necessità di familiarizzare con la nuova tassa unica sulla casa, ma anche di capire quali sono i rischi per chi non paga.

IMU 2020, per chi non paga controlli pesanti: i Comuni possono pignorare i conti

Sarà una procedura più veloce quella che porterà alla notifica dell’avviso di pagamento al rischio di pignoramento del conto corrente.

La Legge di Bilancio 2020 ha riformato il sistema di riscossione delle tasse locali e, a partire dal 1° gennaio, gli atti emessi devono contenere tutte le informazioni necessarie affinché acquistino efficacia a titolo esecutivo.

L’estensione degli accertamenti esecutivi anche ai Comuni comporta che già dopo i la notifica dell’atto, ed in caso di mancato versamento della somma contestata (e quindi entro 120 giorni) possano essere avviate le attività di recupero coattivo con il rischio di pignoramento dei conti correnti del contribuente.

Un rischio concreto, anche considerando la possibilità per gli enti locali di accedere ai dati contenuti nell’Anagrafe Tributaria, il maxi archivio con le informazioni reddituali relative a ciascun contribuente.

Specifichiamo che verrà comunque concesso un tempo congruo per regolarizzare l’omesso o tardivo versamento dell’IMU così come delle altre tasse locali (si pensi al bollo auto), ma in caso di mancato adempimento potranno essere avviate immediatamente tutte le procedure esecutive e cautelari previste ad oggi, come fermo amministrativo, ipoteca o pignoramento.

Scadenza IMU del 16 giugno, debutto a pieno regime dei nuovi controlli dei Comuni

I nuovi poteri di controllo affidati agli Enti Locali si applicano già dal 1° gennaio, ma è la scadenza IMU del 16 giugno 2020 il primo appuntamento dell’anno, che rappresenta il debutto reale delle modifiche.

Cosa cambia e cosa si rischia nel caso di mancato versamento dell’IMU 2020?

Come illustrato dall’Agenzia delle Entrate, trascorso il utile per la proposizione del ricorso (ovvero dopo 60 giorni dalla notifica dell’atto finalizzato alla riscossione delle entrate patrimoniali), gli atti emessi dal Comune acquistano efficacia di titolo esecutivo senza che sia più necessario notificare la cartella di pagamento (o l’ingiunzione fiscale).

Dopo 30 giorni dal termine per il pagamento può essere avviata la procedura di riscossione forzata, informando preventivamente il contribuente moroso ma senza la necessità di emettere una nuova cartella: basterà l’atto già notificato dal Comune a far partire la procedura di pignoramento, nel caso di mancato versamento della somma contestata.

L’esecuzione viene sospesa per un periodo dai 120 ai 180 giorni, sulla base della procedura prevista da ciascun ente.

Prima dell’avvio della procedura esecutiva e cautelare al contribuente debitore sarà necessario inviare un sollecito di pagamento qualora la somma evasa non superi i 10.000 euro.

In sostanza, si tratterà dell’ultimo avviso per regolarizzarsi, prima di subire le più invasive pratiche di recupero forzoso delle imposte non pagate.

Argomenti:

IMU Pignoramento

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