I titoli migliori e peggiori sul FTSE MIB da inizio 2024. Come approfittarne?

Guido Gennaccari

18 Luglio 2024 - 15:30

I titoli migliori e peggiori sul FTSE MIB 40 da gennaio 2024 ad oggi. Quali scenari si aprono e come approfittarne?

I titoli migliori e peggiori sul FTSE MIB da inizio 2024. Come approfittarne?

I titoli migliori e i peggiori di Piazza Affari da inizio 2024 ad oggi ci mostrano chiaramente quali siano i comparti più performanti e indicano la strada verso gli ultimi mesi dell’anno.

L’indice italiano FTSE MIB 40 rappresenta una delle misure più significative della performance del mercato azionario italiano, includendo le 40 società a maggiore capitalizzazione e liquidità quotate sulla Borsa Italiana.

Le potenzialità di questo indice sono notevoli, in quanto offre una panoramica completa e rappresentativa dell’andamento economico del paese. L’indice riflette non solo la salute economica delle principali aziende italiane, ma anche la loro capacità di innovare e competere a livello globale.

I prezzi degli strumenti finanziari quotati sui mercati scontano tutte le informazioni disponibili, sono il riflesso dell’incrocio tra domanda ed offerta dei vari operatori, se la liquidità in acquisto è maggiore di quella in vendita il prezzo sale, viceversa scende. Ma il trend dei prezzi dei singoli titoli può darci molte informazioni importanti quando lo si analizza all’interno di un paniere.

Il FTSE MIB 40, dall’inizio delle quotazioni di gennaio 2024 ad oggi, restituisce la seguente classifica dei titoli, secondo l’indicatore proprietario TRR che indica le forze relative.

4 portafogli per il FTSE MIB 4 portafogli per il FTSE MIB .

Cosa si evince? Banalmente è palese come il settore finanziario sia stato favorito, considerando quanti tagli dei tassi il mercato scontava a fine 2023 e quanti ne sono stati fatti sino ad oggi. Tassi alti da un lato rappresentano maggiori margini sul differenziale tassi per le banche ma dall’altro una minore domanda di credito, quindi delle masse, fino a quando l’economia va bene le banche fanno profitti, come quelli record di quelle italiane del 2023.

Al contrario le utilites, molto indebitate, arretrano davanti a tassi ancora alti anche se qualche titolo si sta muovendo bene come Hera con +5,14% di TRR da inizio anno. Ovviamente se l’indice sale saranno comprati maggiormente i titoli più pesanti nel paniere da parte di chi replica il FTSE MIB per strategie passive e attive. Gli energetici anche non sono totalmente concordi: Eni e Tenaris in bassa classifica, Saipem sesta, ovviamente le vicende societarie dei singoli titoli possono influenzare la forza relativa rispetto al settore. Trai i primi 12 titoli, oltre a Saipem, di non finanziari ci sono i gioielli italiani: Leonardo, Prysmian e Ferrari.

Con la classifica attuale, in base agli scenari che si ipotizzano più probabili (Continuità trend aggressiva, Continuità trend difensiva, Fase difensiva, Inversione del Trend), si possono simulare quattro portafogli e verificare a fine anno se avranno mantenuto le forze relative valide da inizio anno ad oggi. Il mercato ci fornisce i trend, noi dobbiamo seguirli e sfruttarli, finché sono chiari e perdurano.