I titoli AI sono davvero fuori mercato? Uno sguardo a questo ETF

Tommaso Scarpellini

1 Luglio 2023 - 12:11

In molti si domandano se abbia ancora senso tentare di partecipare all’esponenziale crescita di borsa dei titoli AI (intelligenza artificiale). Ecco alcune considerazioni importanti da fare.

I titoli AI sono davvero fuori mercato? Uno sguardo a questo ETF

Il 2023 ha segnato un punto di svolta epocale per il settore dell’intelligenza artificiale, suscitando grande interesse e attenzione da parte degli investitori.

La crescente popolarità di questa tendenza si è riflessa in un notevole aumento dei titoli legati all’AI sul mercato azionario. Molte di queste aziende hanno registrato una crescita straordinaria, con guadagni che hanno superato ampiamente le aspettative. Alcuni titoli hanno addirittura mostrato un incremento a tre cifre, generando un entusiasmo senza precedenti tra gli investitori.

Tuttavia, a causa di tale rapida crescita, è emersa una certa preoccupazione riguardo alla possibilità che alcuni titoli nel settore dell’intelligenza artificiale potrebbero essere soggetti a una bolla finanziaria prematura. Gli investitori e gli esperti del settore si sono interrogati sulla sostenibilità di questa frenetica corsa al rialzo e sulla possibilità che la bolla potesse scoppicare in un futuro prossimo, portando a conseguenze negative per le borse valori statunitensi.

Questa preoccupazione evoca immediatamente il ricordo della storica crisi delle dot-com degli anni 2000, durante la quale molte aziende tecnologiche, concentrate principalmente nel settore delle nuove tecnologie e di Internet, hanno subito un crollo drammatico. L’esplosione della bolla delle dot-com ha causato un’ondata di fallimenti aziendali e un crollo dei prezzi delle azioni, generando una significativa instabilità nel mercato finanziario.

Sebbene la crisi delle dot-com possa sembrare un evento lontano nel tempo, i movimenti dei mercati finanziari degli ultimi 20 anni hanno mostrato un certo ciclo caratterizzato da periodi di crescita eccezionale, seguiti da fasi di depressione e, infine, da una ripresa costante per le aziende che dimostrano un reale valore. Questo ciclo di alti e bassi ha portato molti esperti a ipotizzare una situazione simile nel futuro prossimo, poiché il mercato si auto-regola in una sorta di selezione naturale che tende a eliminare le aziende meno solide e promuovere quelle che dimostrano una reale capacità di adattamento e successo.

L’intelligenza artificiale è quindi in una bolla finanziaria? Uno sguardo ai titoli e al valore degli indici borsistici di riferimento.

Il settore dell’intelligenza artificiale è in una fase di bolla finanziaria?

Per definire il concetto di bolla finanziaria, è necessario comprendere innanzitutto che si tratta di un fenomeno caratterizzato da un significativo aumento dei prezzi di determinati asset, come azioni, immobili o beni di consumo, al di là del loro valore intrinseco, in modo eccessivo e insostenibile. Durante una bolla finanziaria, gli investitori vengono spinti da un forte entusiasmo e da aspettative di profitti elevati ad acquistare tali asset, alimentando ulteriormente l’aumento dei prezzi. Fondamentalmente, una bolla finanziaria si verifica quando vi è una discrepanza tra il valore intrinseco di un’azienda e il suo valore finanziario.

Prendiamo ad esempio l’azienda NVIDIA, che rappresenta un caso di studio analizzato dagli esperti nel contesto dell’intelligenza artificiale. Le aspettative di crescita degli utili e, di conseguenza, dell’utile per azione (EPS) di questa società hanno raggiunto cifre astronomiche, con un rapporto prezzo/utili (P/E) vicino a 200. Tale valore rappresenta un multiplo notevolmente al di fuori delle valutazioni di mercato. Probabilmente, il mercato ha scontato in maniera esponenziale le aspettative legate alla crescita dei profitti societari nei prossimi anni, soprattutto dopo i positivi risultati riportati dalla società nel primo trimestre del 2023, nonostante le previsioni di contrazione economica negli Stati Uniti.

Tuttavia, secondo i dati forniti da Factset, si prevede che il punto più basso per quanto riguarda i risultati finanziari delle società che compongono l’indice S&P 500 sarà raggiunto al termine del secondo trimestre. Pertanto, secondo alcuni esperti, potrebbe accadere che gli investitori di NVIDIA possano subire un effetto di reazione negativa in seguito alla comunicazione dei dati finanziari del prossimo trimestre.

Quale ETF monitorare per seguire le dinamiche riguardanti il trend dell’intelligenza artificiale?

Questa analisi sottolinea l’importanza di valutare attentamente il rapporto tra il valore intrinseco di un’azienda e la valutazione finanziaria che le viene attribuita dal mercato. Le aspettative e le previsioni giocano un ruolo significativo nella determinazione dei prezzi degli asset, ma è fondamentale valutare se tali valutazioni siano sostenibili nel lungo periodo. Gli investitori devono essere consapevoli delle possibili correzioni di mercato e prendere decisioni basate su una valutazione accurata dei fondamentali delle aziende, al fine di evitare le conseguenze negative di una possibile bolla finanziaria.

A tal fine, una strategia valida per monitorare l’andamento dei titoli nel settore dell’intelligenza artificiale potrebbe consistere nel seguire alcuni fondi attivi, passivi o indici. Gli ETF (Exchange Traded Fund) stanno guadagnando sempre più popolarità tra gli investitori, indipendentemente dalla qualità del fondo stesso. In questo contesto, potrebbe essere interessante prendere come riferimento l’andamento dell’Xtrackers Artificial Intelligence and Big Data, considerato uno dei fondi passivi più seguiti sul mercato.

All’interno di questo ETF, NVIDIA CORP rappresenta solo circa l’8% della composizione totale del fondo. Questo significa che l’effetto della presunta «bolla» appare meno evidente, con una performance annuale attualmente intorno al 38%. Monitorare l’andamento di un fondo di questo tipo può fornire agli investitori un quadro più ampio e una prospettiva diversificata sul settore dell’intelligenza artificiale, riducendo potenzialmente l’esposizione agli effetti negativi di una bolla finanziaria specifica.