Guerra tra Cina e USA in caso di attacco in Taiwan: la storia si ripete?

Giorgia Bonamoneta

24 Ottobre 2021 - 18:51

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Aumenta la tensione tra Stati Uniti e Cina dopo le dichiarazioni del presidente Joe Biden. La guerra è alle porte? Secondo alcuni esperti l’attacco a Taiwan potrebbe segnare un punto di svolta.

Guerra tra Cina e USA in caso di attacco in Taiwan: la storia si ripete?

Il rapporto tra Cina e Stati Uniti segna un nuovo livello di tensione e c’è già chi parla e scrive di “guerra fredda” o direttamente di “futuro scontro”. Il motivo è la crescente pressione e il botta e risposta tra i due Paesi sulla questione dell’isola di Taiwan.

La Repubblica Popolare Cinese ha un piano, quello dell’Unica Cina, che prevede di riunire Hong Kong, Macao e Taiwan al territorio cinese. Ma cosa succederebbe in caso di attacco a Taiwan?

Gli Stati Uniti, come ha ricordato il presidente americano Joe Biden, ha l’obbligo di difendere Taiwan e di non mostrare nessuna ambiguità politica e strategica su questo aspetto. La Cina ha risposto con parole caute, ma aumentando anche la circolazione di aerei sopra il cielo dell’isola contesa.

Taiwan: in caso di attacco Cina e Usa entrerebbero in guerra?

L’indipendenza dell’isola di Taiwan non è riconosciuta da diversi stati, compresi gli Stati Uniti. In caso di attacco però, visti i rapporti che i due Paesi intrattengono e hanno sottoscritto nel “Taiwan Relations Act”, gli americani difenderebbero Taiwan.

Nel “Taiwan Relations Act” si legge non un obbligo di difesa in caso di attacco, ma la disponibilità a fornire mezzi e armi di difesa, ma quanto e come dipende dal presidente in carica. È stata chiamata ambiguità strategica proprio per questo aspetto arbitrario.

Le ultime dichiarazioni del presidente Joe Biden sono state così inquadrate come la fine dell’ambiguità. Per la Cina invece queste sono state parole pericolose e alle quali rispondere con una prova di forza.

Non sembra quindi esserci un parallelismo con la storia contemporanea, quella che risale ai motivi del conflitto mondiale del 1914 o del 1939, ovvero la reazione a catena dei patti difensivi e delle alleanze tra i paesi.

Guerra Cina contro Stati Uniti: aumenta la tensione

Il Governo di Taipei, qualche giorno fa, ha lanciato l’allarme di una possibile invasione militare della Cina entro il 2025. Se veramente gli USA dovessero a quel punto scendere in difesa di Taiwan, una Terza Guerra Mondiale potrebbe essere davvero inevitabile?

Nei giorni scorsi l’ambasciatore americano a Pechino Nicholas Burns in audizione al Congresso ha definito la Cina come “la minaccia numero uno per gli Stati Uniti”, aggiungendo poi “una potenza aggressiva e prepotente”.

Una dichiarazione che non è passata inosservata ovviamente e che ha riacceso tensioni mai davvero sopite tra i due Paesi, che si scambiano botte e risposte aggressive da tempo. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin ha esortato “gli Stati Uniti a rispettare seriamente il principio della ‘Unica Cina”.

Aggiungendo poi che su questo tema la Cina:

non ha margini per compromessi sulle sue questioni vitali. Nessuno dovrebbe sottovalutare la forte determinazione, la ferma volontà e la solida capacità del popolo cinese di difendere la sovranità nazionale e l’integrità territoriale.

La posizione di Cina e Stati Uniti: no guerra, ma sì alle tensioni

Nessuno dei due Paesi parla apertamente di guerra e allo stesso tempo nessuno dei due Paesi sembra disposto ad abbassare la tensione creatasi, come per il caso del missile ipersonico.

Per gli Stati Uniti Taiwan non è solo un alleato commerciale con il quale ha stretto un accordo, ma di fatto Taiwan detiene il 60% della produzione globale di microchip, una moneta preziosa di questi tempi.

Da parte sua il Partito Comunista Cinese (PCC), identificato con la Cina in tutto e per tutto, punta a un piano di restauro territoriale, con le buone o con le “cattive”.

Taiwan si trova nel mezzo e anche l’opinione pubblica appare divisa (non in percentuali uguali). Una parte della popolazione è d’accordo con la riunificazione, ma la maggior parte non vuole abbandonare lo stile di vita e la libertà raggiunta dalla Cina.

La guerra non è davvero inevitabile, la Cina frena ancora rispetto alla possibilità di un vero conflitto aperto. Gli Stati Uniti intanto hanno disposto due loro navi nei mari vicino Taiwan e se ci sarà una guerra, come dicono gli esperti, sarà in mare e saranno pronti.

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