Guerra Commerciale: da nuovi dazi Usa un durissimo colpo al made in Italy

Luca Fiore

6 Luglio 2019 - 12:59

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Le nuove misure annunciate da Trump finiranno per infliggere un duro colpo a uno dei simboli del Belpaese, il comparto agroalimentare. E, guarda caso, a beneficiarne sarà la lobby del falso Made in Italy.

Guerra Commerciale: da nuovi dazi Usa un durissimo colpo al made in Italy

La vittima designata dei nuovi dazi annunciati da Washington nei confronti dell’Unione Europea? È l’agroalimentare made in Italy.

Da un’analisi della Coldiretti emerge che oltre metà dei prodotti agroalimentari esportati Oltreoceano rischia di essere colpito dai dazi annunciati dall’amministrazione Trump.

Coldiretti: export agroalimentare in forte aumento

“Un duro colpo”. Così la principale associazione agricola italiana definisce la nuova misura. “Si tratta di un duro colpo per l’Italia che ha aumentato dell’11% le esportazioni agroalimentari in Usa nel primo trimestre del 2019 dopo che lo scorso anno nel 2018 si era registrato il record per un valore di 4,2 miliardi (+2%)”.

Il provvedimento dell’amministrazione a stelle e strisce minaccia di colpire importanti prodotti agricoli e alimentari di interesse nazionale come vini, formaggi, salumi, la pasta ma anche l’olio di oliva, gli agrumi, l’uva, le marmellate, i succhi di frutta, l’acqua e i superalcolici.

Coldiretti: mossa a vantaggio della lobby del falso

La mossa protezionista di Trump, rileva l’associazione, risponde alle sollecitazioni della lobby del falso Made in Italy alimentare che in Usa fattura 23 miliardi di euro.

Ad essere più imitati infatti sono proprio i salumi ed i formaggi italiani presenti nella lista aggiuntiva. La produzione di imitazioni dei formaggi italiani in Usa è realizzata per quasi i 2/3 in Wisconsin e California mentre lo Stato di New York si colloca al terzo posto.

“In termini quantitativi in cima alla classifica – precisa la Coldiretti – c’è la mozzarella con 1,89 miliardi di chili all’anno, seguita dal parmesan con 204 milioni di chili, dal provolone con 180 milioni di chili, dalla ricotta con 108 milioni di chili e dal Romano con 26 milioni di chili realizzato però senza latte di pecora”.

Sul mercato americano, precisa la Coldiretti, appena l’1% in quantità dei formaggi di tipo italiano consumati ha in realtà un legame con la realtà produttiva tricolore mentre il resto è realizzato sul suolo americano.

Prima sfida per la nuova Commissione Europea

“Si tratta della prima sfida che dovrà affrontare la nuova Commissione Europea guidata dalla tedesca Ursula von der Leyen che dovrà gestire i complessi rapporti con lo storico alleato” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

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