La Grecia sta discutendo con i suoi creditori stranieri su come ridurre l’impatto della sua profonda recessione. Queste le parole pronunciate oggi dal ministro delle Finanze Evangelos Venizelos, che ha sottolineato che le prossime settimane saranno cruciali per il Paese.
Venizelos ha detto che l’economia greca si è contratta più di quanto inizialmente previsto, probabilmente oltre il 4,5 per cento quest’anno. La recessione più profonda rischia di danneggiare la capacità della Grecia di soddisfare gli obiettivi di bilancio stabiliti in un programma di austerità, necessario perchè il paese possa continuare a ricevere i prestiti di soccorso da un piano di salvataggio internazionale.
Parlando nel corso di un’intervista Venizelos ha detto che la Grecia è in trattative con i rappresentanti del Fondo Monetario Internazionale, della Commissione europea e della Banca centrale europea, conosciuti collettivamente come la «troika», che sono ad Atene per una ispezione.
Venizelos ha aggiunto che il governo non ha intenzione di chiedere altro tempo per raggiungere i suoi obiettivi di riduzione del deficit. «Non stiamo chiedendo alcuna estensione. Stiamo tenendo un dibattito comune, valutando i dati macroeconomici, la profondità della recessione e le cause che potrebbero guidare verso una recessione più profonda».
Definendo il prossimo quadrimestre come «molto dinamico», il ministro ha detto che solo perché statistici prevedono una recessione più profonda di quanto inizialmente pensato, «non significa che dobbiamo accettare il fatto con rassegnazione e come una sconfitta. Possiamo fare degli sforzi per limitare la recessione .»
Venizelos ha detto che la troika ha «giustamente» sollevato la questione delle riforme strutturali, che potrebbero portare ad una apertura dei mercati, generare una maggiore concorrenza e combattere la burocrazia. Il ministro ha anche respinto le voci che potrebbero essere indette elezioni anticipate, "l’ultima cosa di cui il Paese ha bisogno in questo momento”.
La Grecia viene tenuta a galla da 110 miliardi di € (158 miliardi dollari) in prestiti, che fanno parte del pacchetto di salvataggio concesso da FMI e da altri paesi dell’Unione europea che utilizzano l’euro. Un secondo piano di salvataggio di € 109 miliardi è stato concordato il 21 luglio, ma ha incontrato potenziali ostacoli dopo che uno dei paesi mutuanti, la Finlandia, ha chiesto garanzie in cambio della sua partecipazione al salvataggio. Altri quattro paesi hanno detto che chiederanno le stesse condizioni qualora alla Finlandia fossero concesse tali garanzie.
Il ministro ha insistito che la Grecia, nella messa a punto dell’ affaire finlandese aveva agito in stretto accordo con i Ministri delle Finanze della zona euro e con l’Eurgruppo. Venizelos aveva già fatto notare che Helsinki, che ha visto un partito nazionalista, anti-bailout vincere una parte significativa dei voti nelle elezioni svoltesi all’inizio di quest’anno, non aveva intenzione di sottoscrivere il piano di salvataggio senza l’accordo collaterale.
«Stiamo parlando di garanzie di natura finanziaria, che non creano un problema nel programma di stabilità per l’economia greca», ha detto Venizelos.
I suoi commenti sono giunti dopo che il premier George Papandreou ha incontrato il governatore della banca centrale greca, George Provopoulos, due giorni dopo che la secondo e la terza più grande banca di Grecia, hanno annunciato l’intenzione di fondersi in modo da resistere meglio alla crisi finanziaria.
La fusione di Eurobank e Alpha Bank creerà la più grande banca della Grecia, e rappresenta «un primo passo molto importante nella ristrutturazione del sistema bancario»."Questo preannuncia altri cambiamenti, che creeranno un quadro molto positivo nel settore bancario, che ha subito le conseguenze della crisi finanziaria” ha commentato Provopoulos.