L’Unione Europea, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea mettono al centro delle discussioni sul nuovo piano di salvataggio della Grecia il bond in scandenza il prossimo 20 marzo. Il valore del titolo è di 14,4 miliardi di euro.
Atene sembra, però, impossibilitata a onorare il debito entro la data di scadenza, per cui si fa assolutamente necessaria l’opzione di varare un nuovo piano di salvataggio o giungere a un accordo sull’haircut con i creditori privati.
Secondo una stima effettuata dagli analisti del Sole 24 ore, il titolo di stato greco, il cui prezzo si muove in direzione contraria rispetto al rendimento, ha chiuso ieri a quota 37,86, vale a dire a un rendimento dell’1,104%. La valutazione di un mese fa dava invece il bond al prezzo di 47,6, con un rendimento del 467%; mentre un anno fa la percentuale era al 13%.
La quotazione del titolo mostra che ormai la prospettiva di un default è sempre più certa per Atene. La questione che ora si pone davanti alle istituzioni e ai creditori privati è la necessità di giungere a un accordo per la ristrutturazione del debito greco, con la necessaria prospettiva del taglio del valore di rimborso per chi ha acquistato il titolo. La percentuale di haircut che si prevede è del 65-70%. Un default controllato, vale a dire che poggi su dei patti di taglio del rimborso, è una delle poche strade percorribili per evitare un defalut greco non regolato, che potrebbe determinare il contagio delle altre economie dell’eurozona, in primis quelle di paesi più deboli come Irlanda e Portogallo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA