Si sono concluse nella notte le votazioni del Parlamento ellenico sul secondo pacchetto di riforme che permetteranno alla Grecia di riprendere le trattative con i creditori. La maggioranza ha votato per il sì, solo 63 su 230 hanno detto no.
Il Parlamento della Grecia ha detto sì al secondo pacchetto di riforme richieste dai creditori internazionali come condizione per la ripresa dei negoziati sul piano di salvataggio da oltre 80 miliardi.
Le votazioni si sono concluse a tarda notte; il loro esito finale è stato di 230 voti a favore, 63 contrari e 5 astenuti certificando una vittoria netta del sì.
Dopo l’approvazione del Parlamento greco del nuovo piano di riforme, Tsipras può incassare un ulteriore successo: a preoccupare alla vigilia del voto era la possibilità di un ulteriore indebolimento del suo partito, Syriza, dopo l’uscita dallo stesso dell’ala più radicale a seguito dell’approvazione del primo piano di riforme.
Parlamento greco, il secondo piano di riforme approvate
La Grecia può riaprire i negoziati con i creditori internazionali. Il Parlamento ellenico ha infatti approvato nella notte il disegno di legge il secondo piano di riforme o, per meglio dire, di “azioni prioritarie” richieste dai creditori della Grecia. Tra le riforme richieste e approvate spiccano le modifiche al codice di procedura civile (giustizia più veloce per favorire gli investimenti esteri) e l’adozione della direttiva Ue sul risanamento e sulla risoluzione delle crisi degli enti creditizi che introduce il bail-in, cioè le potenziali perdite per i creditori privati (anche titolari di depositi ma sopra i 100mila euro) prima di ricorrere all’aiuto di Stato.
La maggioranza è stata raggiunta grazie al voto delle opposizioni di Neo Dimokratia guidata da Meimarakis, i socialisti del Pasok e i liberali di To Potami. Anche l’ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis a sorpresa ha votato sì, dopo aver votato no mercoledì scorso.
Questo risultato permette alla Grecia di avviare un negoziato con la ex Troika e di chiudere quindi un accordo sul piano di salvataggio entro la scadenza del 20 agosto, termine ultimo per la restituzione da parte di Atene di 3,2 miliardi alla Bce.
Grecia, le riforme ancora da approvare
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Le forze conservatrici hanno avuto una vittoria di Pirro di fronte al popolo greco, ma hanno perso la sensazione di governare l’Europa. L’accordo che domani iniziamo a negoziare contiene l’impegno a ristrutturare il debito e copre i nostri bisogni per i prossimi tre anni con un finanziamento di 82-86 miliardi di euro, la proposta Juncker era di cinque mesi per 7 miliardi»
ha affermato il premier greco Alexis Tsipras, difendendosi da chi l’ha accusato di aver fatto marcia indietro dopo il referendum greco dello scorso 5 luglio.
Nonostante i primi due piani di riforme approvati dal Parlamento all’appello mancano ancora la revisione delle baby-pensioni e le modifiche alla tassazione agevolata degli agricoltori, la cui approvazione dovrebbe avvenire in un momento successivo a causa dell resistenze di alcuni deputati di Nea Dimokratia.
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