Grecia - Timori sul deficit di bilancio della Grecia e sul suo programma di privatizzazioni.
Il deficit di bilancio 2011 della Grecia sarà superiore a quello inizialmente previsto. Il disaccordo tra il governo greco e i funzionari del FMI e dell’ UE è ancora forte, mentre i colloqui sulla consegna della nuova tranche di aiuti al membro malato della zona euro continuano ad Atene.
Reuters riporta che fonti vicine al FMI e all’ UE vedono ora il deficit raggiungere l’8,6 per cento del prodotto interno lordo, mentre il governo greco colloca il livello percentuale più vicino all’ 8 per cento, accusando una recessione più profonda del previsto.
Il Fondo monetario internazionale e l’Unione europea, pur avendo presente l’impatto della recessione, sostengono che la causa del deficit più alto, rispetto a quanto fosse stato previsto, sia da rintracciare nella mancata attuazione dei piani di bilancio a medio termine.
Giovedì, un’economista in carica alla commissione bilancio indipendente del Parlamento greco si è dimessa, dopo aver sottolineato come il debito pubblico sia “ormai fuori controllo e le politiche governative non sono in grado di risanare la finanza pubblica"
La notizia ha avuto pesanti ripercussioni, traducendosi in perdite consistenti sul mercato greco in apertura mentre la forbice dello spread delle obbligazioni rispetto al bund tedesco si è ampliata. Il cross euro/dollaro in mattinata è sceso velocemente in area 1,43 dollari
Secondo gli analisti del Credit Suisse questo è preoccupante, e ritengono che la posizione fiscale della Grecia sia «inquietante”.»L’ulteriore debolezza economica prevista per quest’anno, in parte causata dal rallentamento globale, può solo peggiorare le cose anche sul fronte fiscale", ha detto Christel Aranda-Hassel da parte del team economico del Credit Suisse di Londra in una nota di ricerca.
Ci sono anche timori per la fattibilità del programma di privatizzazione del governo greco, sempre secondo Aranda-Hassel.
«Il forte calo del mercato azionario greco nei mesi scorsi ha complicato ulteriormente il compito già difficile di vendere velocemente significativi beni del governo greco», ha aggiunto Aranda-Hassel.
Le richieste della Finlandia per ottenere garanzie a fronte dei prestiti in Grecia rappresentano una preoccupazione, ma la questione potrebbe essere in via di risoluzione, con il ministro delle finanze Finlandese atteso a Berlino per colloqui, nella giornata di Martedì il 6 settembre.
Il fatto che alla Finlandia possa essere consentito un «pasto gratis», diventerebbe un problema nel momento in cui anche gli altri paesi chiedessero lo stesso trattamento. Ma la questione sarà affrontata , in occasione della prossima riunione dei ministri delle finanze della zona euro, il 16/17 settembre.
Se il problema finlandese, da un parte, può essere superato rimangono seri dubbi circa il livello di partecipazione del settore privato in uno scambio del debito greco, nel secondo pacchetto di salvataggio per Atene.
Il governo greco ha fatto sapere che senza la partecipazione del 90 per cento l’affare potrebbe morire. Nel frattempo i rapporti indicano che solo il 60-70 per cento dei possessori di obbligazioni private vuole ancora sottoscrivere l’accordo.
«C’è un rischio evidente che la partecipazione finisca a livelli più bassi del previsto», ha detto Aranda-Hassel. «Riteniamo che lo scambio andrà avanti anche con un tasso di partecipazione un po’ più basso».
La proposta iniziale prevede che 135 miliardi di euro (191.700 milioni dollari) saranno rinnovati dato che 150 miliardi di obbligazioni in mano al settore privato scadono da qui al 2020, secondo l’analista di Credit Suisse. «Assumendo che sarà raggiunto un tasso di partecipazione del 75 per cento, allora il ’gap di finanziamento’ ammonterà a € 22.500.000.000 nei prossimi 10 anni – corrispondente a circa l’1 per cento del PIL di ulteriori fondi per anno: un importo che dovrebbe essere gestibile», ha scritto Aranda- Hassel.