Chi è Graziano Delrio, probabile successore di Renzi e nuovo Presidente del Consiglio

Graziano Delrio sarà il nuovo Presidente del Consiglio dopo Matteo Renzi? Biografia, vita privata e carriera politica del probabile successore di Renzi.

Graziano Delrio sarà il nuovo Presidente del Consiglio? Ecco chi è Graziano Delrio, uno dei probabili candidati alla successione di Matteo Renzi come nuovo Presidente del Consiglio.

È cominciato il toto-nome per il nuovo Presidente del Consiglio. Infatti, prima di sciogliere le Camere il Presidente della Repubblica Mattarella potrebbe nominare un nuovo Presidente del Consiglio incaricato di formare un nuovo Governo. Si tratterebbe comunque di un esecutivo di transizione che avrà il compito di approvare una nuova legge elettorale.

Al momento i nomi più accreditati per questo ruolo sono l’attuale Presidente del Senato Pietro Grasso, il Ministro dell’Economia Carlo Padoan e infine Graziano Delrio.

Quest’ultimo nome rappresenterebbe una sorta di continuità con l’attuale governo vista la vicinanza di Delrio con Renzi. Quella di Delrio sarebbe inoltre la soluzione migliore per lo stesso Renzi, perché una volta sciolte le Camere Delrio non avrebbe alcun problema a farsi da parte per dare spazio ad una nuova candidatura di Matteo Renzi (qualora il Premier uscente riuscisse a vincere le primarie del PD).

Chi è Graziano Delrio? In attesa che Mattarella sciolga le riserve sulla soluzione più adatta per risolvere questa crisi governativa, vediamo nel dettaglio chi è Graziano Delrio, uno dei candidati alla Presidenza del Consiglio.

Chi è Graziano Delrio: biografia e vita privata

Classe 1960, Graziano Delrio nasce il 27 aprile a Reggio Emilia da una famiglia comunista. Figlio di un imprenditore edile Delrio vive una buona parte della sua formazione nella parrocchia di San Pellegrino dove predica don Giuseppe Dossetti nipote dell’omonimo politico democristiano.

E pensare che Delrio avrebbe potuto avere una carriera calcistica. Infatti, quando era ragazzo ha superato un provino per il Milan pur decidendo di non accettare la proposta per non allontanarsi da casa.

Dopo essersi laureato a Medicina e specializzato in endocrinologia, Delrio intraprende una carriera accademica di tutto rispetto. Infatti, dopo una fase di perfezionamento degli studi in Israele e in Gran Bretagna, diventa docente all’Università di Modena e Reggio Emilia.

Della sua vita privata sappiamo che da quando ha ventidue anni è sposato con sua moglie Annamaria. I due hanno ben nove figli: Emanuele, Elisabetta, Luca, Sara, Michele, Benedetta, Maria Chiara, Teresa e Giovanni.

Chi è Graziano Delrio: carriera politica

Attualmente Graziano Delrio è il Ministro dei trasporti e delle infrastrutture. Il suo primo incarico politico, però, risale al 1999 quando entra a far parte del Consiglio Comunale di Reggio Emilia per il Partito Popolare Italiano.

L’anno dopo entra a far parte del Consiglio dell’Emilia Romagna ottenendo più di 4mila voti alle elezioni. Visto il suo passato universitario, qui Delrio ricopre il ruolo di presidente della Commissione Sanità e politiche sociali.

Nel 2004 invece viene eletto sindaco per il Comune di Reggio Emilia. Nel momento in cui è stato eletto Delrio faceva parte della Margherita e ciò ha fatto di lui il primo sindaco della città negli ultimi sessant’anni a non aver militato nel Partito Comunista italiano. Nel 2005 poi diventa vicepresidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani con la delega al welfare.

Alle elezioni successive Delrio si candida per il PD, ma viene comunque confermato sindaco ottenendo il 52,5% dei voti già al primo turno. Nel 2011, dopo aver pubblicato il suo primo libro “Città delle persone. L’Emilia, l’Italia e una nuova idea di buongoverno” viene eletto presidente dell’ANCI succedendo a Sergio Chiamparino.

Si ricordano diversi interventi di Delrio come Presidente dell’Anci, ma il più importante riguarda senza dubbio la sua battaglia ai pagamenti bloccati della Pubblica Amministrazione.

Chi è Graziano Delrio: nel 2013 diventa Ministro

È stato Enrico Letta a chiedere a Delrio di entrare a far parte del suo Governo. Era il 2013 infatti quando Delrio venne nominato Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali.

Pochi giorni prima però Delrio contribuì alla crisi istituzionale che portò alla rielezione di Giorgio Napolitano. Infatti, mentre l’allora segretario del PD Pierluigi Bersani propose il nome di Franco Marini come nuovo Presidente della Repubblica, Delrio scelse di votare per Romano Prodi. A giugno inoltre a Delrio venne affidato anche il Ministero dello Sport, dopo che Josefa Idem si dimise.

Nel corso della sua amministrazione presenta diversi disegni di legge come ad esempio:

  • disposizioni sulle Città Metropolitane;
  • contenimento del consumo e riuso del suolo edificato;
  • disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali.

È in occasione delle primarie del PD che si tennero a giugno che Delrio manifestò tutto il suo sostegno in favore di Matteo Renzi, diventando tra l’altro suo consigliere di fiducia. Con le dimissioni di Letta e la successiva nomina di Renzi come Presidente del Consiglio, Delrio viene scelto come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Il 2 aprile 2015, invece, è nominato Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in seguito alle dimissioni di Maurizio Lupi.

Uno degli interventi più importanti approvati dal Governo Renzi porta la firma di Delrio. Nell’aprile del 2014, infatti, la Camera dei Deputati ha approvato la riforma delle Province con cui queste non sono più organi elettivi. Sia i consigli che le giunte provinciali, infatti, dopo la riforma sono formati da consiglieri, assessori e sindaci eletti dai Comuni. E per loro non è prevista alcuna indennità economica.

Con la riforma costituzionale le Province sarebbero state persino eliminate, ma con la vittoria del No questo non sarà possibile. Per Delrio però la vittoria del No potrebbe aver significato una svolta per la sua carriera politica, vedremo cosa deciderà di fare Mattarella.

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