Chi è Pier Carlo Padoan: il nuovo Presidente del Consiglio? Biografia e carriera politica

Biografia, carriera politica e idee di Pier Carlo Padoan, il ministro dell’Economia che potrebbe diventare il nuovo presidente del Consiglio.

Chi è Pier Carlo Padoan? Il ministro dell’Economia scelto da Renzi nel 2014 è uno de nomi favoriti alla presidenza del Consiglio al posto del premier dimissionario. Nato a Roma ma milanese d’adozione, ex rettore della Bocconi e docente di economia all’università, Pier Carlo Padoan ha alle spalle pubblicazioni e una lunga carriera ai piani alti delle più importanti organizzazioni internazionali.

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Apprezzato economista, accademico, direttore esecutivo dell’Italia per il Fondo Monetario internazionale e capo economista dell’OCSE, Pier Carlo Padoan è attualmente a capo del Ministero dell’Economia in Italia.

La notizia che potrebbe essere proprio Padoan il prossimo presidente del Consiglio dopo Renzi farà drizzare le antenne agli italiani, curiosi di saperne di più sulla sua personalità e la sua carriera. Perché proprio Padoan? Chi è? Di seguito facciamo un ritratto biografico di Pier Carlo Padoan: chi è e cosa ha fatto sotto il governo Renzi, chi era prima di diventare ministro dell’Economia e quali sono le sue idee politiche. Se volete saperne di più anche sulla sua vita privata, sarete accontentati. Ecco chi è Padoan come uomo, politico e come potrebbe essere nei panni di futuro premier.

Chi è Pier Carlo Padoan: il nuovo presidente del Consiglio?

Classe 1950, Pier Carlo Padoan (al secolo Pietro Carlo) è il ministro dell’Economia e delle Finanze del Governo Renzi da febbraio 2014. All’epoca fu nominato anche capo dell’Istat, ma è mai entrato in carica a causa della nomina a ministro. In seguito all’esito referendario del 4 dicembre 2016 e all’annuncio delle dimissioni di Renzi, Padoan è, insieme al presidente del Senato Pietro Grasso, uno dei nomi favoriti come probabili sostituti dell’attuale premier.

Il curriculum di Padoan, che era stato indicato anche come uno dei papabili successori di Napolitano alla Presidenza della Repubblica, annovera incarichi estremamente importanti.

Prima di essere nominato ministro dell’Economia, Padoan è stato consulente della Banca Mondiale e della BCE, direttore per l’Italia del Fondo Monetario Internazionale, capo economista dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), rappresentante dell’Ocse al G20 Finanza e capo della Risposta Strategica, della “Green Growth and Innovation Iniziative”.

Ma prima ancora, Padoan è stato professore di Economia all’Università La Sapienza di Roma e Direttore della Fondazione Italianieuropei. Dal 1992 al 2001 ha insegnato al College of Europe ed è stato visiting professor in Italia, Argentina, Polonia, Belgio e Giappone. Autore di numerose pubblicazioni in italiano e in inglese, tra cui Dal mercato interno alla crisi dello SME, Euro-American Trade and Financial Alliances, The Structural Foundations of International Finance e A Transatlantic Perspective on the Euro, il numero uno dell’Economia in Italia tempo fa spiegava che “le tasse che danneggiano meno la crescita sono quelle sulle proprietà come l’Imu, mentre le tasse che se abbassate favoriscono di più la ripresa e l’occupazione sono quelle sul lavoro”.

Pier Carlo Padoan, chi è? Biografia e vita privata

Pier Carlo Padoan nasce a Roma il 19 gennaio 1950 da famiglia di origini piemontesi con cognome veneto (si pronuncia Padoàn). Dopo un’adolescenza trascorsa in Canada, Padoan torna in Italia e si laurea in Economia alla Sapienza. Negli anni 70 è uno dei protagonisti del dibattito economico della sinistra: sulla rivista Critica marxista il poco più che ventenne Padoan critica il pensiero keynesiano (cioè borghese) appoggiando la stessa linea di pensiero dell’economista polacco Michal Kalecki.

Prima di entrare in politica, Padoan intraprende la carriera accademica. Appassionato, oltre che di numeri e statistiche, anche di letture storiche e biografie, Padoan ha anche tante altre passioni come la buona cucina, i viaggi, lo sci, il tennis, la montagna e i libri. Grande tifoso della Roma, di lui è stato detto che è “uno che se la Magica perde male è capace di non dormire la notte e spegne la TV se nella stessa stanza a guardare la partita c’è un laziale”. Tanto che la moglie Maria Grazia, nata in una famiglia laziale, dopo il matrimonio ha deciso di tifare Fiorentina per non innervosire il marito.

Sposato e padre di famiglia, Padoan ha due figlie: una laureata in Scienze Politiche e attiva nel campo dell’immigrazione, l’altra segue le orme di economista.

Pier Carlo Padoan, carriera politica: le tappe più importanti

Padoan si allontana dal mondo accademico vero e proprio nel 1998, quando diventa consigliere economico di Massimo D’Alema, allora presidente del Consiglio, e si occupa soprattutto di economia internazionale. Lo stesso anno Padoan è uno dei tre economisti riformisti con Nicola Rossi (poi senatore PD) e Marcello Messori. Nel 1980 Pier Carlo Padoan scrive con altri colleghi il saggio Afferrare Prometeo, in cui si proponeva una terza via tra il marxismo e il capitalismo.

Arruolato in pianta stabile da D’Alema, divenne poi presidente della fondazione Italianieuropei. Dal 2001 al 2005 è stato direttore del Fondo Monetario Internazionale a Washington e poi, dal 2007 al 2014, vicesegretario generale dell’Ocse.

Quando era al FMI Padoan preparava i discorsi più solenni dell’allora titolare dell’Economia, Giulio Tremonti che, stando alle voci, sembrava non apprezzarli particolarmente. Del periodo negli Stati Uniti Padoan ha conservato due caratteristiche: l’eccezionale padronanza dell’inglese con tipico accento dell’Ohio e l’uso di cravatte dai colori sgargianti.

Nel 2014 è stato nominato ufficialmente ministro dell’Economia sotto il governo Renzi, e sin dall’inizio Padoan si è dimostrato duttile nei confronti del premier. Il ministro dell’Economia, il cui prossimo passo potrebbe essere la candidatura a presidente del Consiglio, ha approvato il bonus 80 euro per i redditi medio-bassi, ha aumentato la tassa sui risparmi e rinviato il pareggio di bilancio previsto dall’UE nel 2014 al 2016. Da ex comunista, Padoan è stato accusato dai sostenitori keynesiani di essere un europeista pro-austerity, austerità che ha spinto l’Europa al disastro.

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