Chi è e quanto guadagna Pier Carlo Padoan, il presidente uscente di Unicredit
Biografia, carriera, stipendio e patrimonio di Pier Carlo Padoan, presidente di Unicredit che ha annunciato l'uscita anticipata di 6 mesi dal board dell'istituto bancario
Pier Carlo Padoan lascerà la presidenza di Unicredit alla scadenza del mandato, per motivi personali. Lo ha comunicato la banca di Piazza Gae Aulenti, che ha già avviato la ricerca del successore: il presidente uscente lavorerà con Jeffrey Alan Hedberg, a capo del Comitato Nomine, per garantire un passaggio di consegne ordinato. L’annuncio arriva circa sei mesi prima del rinnovo dell’intero consiglio di amministrazione, che sarà eletto dall’assemblea chiamata ad approvare il bilancio 2026 nella primavera del 2027, quando scadrà anche il mandato dell’amministratore delegato Andrea Orcel.
Il board ha ringraziato Padoan per aver assicurato stabilità e continuità in una fase di profonda trasformazione, durante la quale il gruppo ha rafforzato redditività e solidità patrimoniale. Apprezzato economista, accademico, già direttore esecutivo per l’Italia del Fondo Monetario Internazionale, capo economista dell’OCSE e ministro dell’Economia con i Governi Renzi e Gentiloni, Pier Carlo Padoan, 76 anni, è presidente di Unicredit dall’aprile 2021.
Chi è Pier Carlo Padoan, presidente uscente di Unicredit?
Classe 1950, Pier Carlo Padoan (al secolo Pietro Carlo) è stato il ministro dell’Economia e delle Finanze del Governo Renzi da febbraio 2014, ruolo che gli è stato confermato anche da Gentiloni e che ha mantenuto fino a giugno 2018. Il curriculum di Padoan, che era stato indicato anche come uno dei papabili successori di Napolitano alla Presidenza della Repubblica, annovera incarichi estremamente importanti.
Prima di essere nominato ministro, Padoan è stato consulente della Banca Mondiale e della BCE, direttore esecutivo per l’Italia del Fondo Monetario Internazionale, vicesegretario generale e capo economista dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e rappresentante dell’Ocse al G20 Finanza.
Il 13 ottobre 2020 il consiglio di amministrazione di Unicredit lo ha cooptato all’unanimità come amministratore non esecutivo e presidente designato; a novembre dello stesso anno ha lasciato il seggio alla Camera. La nomina è diventata effettiva nell’aprile 2021, quando Orcel è arrivato alla guida operativa della banca, e l’assemblea del 12 aprile 2024 lo ha confermato per il triennio 2024-2026. Gli anni della sua presidenza coincidono con la stagione delle grandi operazioni, fino alla scalata a Commerzbank: proprio il peso crescente della Germania nel gruppo alimenta l’ipotesi di un successore di profilo internazionale, mentre tra i nomi interni circolano quelli della vicepresidente vicaria Elena Carletti e del consigliere Vincenzo Cariello. Oltre a presiedere il Comitato Governance e Sostenibilità di Unicredit, Padoan è vicepresidente dell’Istituto Affari Internazionali e siede nel consiglio e nel comitato esecutivo dell’Abi.
Biografia e carriera politica di Pier Carlo Padoan
Pier Carlo Padoan nasce a Roma il 19 gennaio 1950 da famiglia di origini piemontesi con cognome veneto (si pronuncia Padoàn). Laureato in Economia alla Sapienza, intraprende la carriera accademica nello stesso ateneo, dove diventa professore ordinario, e insegna anche al College of Europe di Bruges e Varsavia, all’Université Libre de Bruxelles, all’Università di Urbino, a La Plata e a Tokyo. Negli anni 70 è uno dei protagonisti del dibattito economico della sinistra: sulla rivista Critica marxista il poco più che ventenne Padoan critica il pensiero keynesiano appoggiando la linea dell’economista polacco Michal Kalecki. Tra le sue pubblicazioni figurano Dal mercato interno alla crisi dello SME, Euro-American Trade and Financial Alliances, The Structural Foundations of International Finance e A Transatlantic Perspective on the Euro.
Nel 1998 diventa consigliere economico dei presidenti del Consiglio Massimo D’Alema e Giuliano Amato e dirige la Fondazione Italianieuropei. Seguono il Fondo Monetario Internazionale, dove dal 2001 al 2005 è direttore esecutivo per l’Italia, e l’Ocse, dove dal 2007 è vicesegretario generale e dal 2009 anche capo economista. Al Tesoro gestisce la risoluzione di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e CariChieti nel novembre 2015 e, a dicembre 2016, la ricapitalizzazione precauzionale di Mps da 5,4 miliardi di euro, con cui lo Stato diventa primo azionista della banca senese. Da ex comunista, è stato accusato dai sostenitori keynesiani di essere un europeista pro-austerity. Nel 2018 viene eletto deputato del PD nel collegio di Siena e lascia la Camera nel novembre 2020 per entrare in Unicredit.
Sposato e padre di due figlie, è un grande tifoso della Roma: Matteo Renzi ha raccontato di aver organizzato a Palazzo Chigi una cena con l’allora allenatore Luciano Spalletti perché il suo ministro voleva chiedergli spiegazioni sul mancato impiego di Francesco Totti.
Stipendio e patrimonio di Pier Carlo Padoan
Come per tutti gli amministratori non esecutivi di Unicredit, la retribuzione del presidente è composta solo da una parte fissa, non legata ai risultati economici della banca e senza piani di incentivazione in azioni.
Secondo la Relazione sulla politica di remunerazione 2026 e sui compensi corrisposti, nel 2025 Padoan ha ricevuto compensi fissi per 1.009.000 euro: 130.000 euro come consigliere, 789.000 euro per la carica di presidente e 90.000 euro per la guida del Comitato Governance e Sostenibilità. Con 21.902 euro di benefici non monetari il totale arriva a 1.030.902 euro, in lieve calo rispetto ai 1.044.000 euro del 2024.
Dall’insediamento il compenso è cresciuto ogni anno: 708.000 euro nel 2021, 922.000 nel 2022 e 968.000 nel 2023. Al presidente spettano inoltre una copertura assicurativa vita e invalidità permanente per infortuni e la polizza D&O sulla responsabilità civile, che vale 6.503 euro per ciascun amministratore. Le disposizioni di Banca d’Italia impongono che la remunerazione del presidente non superi la parte fissa percepita dall’amministratore delegato: nel 2025 Orcel ha avuto uno stipendio di 4,15 milioni di euro e un compenso complessivo di 16,6 milioni su base annua.
Sul patrimonio i dati pubblici risalgono agli anni del governo. Nella scheda di trasparenza da ministro, Padoan risultava proprietario di un appartamento e di un box a Roma e di un’auto Mercedes. Nel 2013, come vicesegretario generale e capo economista dell’Ocse, aveva percepito circa 216.000 euro, un reddito non soggetto a tassazione italiana perché all’epoca era residente all’estero e dipendente di un’organizzazione internazionale.
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Ultima revisione il a cura di Emanuele Di Baldo
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