Goldman Sachs sta con Greta: stop a trivellazioni nell’Artico

Il colosso finanziario statunitense non finanzierà più le trivellazioni petrolifere nell’Artico e avverte: “Noi impegnati nella sfida climatica”

Goldman Sachs sta con Greta: stop a trivellazioni nell'Artico

Goldman Sachs si mostra al fianco delle battaglie ambientaliste di Greta Thunberg e di una sempre crescente schiera di attivisti, autoimponendosi uno stop ai finanziamenti per le trivellazioni petrolifere nell’Artico.

L’annuncio del colosso finanziario statunitense ha lasciato subito spazio agli elogi da parte di diversi gruppi impegnati sul fronte green, e dalla stessa banca hanno voluto dare un’etichetta alla circostanza, dicendosi “ben consapevoli” della crisi climatica in atto, una delle “sfide ambientali più significative del ventunesimo secolo”.

Proprio per questo l’arresto di finanziamenti a operazioni simili, con la garanzia che ogni tipo di futuro investimento in trivellazione petrolifera o esplorazione nell’Artico “è escluso”.

La compagnia si è detta impegnata in concreto nell’aiutare i propri clienti a gestire gli impatti climatici, cosa che può avvenire proprio partendo dall’abbandono di aree di business potenzialmente molto dannose per l’ambiente.

Goldman Sachs sta con Greta: stop a trivellazioni nell’Artico

Fece scalpore a inizio 2019 il report targato Guardian che quantificava in circa 700 miliardi di dollari la cifra che i colossi bancari avevano speso in finanziamenti di società operanti in combustibili fossili.

700 miliardi interamente accumulatisi a partire dalla firma dell’accordo sul clima di Parigi, con JP Morgan a guidare questa speciale classifica.

La mossa di Goldman - in linea con un sempre crescente numero di persone pronte a evidenziare l’importanza di una svolta green - è per molti solo il primo passo di un impegno che punta a un abbandono definitivo del comparto petrolio da parte della compagnia.

Ma anche in tal senso le voci sono contrastanti, e non mancano affatto le polemiche interne al settore.

Per diverse testate giornalistiche statunitensi e britanniche aver lasciato la regione artica deriva da una semplice valutazione di convenienza diretta per il colosso bancario.

Converrebbe infatti - a mero livello economico - virare verso un impegno economico che punti a Texas e New Mexico, territori dove tutte le operazioni di estrazione costano considerevolmente meno.

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