Gilet gialli contro le banche, ora il rischio è il default

Gli attivisti invitano i propri sostenitori a prosciugare i conti correnti. Attesa per domani una mobilitazione più aspra

Gilet gialli contro le banche, ora il rischio è il default

Dagli assalti alle strade a quelli alle banche. La protesta dei Gilet gialli continua e potrebbe investire anche il sistema di credito francese.

Il rischio è il fallimento degli istituti bancari. Domani sono previste nuove manifestazioni e nuovi scontri in tutta la nazione: solo a Parigi si attendono oltre 3500 dimostranti.

I Gilet gialli lanciano la corsa al prelievo

Nei giorni scorsi, gli attivisti del movimento -che sta mettendo a ferro e fuoco la Francia- hanno lanciato appelli ai manifestanti e ai sostenitori affinché corrano nei propri Istituti di credito a chiudere i conti correnti, prelevando tutto il denaro a disposizione.

L’intento è colpire Emmanuel Macron e il suo entourage attaccando il sistema bancario, anello debole del Paese.

Se ciò si verificasse, le banche rischierebbero il default.

Il sistema a riserva frazionaria che vige in Francia, infatti, non garantisce agli istituti finanziari di soddisfare un’eventuale corsa al prelievo. Si stima che questi dispongano di 1/4 dei fondi che sarebbero necessari.

La speranza dei manifestanti è che l’Esecutivo accetti le loro richieste.

Intanto, la mobilitazione rischia di inasprirsi, come ha già annunciato il prefetto di Parigi, Michel Delpuech, intervistato da CNews. Domani sono in programma nuove manifestazioni più dure rispetto alle proteste di sabato scorso.

“Il comportamento dei gruppi presenti verrà segnato da un maggiore radicalismo, una maggiore tentazione di violenze.
Di settimana in settimana osserviamo una deriva verso comportamenti sempre più violenti, causati da sparuti gruppi di casseur”,

ha dichiarato Delpuech, sottolineando come obiettivi dei manifestanti siano i luoghi simbolo del potere.

Il dispositivo di sicurezza per la giornata di domani è già stato predisposto: 80.000 gendarmi mobilitati in tutta la Francia, 5.000 per la sola protesta di Parigi, con 14 veicoli blindati.

Nel frattempo qualcosa si muove: mentre Macron promette nuovi fondi per le famiglie, il primo ministro Edouard Philippe parla di un “grande dibattito” da avviare già la prossima settimana in tutte le regioni della Francia.

Quattro i temi principali che saranno affrontati: cambiamento climatico, questioni democratiche, tasse e servizi pubblici.

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