Giappone: segnali di miglioramento? Uno sguardo agli ultimi dati economici

La Bank of Japan sarà la prossima banca centrale a porre fine al suo ciclo di easing? Ecco cosa bisogna sapere prima di fare forex trading sullo yen giapponese.

Le trascrizioni dello scorso meeting rivelano che il politico Kiuchi ha votato per diminuire gli acquisti di asset, il che suggerisce un potenziale spostamento verso un orientamento meno “moderato” una volta che gli altri funzionari della BOJ mostreranno il loro supporto.

Diamo uno sguardo agli ultimi dati economici del Giappone per vedere se ciò accadrà presto.

Inflazione

Per il terzo mese di fila, l’indice dei prezzi al consumo versione core del Giappone ha battuto le aspettative e ha allentato le paure di deflazione nel paese. Il report ha mostrato un miglioramento dello 0.1% nei livelli di Maggio relativi all’indice core del paese, seguendo il miglioramento in salita rispetto alle aspettative dello 0.3% dello scorso aprile. A Tokyo, l’indice dei prezzi al consumo versione core ha visto un aumento dello 0.1% come previsto.

Ora, questo potrebbe sembrare non molto, ma bisogna ricordare che gli attuali prezzi di beni e servizi sono stati confrontati con i livelli dei prezzi post-aumento fiscale.

Ricordiamo inoltre che il Giappone ha innalzato la sua imposta di consumo dal 5 all’8% ad aprile 2014 al fine di tagliare il deficit di bilancio, mettendo pressione al rialzo sul livello dei prezzi interni.

Tuttavia, questo ha causato un brutto freno sulla spesa dei consumatori, in quanto ha anche pesato sul potere d’acquisto dello yen giapponese.

Spesa dei consumatori

Il report di maggio sulla spesa delle famiglie in Giappone suggerisce che i consumatori stanno iniziando a riprendersi dagli effetti del rialzo sulle vendite; il report ha infatti mostrato un imponente 4.8% di guadagno su base annuale e ha segnato la prima lettura positiva in più di un anno. Questo è un risultato migliore rispetto al previsto aumento del 3.5% e riflette un forte rimbalzo dal calo annualizzato di aprile dell’1.3%.

Naturalmente gli analisti forex sono anche molto veloci a sottolineare che queste cifre di spesa vengono confrontate con il comportamento dei consumatori post-aumento fiscale. Inoltre, uno o due punti non sono sufficienti a dimostrare una tendenza rialzista quindi gli osservatori di mercato dovranno assistere a qualche altro mese di letture positive prima di concludere che sia davvero in corso una ripresa.

Per ora, la fiducia dei consumatori è ancora debole, in quanto l’indice del sentiment è sceso da 41.5 a 41.4 invece di salire alla cifra prevista di 41.9. Componenti del report hanno mostrato un miglioramento nell’indicatore generale della vita e nell’indice di crescita del reddito, mentre le letture sull’occupazione e la volontà di acquistare beni durevoli sono diminuiti.

Settore manifatturiero

Quando si parla di attività economica in Giappone, il quadro non è ancora troppo roseo. Mentre la cifra relativa alla produzione industriale di aprile è aumentata dall’1.0% all’1.2%, l’indice sull’attività industriale secondaria per lo stesso mese ha riportato un inaspettato declino dello 0.2%.

Anche gli indicatori leading non sembrano mostrare un quadro felice, infatti l’indice BSI manifatturiero ha riportato un inaspettato calo da 2.4 a -6.0 per l’attuale trimestre e l’indice PMI manifatturiero di giugno ha indicato un ritorno alla contrazione. Gli economisti di Markit hanno fatto notare che i nuovi ordini sono crollati per la terza volta quest’anno e che la crescita economica è stata smorzata. Lato più positivo, gli stessi hanno anche indicato che la svalutazione dello yen è stata in parte responsabile per la tenuta costante della domanda di esportazione.

Esportazioni

Per quanto riguarda il settore delle esportazioni, la bilancia commerciale di maggio del Giappone ha mostrato dei lati positivi, in quanto il deficit si è ridotto di 0.18 bilioni di yen giapponesi e ciò, su base annuale, rappresenta una riduzione del 76.5% rispetto alla bilancia commerciale di maggio 2014.

I dati hanno mostrato un aumento del 2.4% nel valore delle esportazioni di maggio, seguendo il salto dell’8.00% nelle spedizioni di aprile, e conseguendo così il nono guadagno mensile di fila. Bisogna ammettere, tuttavia, che il volume di esportazioni è stato in realtà in ribasso del 3.8% a causa del calo della domanda in automobili, macchine edili e attrezzature minerarie. Il valore delle importazioni è sceso dell’8.7% , registrando così il quinto consecutivo declino mensile a causa della caduta di petrolio greggio e altre importazioni legate all’energia.

Per riassumere, le ultime letture dal Giappone mostrano segnali di vita, specialmente quando si parla di spesa e inflazione. Se il paese riuscirà a mantenere tale ripresa rimane da vedere, in quanto le sfide che il resto del mondo deve affrontare sembrano pesare sul settore manifatturiero del Giappone e sulla sua attività di esportazione.

Per il momento, lo yen potrebbe essere al riparo da potenziali ribassi forex, sapendo che un ulteriore allentamento da parte della BOJ sembra non essere più necessario.

Fonte: Babypips

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