Germania: dopo Wirecard nuovo scandalo finanziario per Grenke

Grenke è accusata di falso in bilancio, riciclaggio di denaro e truffa. Un nuovo scandalo finanziario a Francoforte dopo Wirecard?

Germania: dopo Wirecard nuovo scandalo finanziario per Grenke

Dopo lo scandalo Wirecard si accendono i riflettori su un’altra società tedesca quotata nella Borsa di Francoforte. Si tratta di Grenke Group, multinazionale di consulenza finanziaria per le piccole e medie imprese.

Come nel caso di Wirecard, a lanciare per prima l’allarme è stata Viceroy Research, gruppo di ricerca investigativo focalizzato sulle attività finanziarie, il quale lo scorso 14 settembre ha pubblicato sul proprio sito un report in cui accusava Grenke di truffa nei confronti delle piccole imprese, riciclaggio di denaro collegato ad attività criminali e falso in bilancio.

Nelle ore successive a tali accuse, si è quindi registrato svalutazione fino al 30% dei titoli azionari, con il valore di ciascuno di essi che è passato da oltre 57 euro ad un minimo inferiore ai 27 euro.

Tuttavia, grazie alle dichiarazioni dei vertici della società con sede a Baden-Baden, nelle ultime ore le azioni si sono risollevate di oltre il 26%.

Grenke, nuovo scandalo finanziario in Germania

I capi di accusa mossi da Viceroy Research nei confronti di Grenke Group riguardano diversi comportamenti che potrebbero mettere in discussione tutte le attività svolte negli ultimi anni.

Innanzitutto il fatto di aver presentato negli anni un bilancio gonfiato, che le ha permesso di poter utilizzare cash che sostanzialmente non possedeva.

Inoltre, Grenke avrebbe messo a punto un sistema che le ha consentito di nascondere denaro falso e sottrarre milioni di euro grazie a diverse operazioni con “related party” non divulgati.

Infine, la divisione bancaria della stessa Grenke avrebbe favorito attività criminali mediante il riciclaggio di denaro sporco, frodando al tempo stesso le piccole imprese e gli enti di beneficenza. Una ragione che potrebbe far perdere al gruppo di investimento la propria licenza di banca.

La reazione di Grenke Group

Ovviamente non si è fatta attendere la replica da parte di Grenke, la quale, tramite un comunicato stampa rilasciato sul sito ufficiale, ha rigettato qualsiasi tipo di accusa da parte di Viceroy minacciando anche azioni legali nei confronti del gruppo investigativo newyorchese.

In primis è stata rispedita al mittente l’imputazione di non possedere una buona parte dei 1.078 milioni di euro dichiarati nel primo semestre del 2020, dichiarando che nello stesso lasso di tempo 849 milioni erano depositati presso la Deutsche Bundesbank e, ad oggi, il credito è di 761 milioni di euro.

Venerdì 18 settembre è quindi previsto un commento per iscritto riguardo a tutti gli argomenti contestati. La forte presa di posizione è stata comunque premiata dagli investitori che hanno ripreso ad acquistare le azioni, che si trovano però ancora lontane dal valore su cui si erano attestate nell’ultimo anno.

Nel frattempo BaFin, l’istituto di vigilanza finanziaria in Germania, ha aperto un fascicolo per verificare la reale situazione di Grenke Group e sui possibili reati contabili commessi.

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