Gas naturale in calo con temperature sopra le aspettative: fine anno ribassista?

Il gas naturale registra i minimi delle ultime tre settimane e ridimensiona il suo ottimo andamento del 2016: vediamo le previsioni per il prossimo periodo.

La quotazione del gas naturale mette in piedi un tentativo di rialzo con la giornata di oggi ma l’andamento delle ultime settimane parla chiaro.

Il crollo da quota 3,77 fino ai minimi di ieri a 3,25 è stato rapido e ha seguito le nuove stime per le temperature di fine anno, che vedono un clima meno rigido e quindi una richiesta minore di gas naturale rispetto alle previsioni.

Il recente sprint del dollaro ha inoltre pesato sulle performance di tutte le materie prime e la possibile giornata di pausa di oggi, con euro-dollaro che torna sopra quota 1,04, è foriera di un momento di respiro per le commodities.

Dopo aver visto le recenti difficoltà incontrate dall’argento, analizziamo ora l’andamento del gas naturale e le prospettive che si aprono con il crollo degli ultimi giorni.

Gas naturale viene giù con temperature meno rigide: quali target?

L’andamento del gas naturale si avvia ad una chiusura di 2016 in ribasso, con il prezzo tirato giù dalla minore domanda di riscaldamento in un inizio di inverno meno rigido del previsto.

La quotazione del gas naturale è strettamente legata all’andamento delle temperature, in particolare nel mercato statunitense dove il suo utilizzo è massiccio.

Così l’arrivo di un clima più temperato ha causato un’inversione del trend rialzista tenuto in precedenza e che ha caratterizzato la maggior parte dell’anno, visti i prezzi alti che si erano raggiunti proprio in corrispondenza di un calo della domanda.

Le previsioni si erano già orientate verso temperature al di sotto della media per il periodo di dicembre/gennaio ma l’ultima stima della MDA Weather Services le ha abbassate ulteriormente, dai 5 ai 10 gradi Fahrenheit nella parte est del mercato USA, dove circa metà delle abitazioni si servono di gas naturale per i riscaldamenti.

Le aspettative per il breve termine quindi si trovano a divergere rispetto a quelle di lungo periodo, dove è previsto il ritorno di temperature sotto la media stagionale, dando così l’occasione al mercato di spingere al ribasso la quotazione della commodity.

L’arrivo delle feste, inoltre, favorisce la chiusura di posizioni e le prese di profitto di fine anno da parte dei trader, visto il rialzo avuto nel 2016 e le stime di un ribasso nelle prossime settimane.

Entrando nello specifico, dal seguente grafico è possibile osservare il calo avuto nelle ultime sessioni, secondo solo a quello che ha caratterizzato il mese di novembre:

Il prezzo è tornato quindi nella zona delle medie mobili e con il rialzo di oggi si pone in un contesto di consolidamento dopo l’alta volatilità delle ultime settimane.

La resistenza a 3,57 sarà il primo e unico target per riprendere i valori più alti tenuti durante il corso del 2016, mentre gli obiettivi ribassisti hanno ad ora maggiore possibilità di sfogo.

Il MACD segnala il possibile inizio di una fase discendente e l’abbattimento delle medie mobili potrebbe essere la premessa per il raggiungimento del supporto a 3,04, uno dei livelli maggiormente frequentati negli ultimi mesi.

L’RSI mostra tuttavia un equilibrio che lascia ancora aperte tutte le porte, per quanto l’inerzia di fine anno sembra aver ormai preso i connotati ribassisti, almeno per quanto riguarda la parte più rigida dell’inverno, che tale sembra non essere.

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