Fusione FCA-PSA: cosa cambia per gli azionisti

Fusione FCA-PSA: emergono dettagli su azioni e quotazioni del nuovo gruppo automobilistico

Fusione FCA-PSA: cosa cambia per gli azionisti

La fusione FCA-PSA è ormai in itinere. In attesa dei 12-15 mesi necessari per il perfezionamento dell’operazione, dal memorandum di intesa siglato emergono le prime importanti novità sul nuovo gruppo.

Tra gli aspetti più interessanti per gli investitori e gli analisti di mercato c’è sicuramente la definizione della nuova quotazione in Borsa. Da stabilire, inoltre, le regole per gli azionisti che acquisteranno i titoli della società nata dalla fusione.

Intanto, le due aziende hanno concordato alcuni punti cruciali per completare il passaggio al gruppo nascente. Dal trattamento da riservare agli attuali azionisti delle società al momento del closing fino alle Borse di riferimento per la nuova quotazione e alle condizioni di voto per i prossimi soci, le novità della fusione FCA-PSA si preannunciano importanti.

Fusione FCA-PSA: cosa cambierà per i nuovi azionisti. Le novità

L’operazione di mercato più attesa dell’anno scalda i motori ed entra nel vivo. Con l’annuncio ufficiale della concordata fusione, infatti, i due gruppi automobilistici hanno cominciato a rendere noti i primi dettagli. Soprattutto per quanto riguarda quotazione e trattamento degli azionisti, temi cruciali per il futuro del gruppo.

Innanzitutto, stando a quanto riportato dal Memorandum di intesa, la nuova società avrà sede in Olanda e triplice quotazione: Euronext (Parigi), Borsa Italiana (Milano) e al New York Stock Exchange.

I tre mercati azionari sono quelli di riferimento delle attuali società. Nello specifico, i titoli di Fiat Chrysler sono scambiati a Piazza Affari e a New York, mentre quelli francesi del gruppo PSA sono quotati a Parigi. Peugeot, inoltre, rientra nell’indice borsistico nazionale francese CAC 40 (40 titoli francesi con maggiore capitalizzazione).

Secondo il documento firmato dalle parti, inoltre, gli azionisti del gruppo nascente matureranno diritti di doppio voto speciale nuovi, non trasferiti dalle società originarie, e soltanto dopo il possesso delle azioni da almeno tre anni dal perfezionamento della fusione.

In base al nuovo statuto, i soci non avranno il diritto di voto superiore al 30% dei voti dell’assemblea.

Per quanto riguarda la composizione societaria post fusione FCA-PSA, Exor (holding di casa Agnelli) raggiungerà quota 14,5%, affermandosi come primo azionista. L’obiettivo di Fiat Chrysler è inoltre di riuscire a separare la partecipazione in Comeau in tempi brevi, dopo il completamento della fusione. L’intento è di distribuire i benefici dell’operazione a tutti i nuovi soci (anche a quelli di PSA).

Il piano stabilito dal memorandum, infatti, è di consentire agli azionisti una condivisione equa del valore azionario e di brand di entrambe le aziende.

Cosa accadrà agli attuali azionisti dei gruppi

L’accordo stabilisce le condizioni di uscita degli azionisti delle due società in fusione. Nello specifico, al momento del closing, Fiat Chrysler metterà a disposizione dei propri soci un dividendo speciale dal valore complessivo di 5,5 miliardi di euro. Il gruppo francese, invece, procederà con la distribuzione agli azionisti della quota del 46% detenuta in Faurecia.

Inoltre, i due gruppi daranno un dividendo ordinario pari a 1,1 miliardi nel 2020 in riferimento all’anno 2019. Infine, gli azionisti francesi avranno 1,742 azioni della nuova società per ogni titolo detenuto in PSA e i soci FCA ne riceveranno, in proporzione, 1.

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