Essilor-Luxottica: i tre scenari per gli azionisti italiani

La fusione tra la francese Essilor e Luxottica mette gli azionisti italiani di fronte ad una scelta non banale: aderire all’offerta di concambio oppure no? Vediamo le strade percorribili

Essilor-Luxottica: i tre scenari per gli azionisti italiani

Per gli azionisti di Luxottica mancano ormai pochi giorni alla data di scadenza fissata al 28 novembre prossimo per aderire all’offerta pubblica di scambio (OPS) con le azioni della nuova società EssilorLuxottica.

Il rapporto di concambio è stato fissato a quota 0,4613 euro: per ogni 100 azioni dell’azienda di Leonardo Del Vecchio un investitore riceverebbe circa 46 azioni della nuova entità, mentre le eventuali frazioni di azione residuali verrebbero monetizzate direttamente.

L’adesione alla proposta di concambio è facoltativa: l’investitore può dunque anche scegliere di non aderire. Per aderire sarà però necessario prestare espressamente il proprio consenso firmato presso la banca nella quale sono depositati i titoli Luxottica. Per farlo vi è tempo, come ricordato, fino a mercoledì 28 novembre.

A questo punto un investitore può trovarsi di fronte ad una scelta non proprio banale anche perché da essa dipende non solo il destino del capitale del singolo risparmiatore ma anche quello della nuova entità imprenditoriale. Sulla base degli accordi presi fra Leonardo Del Vecchio e la società francese, infatti, la percentuale di adesioni alla conversione che sarà raggiunta andrà ad influire sull’asseto azionario futuro di EssilorLuxottica. Vediamo come.

  • Quota di conversione superiore al 95% (o superiore): verranno convertite anche le azioni di quel 5% (o inferiore) che non ha aderito alla proposta di concambio;
  • Quota di conversione compresa fra il 90 e il 95%: in base agli accordi EssilorLuxottica lancerà un’offerta residuale per gli azionisti che non hanno aderito alla prima offerta;
  • Quota di conversione inferiore al 90%: in questo caso Luxottica rimarrebbe quotata sul Mta di Borsa Italiana ma con un flottante molto ridimensionato.

Anche dal punto di vista di un investitore le opzioni sono tre:

  • Aderire all’offerta di concambio entro il 28 novembre: questa è l’opzione scelta da diversi investitori istituzionali e grandi azionisti del gruppo di Agordo. Se l’offerta andrà a buon fine con una percentuale superiore al 95% gli azionisti che hanno aderito all’offerta si ritroverebbero con azioni della nuova entità EssilorLuxottica quotate sulla piazza di Parigi (circuito delle Borse Euronext);
  • Non aderire all’offerta di concambio: scegliendo questa opzione gli azionisti si rimetterebbero alla scelta della maggioranza. Nel caso in cui fosse raggiunta o superata la soglia del 95% si troverebbero comunque obbligati a convertire le loro azioni Luxottica. Nel caso di percentuale fra il 90 e il 95% sarebbero oggetto di una proposta residuale di concambio (probabilmente ad una cifra meno conveniente rispetto a quella dell’OPS). Nel caso di percentuale inferiore al 90%, invece, si ritroverebbero in mano azioni Luxottica ancora quotate su Borsa Italiana ma con un flottante talmente ridimensionato da rendere l’investimento poco liquido e comunque soggetto alla possibilità di delisting futuro dell’azienda;
  • Vendere sul mercato le azioni Luxottica prima del 28 novembre: questa via eviterebbe sia di possedere nuove azioni EssilorLuxottica quotate su un mercato estero, sia di possedere azioni Luxottica eventualmente ancora quotate a Piazza Affari ma con una profondità di mercato molto scarsa.

Gli effetti sul portafoglio


Luxottica in Borsa, grafico giornaliero. Fonte. Bloomberg

Per un investitore che sceglie di aderire al concambio di azioni non ci sono differenze sostanziali sul proprio portafoglio: sul conto verrà registrato il possesso di 46 azioni EssilorLuxottica (valore di oggi 116,9 euro circa) al posto di ogni 100 azioni Luxottica (valore di oggi 53,8 euro circa). La somma frazionale eventualmente residuale verrà monetizzata sul conto dell’investitore.

Il destino di chi decidesse di vendere le propri azioni Luxottica prima del 28 novembre invece dipende dal prezzo di carico del titolo in portafoglio. Solo coloro che hanno il titolo in carico ai valori del 2015 (massimi storici del titolo) dovrà subire minusvalenze. Tutti coloro che hanno acquistato il titolo fra il secondo e l’ultimo trimestre del 2016 (prima dell’annuncio dell’operazione con Essilor) dovrebbero cavarsela con plusvalenze potenziali che vanno da qualche punto percentuale finanche al 20 e 30 per cento. Nessun problema per chi ha il titolo dal 2001 e successivi (fino al 2015).

La questione delle tasse

Qualsiasi opzione si decidesse di seguire è bene prestare attenzione anche alle implicazioni fiscali che ne derivano. Chi decidesse di liquidare l’investimento in Luxottica sarà soggetto alla tassazione dell’eventuale plusvalenza al 26%, ossia l’aliquota al momento vigente in Italia.

Chi invece decidesse di aderire all’OPS e ottenere titoli della nuova EssilorLuxottica dovrà considerare il regime di doppia tassazione cui saranno soggetti i futuri dividendi. Visto che la sede fiscale di EssilorLuxottica sarà in Francia l’investitore italiano che riceverà i futuri utili dovrà pagare una doppia aliquota: il 12,8% in Francia (aliquota ridotta rispetto allo scorso anno quando ammontava al 30%) e il 26% in Italia, per una ritenuta complessiva del 35,472% sul lordo del dividendo.

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