Testamento Leonardo Del Vecchio: a chi vanno gli averi del fondatore di Luxottica

2 Agosto 2022 - 00:06

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Dopo la morte di Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica, la famiglia ha atteso la lettura del testamento. Ecco in che modo è stato spartito il patrimonio dell’imprenditore italiano.

Testamento Leonardo Del Vecchio: a chi vanno gli averi del fondatore di Luxottica

Il fondatore di Luxottica è deceduto all’età di 87 anni. Leonardo Del Vecchio ha lasciato in eredità un’attività simbolo per l’Italia e ha lasciato un grande patrimonio alla propria famiglia. Dopo tutto oggi l’azienda fondata da Del Vecchio conta circa 180.000 dipendenti e oltre 12.000 negozi.

I destinatari del testamento di Leonardo Del Vecchio sono in tutto otto: la moglie e vedova Nicoletta Zampillo, suo figlio Rocco Basilico, nato dal matrimonio con il banchiere Paolo Basilico e i figli di Leonardo Del Vecchio.

Il testamento di Del Vecchio è stato confezionato nel 2017 e integrato nel tempo con una serie di testamenti olografici, più una serie di disposizioni finali. Oltre alla famiglia, nel testamento compare anche il nome di Francesco Milleri e quello di Romolo Bardin. Nel testamento sono quindi presenti anche i nomi di chi ha portato Luxottica al successo imprenditoriale, dalla creazione di EssilorLuxottica, Mediobanca e Generali.

Oltre a soldi azioni, del vecchio lascia una serie di immobili ed effetti personali alla moglie Nicoletta. A lei andranno tutte le case, dall’Italia all’estero.

Testamento di Leonardo del vecchio: la divisione del patrimonio

Diventato l’uomo più ricco in Italia, Leonardo Del Vecchio è stato un modello di imprenditoria unico, simbolo in tutto il mondo dell’imprenditoria italiana. Luxottica è infatti la più grande società produttrice e venditrice di occhiali e lenti, confluita poi in EssilorLuxottica, di cui Del Vecchio era il presidente. I suoi successi nell’imprenditoria gli sono valsi il titolo di Cavaliere del lavoro nel 1986.

A pochi giorni dal funerale è stato letto il testamento di Del Vecchio. Composto nel 2017, il testamento contiene i nomi di otto eredi, di familiari e di due manager che hanno accompagnato la carriera e i successi del fondatore di Luxottica. Del Vecchio ha scelto di lasciare a Francesco Milleri, presidente e ceo di EssilorLuxottica oltre che presidente di Delfin, 2,15 milioni di azioni EssilorLuxottica dal valore di circa 340 milioni di euro; mentre a Romolo Bardin, ceo della cassaforte lussemburghese, ha lasciato 22.000 azioni, pari a 3,5 milioni di euro.

A questi si aggiungono i nomi dei familiari. Tra questi si trovano i figli del suo matrimonio, e il figlio del precedente matrimonio della moglie di Del Vecchio, la stessa Nicoletta Zampillo. A quest’ultima andranno inoltre anche gli appartamenti di Milano e Roma, la Villa La Leonina di Beaulieu Sur-Mer, vicino a Nizza in Costa Azzurra, e la casa del buen retiro di Antigua, ai Caraibi. 

Chi era Leonardo Del Vecchio?

Nato a Milano il 22 maggio 1935, Leonardo Del Vecchio possedeva svariate quote di Assicurazioni Generali, nota compagnia assicurativa italiana, e di Foncière des Régions, una holding specializzata in investimenti immobiliari che possiede svariate proprietà residenziali e commerciali in otto Paesi.

Ma chi era Leonardo Del Vecchio? L’ingresso nel mondo degli occhiali ebbe luogo nel 1958, anno in cui Del Vecchio decise di trasferirsi in provincia di Belluno, ad Agordo, dove aprì una bottega che fabbricava montature per occhiali.

Nel corso dei soli tre anni successivi, la bottega si trasformò nella società Luxottica S.a.s., occupava quattordici dipendenti e si specializzava sempre di più nel campo delle minuterie metalliche per occhiali. In seguito avvenne il trasferimento in un grande spazio produttivo nei pressi di Agordo, grazie ad un’iniziativa comunale volta a premiare le realtà industriali emergenti.

Dal 1990 Luxottica è quotata alla Borsa di New York, mentre la quotazione su Borsa Italiana avverrà solo 10 anni più tardi, nel 2000. Nei primi anni duemila l’azienda continua ad acquisire varie aziende nel settore sparse per il mondo. Del Vecchio abbandona il suo ruolo di amministratore delegato il 27 luglio del 2004, occasione in cui decide di lasciare le redini ad Andrea Guerra, che ricoprirà anche il ruolo di consigliere nei cda delle società controllate principali.