Forex, rublo russo tra petrolio e Brexit: +25% in sei mesi. Continuerà?

Matteo Bienna

13 Luglio 2016 - 10:32

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Il rublo è in costante rialzo da metà gennaio ed è una delle valute più performanti del Forex: vediamo come il petrolio e la Brexit influenzano la valuta russa e quale destino la attende.

Il cambio dollaro-rublo non fa sicuramente parte della famiglia dei cambi maggiori del Forex ma oltre a rappresentare un buon termometro dello stato di salute del maggiore esportatore energetico al mondo è anche visto da molti fondi speculativi come un ottimo investimento.

Il rublo russo ha infatti incrementato il suo valore di circa il +25% da metà gennaio, con il cambio USD/RUB che è passato dal massimo del 21 gennaio a quota 84,0 al minimo segnato nel post-Brexit a 63,3. Situazione del tutto analoga anche per il cambio euro-rublo.

Mentre il Regno Unito si dirige verso novità in termini di politica monetaria e l’Eurozona combatte con gli effetti della Brexit, l’andamento della valuta russa si mantiene costantemente rialzista, fornendo in questo periodo un’ottima soluzione per chi cerca un bene rifugio.

Il principale fattore che ne influenza l’andamento è e rimane la quotazione del petrolio. Il minimo di $30 a barile di gennaio ha trovato corrispondenza con il massimo segnato da dollaro-rublo, il cui ribasso, che prosegue da circa sei mesi, è stato guidato dal lento apprezzamento del greggio.

Il prezzo del petrolio si è tuttavia stabilizzato nell’ultimo periodo sotto quota $50 ma il rublo sembra continuare il suo percorso di apprezzamento.

Dopo aver visto l’andamento del dollaro canadese, l’altra valuta petrolio-dipendente, vediamo ora di analizzare l’andamento del rublo russo e i possibili scenari che lo attendono.

Forex: rublo croce per la Russia e delizia per gli investitori

Il percorso di apprezzamento del rublo rappresenta un grande problema per la Russia e lo stato della sua economia.

Il suo rafforzamento, associato come detto a quello del petrolio, sta rallentando la crescita del paese, in diminuzione di circa l’1% su base mensile a partire proprio da gennaio di quest’anno, secondo un report di Bloomberg.

“La dinamica del prezzo del petrolio, l’evoluzione delle relazioni internazionali e l’andamento dei flussi di capitali privati sono le principali determinanti della dinamica del tasso di cambio. ”

Il cambio dollaro-rublo segue quindi questi driver, come analizzato da Intesa San Paolo, e la Brexit sembra essersi inserita all’interno di questo scenario senza stravolgerlo ma confermando il rublo come un ottimo investimento per il 2016.

La società di investimento Man Group Plc è stata una delle poche a credere fin dall’inizio nel rialzo del rublo. Da febbraio ha infatti mantenuto un’esposizione long sulla valuta russa, scommettendo su un iniziale apprezzamento del petrolio e poi su una sua stabilità, che avrebbe giocato comunque un ruolo sfavorevole all’export russo.

Alla Man Group Plc sono poi seguiti altri fondi di investimento che hanno favorito il mantenimento del trend in atto, destinato a continuare anche se il prezzo del petrolio sembra aver trovato una momentanea stabilità sotto quota $50 a barile.

“Vedo ancora grande possibilità di apprezzamento per il rublo con il petrolio fermo attorno ai $50. È proprio in funzione della sua stabilità che ora sta proseguendo il percorso di apprezzamento della valuta. ”

Con queste parole Per Hammarlund, analista dei mercati emergenti presso la SEB SA, sembra guardare quindi ad una continuazione del trend degli ultimi mesi, e non sembra essere il solo.

Forex, dollaro-rublo in costante ribasso: primo target a $60?

Con il seguente grafico settimanale è possibile osservare l’andamento di dollaro-rublo negli ultimi due anni:

Il 2016 ha visto il cambio proseguire in costante ribasso, con il taglio di entrambe le medie mobili a 20 e a 60 periodi, ora prossime all’incrocio.

La trendline evidenziata in rosso, che aveva fornito supporto al trend rialzista del 2015, è stata abbattuta con la quotazione che non ha più cercato movimenti di ritracciamento, rimanendo al di sotto della resistenza a 67,5.

Il prossimo target di USD/RUB sembra essere quota 60,0, importante livello di supporto e allo stesso tempo zona nella quale sta gravitando la media mobile a 100 periodi, tratteggiata in bianco.

Un eventuale raggiungimento di questo livello non potrebbe che aumentare le prospettive ribassiste del cambio, che negli ultimi anni si è sempre mantenuto sopra la media mobile a 100 periodi, visto l’exploit che ha vissuto fino allo scorso anno.

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