Il cambio dollaro-rublo russo apre la settimana con un corposo ribasso che lo porta a quota 60,9, il valore più basso dall’ottobre del 2015: possibile svolta su USD/RUB?
Il cambio dollaro-rublo apre la giornata con un importante gap ribassista e raggiunge i nuovi minimi del 2016, poco sotto quota 61.
L’accordo per il taglio della produzione anche da parte dei paesi non-OPEC ha fatto nuovamente balzare la quotazione del petrolio, che con oltre il +4% raggiunge e supera i $54 a barile.
L’oro nero è il vero protagonista della giornata e con esso esplodono al rialzo le valute correlate, in particolare il rublo russo.
L’oro viene su dai nuovi minimi di giornata e in generale il dollaro USA soffre la giornata positiva delle materie prime, cedendo il passo e favorendo il crollo del cambio USD/RUB.
Dopo aver visto le previsioni per i prossimi importanti giorni di dollaro-yen, entriamo ora nel merito della valuta russa e delle prospettive che si aprono con oggi su dollaro-rublo, a due giorni dalla riunione Fed.
Forex, dollaro-rublo registra nuovi minimi: petrolio batte dollaro su USD/RUB
Il rublo russo amplifica la giornata positiva del petrolio e segna i nuovi massimi contro il dollaro USA, riportando la quotazione a livelli che non si vedevano dall’ottobre dello scorso anno.
La parentesi rialzista scatenata a novembre dal biglietto verde ha visto quindi una brusca frenata e una vera e propria inversione nel cambio USD/RUB, con il petrolio che sembra quindi imporsi con maggiore efficacia.
Lo storico doppio accordo tra i paesi dell’OPEC e quelli non-OPEC per il taglio della produzione sembra dare continuità al rialzo nel prezzo del petrolio, portandolo con convinzione oltre la soglia dei $50 a barile, il cui sorpasso è stato per mesi fallace.
Lo scenario che si apre a poche ore dalla riunione Fed e dal possibile, per alcuni certo, rialzo dei tassi di interesse USA, vede quindi una vera e propria battaglia tra dollaro e petrolio, combattuta sul terreno del cambio USD/RUB:
Nel grafico è rappresentato l’andamento del cross negli ultimi due anni. Con il ribasso di oggi sono accaduti due importanti eventi di analisi tecnica.
Da un lato la quotazione è rientrata al di sotto della trendline in rosso, in precedenza violata e che aveva dato l’idea di una possibile proiezione rialzista del prezzo, ora nuovamente al di sotto del livello di resistenza mobile.
Dall’altro lato abbiamo il test del supporto a quota 60,8, per ora riuscito, che rappresenta l’ultimo riferimento per USD/RUB, avendo già frenato il suo ribasso proprio in corrispondenza dell’ottobre del 2015.
Il prezzo si è infatti appiatto su questo livello e il mancato rialzo potrebbe trasformarsi in un ribasso con ampie prospettive. L’abbattimento del supporto a 60,8, infatti, non trova altri target rilevanti se non a quota 57,0, in verde.
In questo scenario USD/RUB potrebbe mirare alla zona di minimi del 2015, a sinistra del grafico, molto profonda e con livelli di prezzo molto lontani e anche sotto quota $50.
Molto dipenderà, come successo finora, dall’andamento del petrolio nei prossimi giorni, ma anche dalla riunione Fed.
La sfida tra il dollaro USA e la quotazione del greggio, esplicita se si guarda a questo cambio, è per ora vinta dal petrolio. Ma un rialzo dei tassi Fed potrebbe ribaltare le carte in tavola e riportare il cross al di sopra del livello di 61,8 e verso il range di prezzo navigato negli ultimi mesi tra 63,3 e 66,4.
L’alternativa, come detto, sarebbe un petrolio alle stelle e il cambio dollaro-rublo verso livelli ancora più bassi.