E’ un vero e proprio disastro la situazione del rublo, ai minimi di sempre e svalutato dell’80% circa rispetto al dollaro in meno di 6 mesi
La crisi del rublo sembra non avere più fine. Il crollo inizia a diventare davvero enorme, se si considera che negli ultimi 6 mesi la moneta russa ha perso l’80% circa nei confronti del dollaro americano. La banca centrale di Mosca sta tentando in tutti i modi di correre ai ripari, vendendo miliardi e miliardi di dollari a mercati aperti e alzando i tassi di interesse oltre il 10% nonostante le aspettative di recessione nel 2015. La Russia sta pagando a caro prezzo il coinvolgimento nella crisi geopolitica in Ucraina, che ha spinto l’Occidente a comminare pesanti sanzioni economiche.
Oltre alla variabile geopolitica pesa come un macigno anche la forte discesa dei prezzi del petrolio, ormai non lontani dalla soglia psicologica di 50$ al barile. Le entrate energetiche coprono la metà del bilancio statale russo e le stime sul budget vengono fatte con previsioni sulla quotazione del greggio su valori molto più elevati rispetto a quelli correnti. A novembre l’inflazione è andata oltre il 9% e a questo punto la banca centrale russa sarà costretta ad aumentare ancora i tassi di interesse, probabilmente di 200-300 punti base nei prossimi mesi.
Sul forex ieri il tasso di cambio dollaro/rublo ha raggiunto quota 63,21, arrivando a sfiorare un guadagno del 10% nell’intraday nonostante la notizia ufficiale delle vendite di riserve valutarie dell’istituto centrale di Mosca nel corso dei primi undici giorni di dicembre: circa 6 miliardi di dollari. Negli ultimi tre anni il valore del cambio dollaro/rublo è praticamente raddoppiato. E’ boom anche per il cross euro/rublo, che si sta avvicinando sempre più a quota 80 (ieri si è sinto fino in area 78,80). Un paio di mesi fa la quotazione di questo cross si aggirava intorno a 50.
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