Forex: economia giapponese debole, quali effetti su BOJ e yen?

Analisi fondamentale sulla situazione attuale dell’economia giapponese e i possibili effetti sulla price action sullo yen. La BOJ potrebbe aumentare le risorse e i piani di stimolo ancora una volta.

I dati pubblicati dal Giappone in questo mese riflettono la debolezza economica ancora in corso, lasciando intendere che la BOJ potrebbe aver bisogno di aumentare le risorse e i piani di stimolo ancora una volta, proprio come ha già fatto a fine ottobre del 2014.

Che cosa potrebbe significare questa eventualità sulla price action forex sullo yen giapponese?

1. Inflazione debole
I dati mostrano che l’IPC in Giappone è sceso per il quinto mese consecutivo, con il recente crollo dei prezzi del petrolio che ha reso ancora più difficile il funzionamento del programma di quantitative easing già lanciato dalla BoJ.

L’IPC nazionale è sceso dal 2,7% al 2,5%, inferiore al dato stimato a 2,6%, mentre l’IPC di Tokyo è sceso dal 2,3% al 2,2%.

Sottraendo l’effetto del rialzo delle imposte di vendita si evidenzia come l’inflazione al consumo sia in avanzo solo dello 0,5% nel mese di dicembre, di molto al di sotto del target della banca centrale del 2%. Inoltre, l’indice dei prezzi alla produzione è scivolato dal 2,6% all’1,9%, suggerendo un’ulteriore pressione al ribasso sull’inflazione nei prossimi mesi.

Gli analisti prevedono che l’inflazione al consumo potrebbe davvero raggiungere un livello negativo in Giappone, dato che il Paese deve ancora sentire in pieno l’impatto del calo dei prezzi del petrolio.

Tutto questo ha spinto la BOJ a tagliare le sue previsioni sull’IPC dall’1,7% all’1,0% per quest’anno ed il prossimo, il che significa che i funzionari della banca centrale avranno il loro bel da fare nei prossimi tempi.

2. Calo della spesa
Quasi nove mesi sono passati da quando l’aumento dell’imposta sulle vendite è stato attuato ma gli ultimi dati sull’acquisto delle case e le cifre sulle vendite al dettaglio mostrano che la spesa complessiva non ha recuperato.

La spesa delle famiglie è diminuita del 3,4% su base annua nel mese di dicembre, peggiore del calo previsto del 2,3% e della precedente caduta del 2,5%. Le vendite al dettaglio hanno messo a segno un aumento desolante 0,2% nello stesso periodo, inferiore al previsto 1,1%.

Anche la causa della diminuzione dei salari è da ricercare nella flessione della spesa, con il reddito medio mensile per famiglia che vede un calo anno su anno dello 0,8%.

I salari al netto dell’inflazione sono in calo da 17 mesi consecutivi, il che significa che i consumatori stanno veramente lottando per affrontare il costo maggiore della vita spinto dal rialzo fiscale.

3. Diminuiscono le opportunità per le imprese
Non è una sorpresa che anche le attività delle aziende stiano iniziando a rallentare, con la produzione industriale in calo dello 0,5% e gli ordini di macchinari che arrivano solo ad un 1,3% di aumento, al di sotto del previsto 4,8%.

Passando a dati più positivi, l’indice di attività dell’industria terziaria ha mostrato un aumento dello 0,2% nel mese di novembre, mentre il PMI manifatturiero di gennaio è salito a 52,0-52,1, indicando che le aziende sono ancora in grado di restare a galla, per ora.

Tuttavia, gli analisti prevedono che settore delle attività del Giappone potrà vivere giorni più bui, in quanto potrebbero volerci un paio di mesi prima che la crisi dell’inflazione e il crollo della spesa inizi ad influenzare la produzione.

Tutto sommato, questi dati non sono poi così buoni per l’economia giapponese, già in recessione dal terzo trimestre del 2014.

Per il momento, lo yen sembra stia godendo dell’avversione al rischio, ma un lungo periodo di crescita economica negativa ed un ulteriore calo del livello dei prezzi potrebbe costringere la BOJ ad agire ancora una volta e forzare la valuta giapponese affinché ritorni ai suoi recenti guadagni.

Pensi che la BOJ agirà entro quest’anno?

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