Fincantieri da oggi su Piazza Affari. Dall’IPO dipendono le privatizzazioni del Governo. Quale futuro?

Vittoria Patanè

18/06/2014

18/06/2014 - 12:43

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L’IPO di Fincantieri arriva su Piazza Affari. L’operazione potrebbe determinare il futuro del processo di privatizzazioni previsto dal Governo Renzi, ma anche il destino dell’azienda. Analisi e dettagli dell’offerta pubblica.

Prezzo di quotazione più basso rispetto alle attese e un’orda di analisti finanziari con gli occhi puntati sull’operazione. L’IPO di Fincantieri su Piazza Affari è senza dubbio la notizia del giorno. L’offerta pubblica inizia è iniziata stamattina e si concluderà il prossimo 27 giugno, sempre che non si verifichi una chiusura anticipata.

Se tutto andrà bene economia e politica si fonderanno, perché dalla buona riuscita di questa quotazione potrebbero dipendere le prossime decisioni del Governo sulle privatizzazioni.

Lo scopo principale non è quello di ridurre il debito pubblico, ma di conquistare la stima e la fiducia dell’Unione Europea con l’obiettivo di allentare i vincoli di bilancio.

Fincantieri e lo Stato
Sarà immesso sul mercato il 38,2% del capitale, quota che però potrebbe arrivare al 44% nel caso in cui Fintecna esercitasse la cosiddetta greenshoe.

La restante quota di capitale rimarrà in mano alla holding che fa capo alla Cassa Depositi e Prestiti che continuerà dunque ad avere la maggioranza assoluta. Perdere un asset strategico come Fincantieri sarebbe stato un errore per il Paese. La specializzazione nel settore crocieristico e militare è infatti considerata una caratteristica da sfruttare per rimpinguare il bilancio del Paese.

Proprio per questo motivo nello statuto è stato incluso un limite di possesso: nessun nuovo azionista potrà salire sopra il 5% del capitale. Nel caso in cui succedesse, i diritti di voto sarebbero sterilizzati al 5% e lo stesso sarebbe costretto a vendere la partecipazione in eccesso entro 12 mesi dalla data dell’acquisto.

Il prezzo
Ci si aspettava un prezzo decisamente più alto in base al report di Banca Imi che aveva valutato l’azienda tra 1,26 e 1,6 miliardi di euro.

Ma così non è stato e alla fine si è optato per una forchetta compresa tra i 969 e 1,242 miliardi di euro, scelta vista da un lato come un modo per accattivarsi la clientela retail, dall’altra per attirare l’attenzione dei grandi investitori nei confronti delle privatizzazioni attivate dal Governo.

Nel caso in cui tutto andasse a buon fine infatti, sarà molto più semplice per il Governo andare avanti con le due importanti Ipo attese per quest’anno: quelle di Poste Italiane ed Enav, che potrebbero far guadagnare allo Stato circa 6 miliardi di euro.

Fincantieri: quale futuro?
Secondo quanto affermato dai vertici, il denaro raccolto mediante la quotazione servirà a rafforzare il patrimonio di Fincantieri. Lo scopo è quello di partecipare attivamente al processo di consolidamento in atto nel mercato internazionale.

“La crisi non è ancora del tutto superata e noi siamo pronti a crescere ancora, guardando alle opportunità che dovessero presentarsi in futuro”

Ma restano molti anche i dubbi, in primis quelli relativi alla sporadicità delle commesse. L’andamento della domanda potrebbe quindi determinare ulteriori commissioni, fondamentali per il futuro dell’azienda che comunque potrà contare su una liquidità superiore per affrontare meglio le sfide future.

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