Festeggiamenti del Napoli: tutte le violazioni civili e penali commesse dai tifosi

Il Napoli ha vinto la Coppa Italia, un traguardo storico che per una notte ha fatto dimenticare le misure di prevenzione e il distanziamento contro il coronavirus. Ecco i reati e le infrazioni della tifoseria.

Festeggiamenti del Napoli: tutte le violazioni civili e penali commesse dai tifosi

Tra assembramenti di persone, baci, abbracci e infrazioni al Codice della strada, le violazioni commesse dai tifosi del Napoli sono state molteplici, e si aggiungono ai cortei di persone - anch’essi vietati - del 25 aprile e del 2 giugno, segno che gli italiani iniziano ad abbassare la guardia, nonostante il virus non sia stato ancora sconfitto e manchi il vaccino.

Il web è tempestato di video che immortalano i festeggiamenti della tifoseria a Napoli e provincia ma anche in altre zone d’Italia, alcuni pubblicati dagli stessi autori, forse ignari del fatto che potrebbero incorrere in ripercussioni civili e penali per le infrazioni commesse, riprese e postate sui Social.

C’è chi va in motorino in due o in tre senza casco e chi esulta senza il minimo rispetto del distanziamento sociale, nella quasi totale assenza di mascherine e altri presidi di protezione individuale.

Comportamenti che suscitano risentimento e indignazione senza differenza geografica, ancor di più da parte dei tanti napoletani che hanno rispettato e continuano a rispettare le misure imposte dal governo.

Ai tifosi del Napoli facciamo le nostre congratulazioni; ma l’esultanza calcistica - sport nazionale per eccellenza - non può prevalere sul senso di responsabilità sociale. A titolo meramente esemplificativo abbiamo provato a raccogliere le violazioni civili e penali commesse dai tifosi nella lunga notte di festeggiamenti.

Divieto di assembramento ancora in vigore, anche per i tifosi

Se qualcuno lo avesse dimenticato, ricordiamo che il divieto di assembramento non è stato accantonato, anzi, non vi è occasione in cui le autorità non ricordino che gli assembramenti sono vietati sia all’aperto che a casa. E questo vale per i navigli a Milano, per le manifestazioni politiche e per le tifoserie calcistiche o di altri sport.

La vittoria del Napoli contro la Juventus ha scatenato una vera e propria ondata di persone in strada, nelle piazze, sul lungomare del Capoluogo e nei comuni limitrofi, con foto e video che provano inconfutabilmente la violazione delle misure. Dalle immagini sembra quasi che l’emergenza sanitaria non sia mai esistita poiché nessun tifoso si preoccupa della distanza di sicurezza di almeno un metro e di evitare contatti ravvicinati con persone al di fuori del nucleo familiare convivente.

La violazione del divieto di assembramento è sanzionata con la multa da 400 a 3000 euro che può aumentare sensibilmente in caso di recidiva. Invece per le persone positive al coronavirus uscire dalla propria abitazione fa scattare il penale: si rischia l’accusa di epidemia colposa.

Le forze di polizia potrebbero procedere al riconoscimento dei tifosi grazie ai video pubblicati sui Social, tuttavia il gran numero di persone coinvolte rende questa operazione piuttosto improbabile.

Mascherine, caschi e buon senso: questi sconosciuti

La cosa che colpisce ancor di più è la quasi totale assenza di mascherine. Le persone che sono scese in strada a festeggiare la vittoria del Napoli non si sono curate minimamente di indossare i presidi di protezione, nemmeno sotto il mento. Insomma come se il coronavirus fosse qualcosa di lontano e trascurabile. In realtà chi viene colto senza mascherina negli spazi dove non è possibile rispettare il distanziamento rischia la multa di 400 euro.

Dalle foto si vedono anche moltissime automobili cariche di passeggeri, nonostante il governo imponga precise regole circa il numero massimo di persone a bordo. Senza contare il malcostume di andare in moto o in motorino in tre o in quattro e senza casco, condotta che viola l’articolo 171 del Codice della strada con multe fino a 300 euro.

La polemica di Salvini: “dove era De Luca?”

La reazione di Matteo Salvini non ha tardato ad arrivare, chiedendosi dove fosse il rigoroso governatore Vincenzo De Luca durante i festeggiamenti, il quale, conoscendo la tifoseria napoletana, avrebbe potuto arginare se non evitare gli assembramenti della notte.

Queste le sue parole:

“Sono contento per Gattuso e per Napoli ma qualcosa non ha funzionato. Hanno rotto le scatole per me e i miei selfie, e ieri c’era qualche migliaio di tifosi.”

Dal canto suo il governatore della regione Campania, almeno per il momento, non ha rilasciato alcuna dichiarazione ma c’è grande attesa per uno dei suoi video “epici”.

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