Ferie in Croazia 2021: tutte le regole per gli italiani in vacanza

7 Luglio 2021 - 12:39

7 Luglio 2021 - 15:11

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Per le vacanze in Croazia serve il green pass europeo o basta una sola dose di vaccino? Ecco tutte regole di viaggio per gli italiani in ferie.

Ferie in Croazia 2021: tutte le regole per gli italiani in vacanza

Quali sono le regole per andare in ferie in Croazia? La stagione turistica ormai è iniziata e la maggior parte degli italiani ha già scelto la propria meta per le vacanze estive, molti altri invece stanno ancora cercando di districarsi tra la fitta rete di norme imposte dai vari governi dei Paesi esteri.

Nonostante dal 1° luglio sia ufficialmente entrato in vigore il green pass, ossia il documento valido a livello europeo che consente gli spostamenti tra i Paesi membri e quelli Shengen, alcuni Stati hanno deciso di aggiungere altre restrizioni. Vediamo dunque quali sono tutte le regole per gli italiani che vogliono andare in vacanza in Croazia.

Croazia: tutte le regole di viaggio per le vacanze

Prima di arrivare in Croazia, le autorità del Paese raccomandano di preannunciare il proprio ingresso utilizzando i canali messi a disposizione del governo, come l’applicazione Enter Croatia o l’apposito sito web.

Oltre a questo consiglio, tutti i cittadini dell’Unione Europea o dei Paesi dell’area Schengen, tra cui gli italiani, dovranno essere in possesso del green pass europeo, senza bisogno di sottoporsi all’autoisolamento o alla quarantena. Ma cosa si può fare se ancora non si ha il green pass? Il governo croato ha che le persone non ancora in possesso del Eu Digital Covid Certificate possono entrare in Croazia ad una delle seguenti condizioni:

  • presentando un documento che attesta l’esito negativo al tampone per SARS CoV-2 effettuato nelle ultime 72 ore tramite il metodo PCR oppure nelle ultime 48 ore tramite il metodo antigenico rapido;
  • presentando un certificato di vaccinazione che dimostri il completamento del ciclo vaccinale con Pfizer, Moderna, AstraZeneca, Gamaleya o Synopharm o che siano trascorsi 14 giorni dalla somministrazione del vaccino Johnson&Johnson;
  • presentando un certificato di avvenuta guarigione e aver ricevuto almeno una dose del vaccino;
  • presentando l’esito di un tampone positivo nel periodo che va da 180 a 11 giorni prima dell’arrivo nel Paese, come dimostrazione di essere guarito dall’infezione;
  • sottoponendosi al tampone all’arrivo in Croazia e rispettando l’autoisolamento di 10 giorni.

Basta una sola dose di vaccino?

Le autorità croate, diversamente da molti altri governi, hanno deciso di permettere l’ingresso nel loro Paese anche alle persone che hanno ricevuto una sola dose di vaccino.

Sul sito dell’ambasciata d’Italia a Zagabria si può infatti leggere che l’accesso in Croazia è consentito anche ai cittadini che dispongono di un certificato che dimostra di aver ricevuto la prima dose del vaccino Pfizer, Moderna o Gamaleya, iniziando dal 22° fino al 42° giorno dalla somministrazione, oppure dal 22° all’84° giorno dalla somministrazione della prima dose del vaccino AstraZeneca.

La situazione Covid in Croazia

Al momento la situazione legata all’emergenza sanitaria in Croazia non sembra essere particolarmente preoccupante, dato che secondo i dati forniti dalla John Hopkins University, nelle ultime settimane sono stati registrati solo un centinaio di contagi al giorno. Dall’inizio della pandemia i casi complessivi sono stati 360.342, mentre i decessi poco più di 8.000, su un totale di circa 4 milioni di abitanti.

Per quanto riguarda il tasso di vaccinazione, più del 37% della popolazione croata ha già ricevuto la prima dose di vaccino, mentre il 28,5% ha completato il ciclo.

Al momento, fino al 15 luglio, in Croazia continuano a rimanere in vigore una serie di regole per limitare la diffusione del Covid, tra queste il divieto vendita di bevande alcoliche dalle ore 24:00 alle 6.00, anche l’attività dei ristoranti è consentita solamente dalle ore 06:00 alle 24:00. Diversa la questione per discoteche e night club che possono rimanere aperti senza limitazioni orarie, ma solo all’aperto e consentendo l’ingresso alle persone in possesso del green pass.

Come in Italia, resta anche l’obbligo di indossare la mascherina nei locali chiusi e negli spazi aperti in cui non è possibile mantenere la distanza di sicurezza di almeno 1,5 metri.

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