Cos’è Bitcoin? Chi l’ha inventata? È affidabile? Come funziona davvero? Cosa si può comprare con Bitcoin? Esistono altre monete digitali?
Ecco tutte le risposte sul fenomeno Bitcoin, la moneta digitale che sta facendo il giro del mondo virtuale, e non.
Il fenomeno Bitcoin
Fino a poche settimane fa, una singola Bitcoin, una forma di valuta virtuale, veniva venduta per meno di 50 dollari sulla Mt. Gox Virtual Currency Exchange. Oggi, il tasso di cambio si aggira attorno ai 200 dollari per Bitcoin, portando così il valore totale delle Bitcoin ’esistenti’ a oltre 1 miliardo e mezzo di dollari.
La moneta che ha ormai 4 anni, ed è stata definita da Heidi Moore del The Guardian come mezzo «per alimentare l’economia del vizio», ha iniziato ad attirare la grande attenzione del pubblico dopo la debacle del salvataggio di Cipro lo scorso marzo.
Da allora, il suo valore è aumentato spaventosamente e la sua storia, sembra aver preso una direzione propria.
Cos’è Bitcoin?
Dunque, cos’è esattamente una Bitcoin? In breve si tratta di una moneta: open source, decentralizzata e disponibile al peer-to-peer (lo scambio virtuale).
Non esiste una banca centrale, né alcuna moneta fisica reale chiamata Bitcoin. (Moore sostiene che sia stata creata «nello spirito di sovversione, per scambiare beni, schivando l’occhio della regolamentazione finanziaria.»)
Le persone possono scambiare liberamente le Bitcoin senza costi aggiuntivi visto che non esistono persone o istituzioni che possano rivendicarne il possesso, anche se lo scambio effettivo può implicare una tassa.
In parte come le valute fisiche, la fede nella sua validità come mezzo affidabile di scambio ne rappresenta l’unico valore.
Ma, per quanto alla gente piaccia in questo periodo parlare di Bitcoin, ci siamo resi conto che molti ancora non conoscono le basi e non abbiano idea di come funzioni questa valuta. Ecco, dunque le 11 verità che spiegano il fenomeno Bitcoin.
1. Chi ha inventato Bitcoin?
La moneta per lo scambio su internet nota come Bitcoin è il frutto dell’invenzione del misterioso Satoshi Nakamoto (nessuno conosce la sua vera identità, ammesso che non si tratti di un gruppo di persone).
Probabilmente motivato dal collasso finanziario del 2008, Nakamoto ha combinato tecnologie del peer-to-peer, tecniche crittografiche e firme digitali per creare il sistema della valuta. Nel 2009, Nakamoto ha «estratto» le prime 50 Bitcoin.
Nella primavera del 2012, Nakamoto è scomparso dai forum online dedicati a Bitcoin, e da allora nessuno l’ha più visto. Ecco un link ai potenziali candidati, se qualcuno fosse interessato a rintracciare l’identità dell’inventore, l’inventrice o gli inventori di Bitcoin.
2. Come si ottengono le Bitcoin?
Step 1. Il primo passo per ottenere qualcuna di queste monete digitali è creare un proprio portafoglio Bitcoin scaricando il software dal sito bitcoin.org o uno dei tanti altri siti che offrono la possibilità di download per questo tipo di applicazione.
Step 2. Si riceve un indirizzo Bitcoin personale collegato al portafoglio, una serie alfanumerica di 34 o 36 cifre che inizia col numero 1. Tra l’altro, volendo questo indirizzo assicura l’anonimato durante le transazioni. Con questo indirizzo si può iniziare a scambiare Bitcoin vendendo e comprando la valuta digitale contro le altre valute supportate dalla piattaforma scelta per gli scambi. Ma attenzione, il software per il portafoglio Bitcoin non è criptato.
Le monete Bitcoin sono simboleggiate come BTC ed esistono soltanto due denominazioni ufficiali della valuta: Bitcoin stesso e «satoshi», che rappresenta la più piccola denominazione possibile a 8 decimali. Molti si riferiscono inoltre a un centesimo di una Bitcoin come «centibitcoin», cBTC, oppure utilizzano altre denominazioni informali.
Se state pensando di creare un vostro account, dovreste prima leggere quello che ha scritto Winston Ross, scrittore del Daily Beast, che racconta la propria esperienza nell’acquisto e nell’utilizzo delle Bitcoin.
3. Come funziona davvero Bitcoin? E chi ci lavora?
In un articolo di nove pagine dal titolo «Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System», Nakamoto ha delineato il funzionamento del sistema valutario bitcoin, ma la spiegazione è alquanto confusa. Il sito Bicoin e il wiki ad esso dedicato forniscono spiegazioni più semplici su come funzioni questo sistema.
In sostanza, l’intera rete fa affidamento su un qualcosa chiamato «Blockchain» che contiene il log delle transazioni pubbliche condivise e i dettagli di ogni transazione. La natura open delle transazioni consente ai server Bitcoin, o nodi, di verificare gli scambi tra i portafogli Bitcoin.
Una transazione viene definita come il trasferimento di valore tra due indirizzi Bitcoin. Il sistema conferma l’identità dei partecipanti controllando le «chiavi private» dei rispettivi portafogli, un sistema segreto di dati che si comportano come firma digitale. Anche le firme utilizzano prove matematiche che ne confermano l’autenticità. Una volta «firmato», nessun altro potrà cambiare i dettagli del trasferimento di valore.
La crittografia e la sicurezza dei protocolli matematici contribuiscono a proteggere il Blockchain dagli attacchi e dalla manipolazione degli hacker (si veda per questo il punto 9). Il particolare algoritmo del sistema crittografico si chiama «mining» ed è gestito dai «miners», server e nodi anonimi Bitcoin gestiti da individui altrettanto anonimi.
I miner confermano le transazioni aggiungendo «blocchi», o registrazioni delle transazioni al Blockchain e risolvendo prove matematiche che richiedono un sistema crescente di potere computazionale.
Gli operatori dei miner ricevono per compenso e verifica del loro lavoro alcune Bitcoin, 25 per essere precisi, creando così un incentivo affinché gli operatori lavorino per il mantenimento dell’integrità del sistema. Il compenso ha così il duplice scopo di ampliare la base monetaria Bitcoin che non può superare i 21 milioni.
(Un aumento del volume delle transazioni indica un aumento della domanda di bitcoin. Nel sistema attuale, l’importo pagato per una ricompensa dopo il mining dimezza ogni quattro anni, garantendo così che l’offerta di moneta non superi il massimale stabilito.)
Nel primo anno della sua esistenza, sono state create 10.5 milioni di Bitcoin. Secondo le proiezioni, il massimale dei 21 milioni sarà raggiunto nel 2014.
L’intenso processo computazionale è paragonato al duro lavoro dell’estrazione dei metalli preziosi (da cui «mining» - estrarre dalla miniera) come l’oro e l’argento.
Poiché la moneta è stata sino ad oggi piuttosto oscura, si ritiene che possa essere diventata il riferimento per organizzazioni criminali e venditori di droga. Ma in questi ultimi periodi, Bitcoin sta diventando molto popolare anche tra normali consumatori e investitori.
4. Cosa si può comprare con Bitcoin?
Si può usare Bitcoin sul mercato reale? Un uomo e suo figlio hanno recentemente detto a Business Insider di aver venduto una Porsche su Craigslist ad un giovane uomo d’affari che ha pagato la macchina 300 Bitcoin, equivalenti a circa 39 mila dollari. L’acquirente ha inviato un sostituto a ritirare la vettura e le due parti sono rimaste collegate telefonicamente nei 30 minuti della transazione.
Molti negozi online, attività di servizi e giochi, permettono agli utenti di effettuare transazioni con Bitcoin. Pizzaforconis.com, ad esempio, consente di ordinare una pizza e pagarla in Bitcoin. Bitcointip permette il trasferimento di bitcoin allo scrittore od opinionista preferito su Reddit. Rugatu permette agli utenti di inviare domande su un forum, consentendo di applicare una taglia su quella che l’utente pensa la risposta corretta. Una volta che qualcuno risponde alla domanda, l’autore può decidere se premiare l’utente che ha risposto. Ad esempio, una domanda dice: «Quanto credi che costerà Bitcoin il 17 Aprile?» La taglia è 100 mila mBTC (= 1 millesimo di Bitcoin) - chiaramente non tutte le domande sono relative a Bitcoin.
Ancora, su Mine Things si possono comprare bonus per i giochi con Bitcoin. Coindl è come l’iTunes delle Bitcoin e permette di comprare una canzone per 0.019 BTC. Coinabul permette agli utenti lo scambio tra Bitcoin e metalli preziosi. (Nota: non abbiamo provato nessuno dei servizi elencati di sopra.)
La lista di cose acquistabili con Bitcoin è molto lunga e per conoscere altri punti vendita in cui è possibile pagare con bitcoin, suggeriamo spendbitcoins.com o bitcoinmagazine.com.
5. Il trading su Bitcoin
Esistono 88 coppie con le quali è possibile scambiare valute reali con bitcoin. BitcoinCharts traccia il valore delle valute contro bitcoin sui differenti cambi e in tempo reale.
Stanziato nel luglio del 2010 in Giappone, Mt. Gox o MTGOX è stato il primo utilizzato per lo scambio di bitcoin e per volume rimane la piattaforma più utilizzata, ricoprendo cira il 70% degli scambi totali. All’atto dello scambio, gli utenti possono comprare bitcoin con la loro valuta nazionale (le bitcoin devono sempre essere coinvolte nelle transazioni, perché qui gli scambi tra valute nazionali non sono consentiti).
Mt. Gox consente lo scambio con il Dollaro Usa, l’Euro, il Dollaro Canadese, la Sterlina Inglese, il Franco Svizzero, il Dollaro Australiano, il Rublo Russo e altre valute. I volumi di scambio con il dollaro USA sono aumentati sul Mt. Gox, raggiungendo i 20 milioni di dollari negli ultimi giorni.
Sulla pagina Wiki, sono disponibili gli altri cambi ufficiali Bitcoin e la lista dei cambi e delle valute accettati nel trading con Bitcoin. Nonostante i recenti avvenimenti di Cipro, il dollaro USA è uno delle valute più scambiate, rappresentando il 72% circa degli scambi con Bitcoin.
6. Bancomat Bitcoin? Presto in 30 paesi
Jeff Berwik, CEO di Dollar Vigilante Media e fondatore di StockHouse.com e co-fondatore di BitCoin ATM sostiene che i primi due bancomat Bitcoin saranno installati nelle prossime settimane a Cipro e Los Angeles.
I bancomat non deterranno, né distribuiranno monete, visto che non esiste una bitcoin fisica. Piuttosto, dopo aver mostrato il proprio codice QR alla macchina o aver inserito il codice portafoglio, le persone saranno in grado di inserire monete reali nei bancomat e acquistare bitcoin che andranno nei rispettivi portafogli digitali. Al contrario, le bitcoin potrebbero venir convertite in monete reali negli sportelli bancomat.
In un post sul blog di Dollar Vigilante, Berwik ha annunciato:
«Ho deciso di portare avanti quella che credo essere la prossima multi-miliardaria impresa d’affari: i bancomat Bitcoin...è in tutte le nostre intenzioni fare in modo che l’azienda Bitcoin ATM installi il primo bancomat a Cipro.»
Secondo Berwik, il deterioramento delle valute nazionali potrebbe incrementare quello di Bitcoin. Successivamente, in un’intervista a Business Insider, Berwik ha spiegato «abbiamo ordini per più di 300 macchine in oltre trenta paesi e stiamo lavorando in fretta per gestire la richiesta.»
7. Su Bitcoin, trading long o short?
Alcuni trader ritengono che la corsa a Bitcoin sia irrazionale, questo ha reso possibile per loro l’idea di shortare bitcoin.
Simone Foxman ha spiegato il fenomeno: Bitifnex, un broker con sede a Hong Kong, consente di aprire posizioni long e short su Bitcoin. iCBIT, con sede a Stoccolma, consente ai trader di comprare e vendere contratti futures denominati in bitcoin.
Un altro broker statunitense, Camp BX, consente trading sul margine, posizioni short e completamento flessibile degli ordini in opzioni.
8. Esistono altre valute digitali come Bitcoin?
Bitcoin non è l’unica valuta digitale.
Fondata nel 2007 su Facebook (NASDAQ:FB), Ven è un’altra valuta digitale utilizzata dai membri del social network che usano il servizio Hub Culture. È stata la prima valuta digitale ad essere utilizzata per commodity e crediti di carbonio. Il valore di un Ven è determinato da un paniere di valute, commodity e future sul carbonio stabilito da Hub Culture, che opera come «banca centrale» della valuta. Si stima che la valuta digitale Ven abbia una base di circa 2 milioni di Dollari, a differenza del miliardo bitcoin.
Altre valute digitali includono Litecoin, IXcoin, PPCoin, NovaCoin. Amazon (NASDAQ:AMZN) lancerà a maggio la propria valuta, detta anche «Amazon Coin» per gli acquisti su Kindle Fire di giochi, applicazioni e quant’altro.
Come non citare Ripple, un progetto open-source che sta sviluppando una rete di pagamenti decentralizzati. Teoricamente (poiché il progetto è ancora in fase di sviluppo), uno dei maggiori vantaggi del network Ripple è l’utilizzo di un sistema peer-to-peer in cui le persone possono scambiare denaro (fare pagamenti o prestiti ecc.) mediante un sistema basato sulla credibilità tra i clienti. Quindi, il trasferimento legittimo di capitale finanziario sarebbe sostenuto interamente dal capitale sociale. Ripple, infatti, potrebbe essere una piattaforma per l’ulteriore proliferazione di bitcoin.
Servizi di pagamento di grandi dimensioni hanno iniziato a preferire l’uso di altre valute virtuali. La Western Union Company (NYSE: WU), per esempio, può facilitare le transazioni on-line con le valute virtuali. La società, infatti, cerca di espandere la propria quota di mercato di elaborazione dei pagamenti digitali.
9. Bitcoin e gli attacchi informatici
Anche se Bitcoin utilizza un sistema complesso di verifiche, i portafogli dei clienti e gli scambi possono essere violati dagli hacker.
Il 3 aprile, Mt. Gox ha riportato dell’attacco di hacker che hanno interrotto l’accesso al servizio. Inoltre, la società che gestisce i portafogli Bitcoin, Instawallet, ha chiuso a tempo indeterminato dopo aver scoperto l’accesso fraudolento al database del sistema. Queste brecce nella sicurezza non sono certo episodi isolati e nel 2011 se ne sono verificati diversi.
La notte del 12 giugno 2011, sono stati rubati 25 mila bitcoins da qualcuno che giustamente si è definito «vanificato». Il sistema crittografico che rende le transazioni permanenti dopo 10 minuti ha lavorato a favore del ladro in questa occasione: una volta che la transazione illegale è stata aggiunta al Blockchain diventa irreversibile. Le bitcoin rubate valgono oggi oltre tre milioni di dollari.
La settimana successiva, un hacker ha compromesso il sistema Mt. Gox, provocando il crollo del valore bitcoin da 17 dollari a pochi centesimi nel giro di qualche minuto. Il valore Bitcoin contro le altre valute è sceso in maniera meno drammatica, ma l’evento ha scosso la fiducia nei confronti del sistema; successivamente Mt. Gox ha chiuso per avviare un’indagine.
Poi, il 29 giugno, il portafoglio elettronico eWallet di MyBitcoin, terza parte che deteneva in passato le bitcoin, ha chiuso il sito per poi riaprirlo qualche giorno più tardi e riportare che l’interfaccia per la carta acquisti era stata compromessa. Successivamente fu rilasciata una dichiarazione in cui si diceva che il 51% dei possedimenti totali in bitcoin era stato rubato e che il rimanente 49% sarebbe stato restituito ai consumatori. Per questo alcuni ritengono che MyBitcoin sia stata una truffa sin dall’inizio.
L’opinione, non a caso, è divisa tra chi considera Bitcoin una rivoluzione e chi una bufala.
10. Bitcoin può diventare illegale?
Il governo Cinese ha già limitato la legalità dell’utilizzo di monete virtuali. Nel giugno del 2009, il Ministero del Commercio ha decretato che la moneta virtuale che può essere scambiata con moneta reale dev’essere utilizzata solo per lo scambio virtuale di beni e servizi. In Cina, le valute online, come bitcoin o le carte prepagate per beni virtuali non possono essere utilizzate per l’acquisto di beni e servizi reali.
Il rischio che le valute digitali vengano utilizzate per scopi criminosi come il riciclaggio di denaro è al momento una delle preoccupazioni del governo statunitense. Il mese scorso, la Financial Crimes Enforcement Network, insieme al Dipartimento del Tesoro USA hanno stabilito che le regole contro il riciclaggio di denaro e il segreto bancario vengano applicate anche alle monete virtuali.
Aziende e broker che trattano bitcoin devono attualmente seguire le stesse regolamentazioni cui sono sottoposti i tradizionali provider di moneta. Le transazioni che superano i 10 mila dollari devono essere riportate anche se l’identità degli utenti dei portafogli digitali rimane anonima.
Molti sono convinti della possibilità di riscatto con Bitcoin nel caso in cui le valute reali continuino ad essere svalutate, o se si verifichino altre situazioni come a Cipro, dove gli asset hanno rischiato un drastico ridimensionamento. Le disfunzioni del governo sono i migliori amici di Bitcoin.
11. Bitcoin: una bolla destinata ad esplodere?
Visto che non c’è niente che vincoli il prezzo delle Bitcoin, eccetto il desiderio delle persone di possederle, molti ritengono che questo fenomeno possa crescere a dismisura come una bolla destinata ad esplodere nel momento in cui le persone comincino a riporvi troppa fiducia.
Henry Blodget di Business Insider, ha pubblicato una storia in cui spiega perché il mercato di Bitcoin sia destinato a diventare una perfetta bolla speculativa:
- una storia di fondo convincente,
- l’appeal del «sexy e nuovo» che i consumatori cercano di capire,
- una fornitura limitata,
- un valore soggettivo che giustifica qualsiasi livello di prezzo
- e la giusta combinazione di rischio ed eccitazione.
Secondo Blodget, esistono una serie di eventualità che potrebbero mostrare il rovescio della medaglia con Bitcoin, comprese: le regolamentazioni governative (il Congresso è l’unico ad avere l’autorità di stampare moneta e, a tutti gli effetti, Bitcoin si comporta come una moneta); la vulnerabilità (abbiamo già visto i casi di attacchi informatici) e, infine, il fallimento della ricerca del riconoscimento su grande scala (questo, di certo, rimane da vedere).
Blodget paragona la bolla bitcoin alla bolla internet degli anni ’90, quando le quote delle aziende online hanno visto i loro titoli schizzare al rialzo. La sola differenza, spiega, è che «non c’è nessun modo fondamentale di valutare le Bitcoin».
Anche Felix Salomon di Reuters ritiene che Bitcoin sia entrato nel territorio della bolla, per via dell’esplosione del prezzo e dei rischi di hacking, visto che gli attacchi continuano e causano il crollo del valore bitcoin.
Intanto oggi, su Mt. Gox, il valore bitcoin ha sfondato la soglia dei 200 dollari.
| Traduzione e adattamento di Federica Agostini | Fonte: Minyaville |