Cosa ha detto Fedez sul palco del primo maggio e perché

Giorgia Bonamoneta

02/05/2021

07/05/2021 - 11:59

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Concertone primo maggio: Fedez denuncia sui social il tentativo di censura della Rai del suo monologo. Troppo politico? La Rai smentisce, ma Fedez divulga l’audio della chiamata.

Cosa ha detto Fedez sul palco del primo maggio e perché

È stato un primo maggio movimentato, specialmente per quanto dichiarato da Fedez in diretta nazionale.

Prima di salire sul palco del concertone del primo maggio, Fedez annuncia, tramite il suo account Instagram, di essere incappato nella censura della Rai. Come prova di tale fatto decide di caricare una foto con una parte del comunicato nota preventiva, firmata da tutti i leghisti in commissione Vigilanza Rai:

Se Fedez userà a fini personali il concerto del 1° maggio per fare politica [...] la Rai dovrà impugnare il contratto e lasciare che i sindacati si sobbarchino l’intero costo dell’evento.

Anche Matteo Salvini carica sui social un invito, rivolto a Federico Leonardo Lucia (in arte Fedez), a non far diventare il concerto “un comizio de sinistra”.

Fedez sale sul palco alle 21:00 e afferma nuovamente, questa volta in un messaggio che tutta Italia sta ascoltando, del tentativo di censura della Rai e legge il proprio discorso: nomina partiti, politici e cita le loro affermazioni omofobiche.

Fedez, il discorso del primo maggio contro la censura: trasparenza sui social

Ogni 1° maggio, dal 1990, gli artisti salgono sul palco in piazza San Giovanni per celebrare la Festa del Lavoro. Quest’anno, per motivi di sicurezza inerenti alla pandemia di coronavirus in corso, il “concertone” si è tenuto all’Auditorium Parco della Musica.

Meno pubblico però non vuol dire meno polemiche e, come ogni altro appuntamento nazionale, anche il Primo Maggio non sono mancati scontri ideologici.

Il concertone è iniziato da poco più di mezz’ora, quando Fedez carica sul suo account Instagram (da 12.3 milioni di followers) la prima storia in cui mette immediatamente le mani avanti.

Come ci insegna il Primo Maggio [...] dobbiamo lottare per le cose importanti” e aggiunge che si assumerà le responsabilità di tutto ciò che dirà e farà.

Poco dopo una nuova storia che chiarisce cosa stava succedendo in quei minuti di tensione. Fedez scrive di aver dovuto inviare il testo del proprio monologo ai vertici di Rai 3 per farselo approvare.

Da parte di Rai 3 arriva la richiesta di omettere nomi di partiti, di politici e di edulcorare il contenuto. “Ho dovuto lottare un pochino, ma alla fine mi hanno dato il permesso di esprimermi liberamente”, scrive in conclusione.

In quel momento arriva la nota della Vigilanza Rai firmata dai leghisti in commissione Vigilanza Rai, nel quale si legge che “se Fedez userà a fini personali il concerto del 1 maggio [...] la Rai dovrà impugnare il contratto”.

Concerto primo maggio: quali gli argomenti tabù?

Da settimane Fedez porta avanti una campagna mediatica di sensibilizzazione sul tema del Ddl Zan. Lo ha fatto mettendoci la faccia, facendo dichiarazioni e dando voce a chi non ne aveva.

Non a tutti è piaciuta questa proposta di legge, che è stata a lungo dimenticata sotto il tavolino. Per un «errore» non era stata calendarizzata da Andrea Ostellari, presidente della Commissione Giustizia, almeno fino a pochi giorni fa, dopo flash mob in piazza, polemiche e una forte risposta social.

Tra le persone che si sono espresse sulla mancata calendarizzazione c’è appunto anche Fedez, che in un video risponde al Senatore Pillon sulle altre «priorità» del Senato.

Discorso di Fedez al concertone

Le priorità che impedivano la calendarizzazione Fedez le ha elencato nel suo discorso, ieri sera sul palco del Primo Maggio:

  • etichettatura del vino;
  • riorganizzazione del CONI;
  • indennità di bilinguismo ai poliziotti di Bolzano;
  • reintegro del vitalizio a Formigoni.

A Fedez non è mancata la voce, non si è emozionato come sul palco di Sanremo.

Seduto su una cassa ha iniziato a decantare gli «aforismi» omofobici che lo hanno portato a prendere posizione a favore del Ddl Zan. Legge affermazioni aberranti come “se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno” o “i gay sono una sciagura per la conservazione delle specie”, facendo nomi, cognomi e partiti politici.

Quindi, secondo Ostellari, il vitalizio di Formigori è più importante della tutela dei diritti di tutti e di persone che vengono quotidianamente discriminate fino alla violenza.

La Rai smentisce, ma c’è il video

Dopo il discorso e le accuse di tentata censura da parte di Fedez, arriva la smentita della Rai.

La Rai è da sempre aperta al dibattito e al confronto di opinioni, nel rispetto di ogni posizione politica - si legge in una nota di Viale Mazzini - ed è fortemente scorretto [...] sostenere che la Rai abbia chiesto preventivamente i testi degli artisti”.

Ma è davvero falso? Sempre tramite i social Fedez commenta che non sarebbe voluto arrivate a tanto e, non volendo passare per bugiardo, pubblica il video della chiamata con i vertici di Rai 3 (con la vicedirettrice Ilaria Capitani) nel quale gli viene chiesto di modificare il monologo.

L’ultimo commento di Fedez è un richiamo alle origini del primo maggio, al diritto di esprimersi liberamente, soprattutto in un contesto come quello della Festa dei Lavoratori.

Argomenti

# Rai
# Fedez

Iscriviti alla newsletter