Evasione fiscale: cos’è e cosa si rischia per questo reato

Esistono svariati modi per evadere le tasse, molti dei quali sono veri e propri reati. In questo articolo tutte le ipotesi di evasione fiscale e i rischi connessi.

Evasione fiscale: cos'è e cosa si rischia per questo reato

L’evasione fiscale è un reato, anche se non si riferisce ad un comportamento specifico. Infatti la legge punisce chiunque e con qualsiasi mezzo non paga le tasse - o le paga in maniera inferiore al dovuto - arrecando un danno al Fisco.

L’evasione fiscale, in altre parole, racchiude tutte le condotte che violano gli obblighi di natura tributaria nei confronti dell’Erario. Bisogna però fare alcune precisazioni: se gli importi non pagati sono minimi e la condotta dell’evasore non è grave non ci sono conseguenze penali ma soltanto sanzioni amministrative di carattere economico.

Per questa ragione, la legge stabilisce precisamente le soglie di evasione che fanno scattare il reato e che possono causare anche la condanna in carcere. Nei casi meno gravi, invece, tale condotta è punita soltanto con multe o maggiorazione delle somme dovute al Fisco.

Evasione fiscale: quando si considera reato?

Quando si parla di evasione delle tasse in ambito di diritto penale, bisogna prendere come punto di riferimento il D.lgs 74 del 2000, modificato dal Dl 138 del 2011 e ulteriormente ritoccato dal Dlgs. n. 158/2015.

Qui il legislatore fissa le soglie di evasione e le condotte che fanno diventare l’evasione fiscale un reato, quindi rilevante sul piano penale. Al di sotto di queste soglie, invece, non ci sono conseguenze sul piano penale.

Occorre fare una precisazione: ai sensi della suddetta legge, l’evasione fiscale diventa reato solo quando comporta l’omissione del pagamento delle imposte sui redditi, quindi Irpef, Ires e Iva. Invece per Imu, Tasi, Tari, bollo auto e altre, si incorre solo in sanzioni amministrative.

L’evasione fiscale diventa penalmente rilevante in questi casi:

  • la dichiarazione fraudolenta;
  • la dichiarazione infedele;
  • la dichiarazione omessa;
  • l’omesso versamento Iva e ritenute certificate;
  • l’emissione di fatture false;
  • l’occultamento e la distruzione di documenti contabili.

Le sanzioni penali previste - che vedremo più avanti - sono personali (quindi non si tramandano agli eredi) e si applicano soltanto alle persone fisiche e non anche agli Enti. Per quanto riguarda le società, è perseguibile penalmente solo la persona fisica che la rappresenta a cui è imputata la condotta dolosa.

Inoltre chi è accusato evasione delle tasse non ha diritto alla sospensione condizionale della pena quando le somme evase superano:

  • il 30% del volume d’affari;
  • i 3 milioni di euro.

Ecco l’elenco dei reati e delle condotte tipiche attraverso le quali possono essere commesse le evasioni nei confronti del Fisco.

La dichiarazione fraudolenta: cosa si rischia

Tra le ipotesi tipiche e più diffuse di evasione fiscale c’è la dichiarazione fraudolenta, ovvero la falsificazione della dichiarazioni dei redditi o dell’Iva ottenuta con l’inserimento di elementi passivi fittizi oppure alterazioni delle fatture contabili.

Il reato di dichiarazione fraudolenta sussiste quando:

  • l’imposta evasa è superiore a 30mila euro con riferimento a ciascuna delle singole imposte;
  • i redditi non dichiarati superano il 5% del totale o comunque 1,5 milioni di euro.

La sanzione penale per tale reato è la reclusione da 1 a 6 anni.

La dichiarazione infedele: cosa si rischia

Altra ipotesi di evasione è la dichiarazione infedele che si differenzia da fraudolenta perché qui manca l’intento di arrecare una frode, ma, in ogni caso, si tratta di una condotta consapevole e volontaria.

In questo caso, il reato di evasione fiscale sussiste quando:

La sanzione prevista è la reclusione da 1 a 3 anni.

La dichiarazione omessa: cosa si rischia

L’omessa dichiarazione si ha quando il contribuente non presenta la dichiarazione dei redditi, Iva e del 770 entro 90 giorni dalla scadenza del termine previsto. La rilevanza penale scatta se l’evasione fiscale supera i 50 mila euro.

Per quanto riguarda l’omissione dell’IVA la soglia di punibilità è fissata a 250 mila euro.

La sanzione prevista è la reclusione da 1 a 3 anni.

Emissione di fatture false

Tale reato di concretizza ogni volta che vengono emesse fatture o ricevute per operazioni inesistenti, a prescindere dall’utilizzo di documenti falsi da parte di chi riceve l’importo.

In questo caso si rischia il carcere da 6 mesi a 6 anni.

Occultamento o distruzione di documenti contabili: cosa si rischia

Quest’ultima fattispecie si verifica quando il contribuente occulta o distrugge documenti la cui tenuta è obbligatoria al fine di nascondere il reale volume d’affari o l’ammontare dei redditi.

Per questa condotta si prevede la reclusione da 6 mesi a 5 anni.

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