Euro-dollaro non si smuove: analisi e previsioni settimanali in attesa dei NFP

Il cambio euro-dollaro chiude la settimana con un grande sprint e si riporta nuovamente sopra l’1,12, incapace di sbloccare la situazione. Vediamo cosa ci attende nella settimana dei Non Farm Payrolls.

Il cambio euro-dollaro vive un venerdì ad alta volatilità che lo porta a risalire, durante le ore pomeridiane, da quota 1,115 fino a 1,125, pregiudicando il ribasso settimanale maturato fino a quel momento.

La seconda metà della settimana ha avuto come focus nell’Eurozona il nodo Deutsche Bank e le sue importanti difficoltà finanziarie. La moneta unica riesce tuttavia a non soffrirne e continua a mantenersi forte contro il biglietto verde.

Sarà proprio la valuta americana la protagonista indiscussa delle prossime settimane, visto l’avvicinarsi delle presidenziali americane. Gli effetti delle elezioni USA sul dollaro dipenderanno in stretta misura dai sondaggi elettorali e dal sopravanzare di un candidato sull’altro, con ripercussioni inevitabili sul cambio EUR/USD.

Ma vediamo ora le prospettive di euro-dollaro nel breve termine, in attesa dei Non Farm Payrolls della prossima settimana.

Cambio euro-dollaro accenna ad una rottura rialzista: fascia critica tra 1,124 e 1,128

Il cambio euro-dollaro trascorre la settimana tra il supporto a 1,115 e la resistenza a 1,128, esattamente come successo nel precedente mese, al netto di sporadiche e momentanee anomalie.

Le riunioni di Fed e BCE non sono riuscite nell’intento di sbloccare la situazione, così come il più recente accordo dell’OPEC. La nuova tendenza ribassista che sembrava essersi imposta durante la settimana è stata annullata dal pomeriggio di venerdì, una delle giornate più ad alta volatilità degli ultimi mesi.

Lo specchio della situazione appare chiaro se si guarda al seguente grafico settimanale e a come le ultime 7 candele, che rappresentano ciascuna un arco temporale di cinque giorni, si posizionino compatte e affiancate l’una all’altra:

Il bilancio netto dell’ultima candela è positivo ma il modo in cui si è conclusa la settimana lascia presagire che il nervosismo all’interno del mercato stia aumentando.

Con il passare del tempo si restringe lo spazio a disposizione all’ìnterno della figura a triangolo e i due principali livelli di resistenza e supporto dovranno a breve essere abbattuti al rialzo o al ribasso.

Dal seguente grafico giornaliero è evidente una tendenza rialzista negli ultimi giorni, in particolare con la candella a martello di venerdì:

La resistenza a 1,124 è il punto in cui euro-dollaro si è fermato e, per sperare in una rottura rialzista, i target rimangono sempre gli stessi.

La fascia compresa tra 1,124 e 1,128 ha raccolto i massimi di molte candele giornaliere ma da oltre un mese non vede un suo superamento stabile. È quindi questo un primo vero segnale di un possibile trend rialzista che rompa la situazione di stallo, con il livello psicologico dell’1,13 utile a fornire ulteriore supporto.

Lo scenario ribassista trova in un ritorno al di sotto delle medie mobili a 20 e a 60 periodi un primo passo, attualmente sono entrambe virate al rialzo, e nell’abbattimento dei supporti a 1,115 e 1,112 dei veri e propri muri apparentemente inscalfibili.

Solo un’attraversamento sostenuto di una di queste due bande potrà portare euro-dollaro fuori da questa situazione, altrimenti sarà inevitabile un nuovo rimbalzo e una nuova percorrenza dello stesso range di prezzo.

La prossima settimana, oltre ad essere la prima di ottobre, nasconde poche sorprese prima dell’arrivo dei Non Farm Payrolls di venerdì.

Un aggiornamento sull’indice ISM non manifatturiero degli USA, previsto per le ore 16:00 di mercoledì, rappresenta l’unico momento di attenzione in una settimana che volgerà il proprio sguardo ai dati preliminari e a quelli definitivi relativi alle buste paga del settore non agricolo.

Un dato che discosti le previsioni degli analisti, in lieve rialzo, potrebbe davvero offrire le premesse per un finale di settimana di rottura. L’alternativa è la prosecuzione della situazione di stallo tra l’1,11 e l’1,12, in attesa che il clima elettorale negli Stati Uniti cominci a scatenare i suoi effetti.

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