Euro-dollaro, il rialzo non convince: analisi e previsioni (12/09 - 16/09)

Cambio euro-dollaro in rialzo settimanale grazie all’indice ISM non manifatturiero USA: riunione BCE illude ed esaurisce presto il suo effetto. Possibile inversione al ribasso?

Il cambio euro-dollaro ritraccia nella giornata di venerdì e chiude in prossimità del supporto a 1,124 e della media mobile giornaliera a 20 periodi.

Le attenzioni della settimana erano tutte rivolte alla riunione BCE e alle parole di Draghi, con il mercato che attendeva affermazioni e novità importanti in termini di Quantitave Easing per l’Eurozona.

Tutto questo non è avvenuto e il falso breakout di quota 1,13 è stato presto riassorbito, portando euro-dollaro ad un totale annullamento del movimento di giovedì, ripercorso per intero con il ribasso della giornata di ieri.

La vera differenza rispetto alla scorsa settimana è stata quindi fornita, in maniera del tutto inaspettata, dalla pubblicazione dell’indice ISM non manifatturiero degli Stati Uniti, sotto le aspettative e in grado di definire il vero movimento dominante degli ultimi cinque giorni.

Nonostante nel FOMC ci sia ancora determinazione nel voler alzare i tassi di interesse il più presto possibile, sono proprio i market mover d’oltre oceano a registrare i movimenti più rilevanti dell’ultimo periodo, risultando spesso indirizzati a sfavore della moneta a stelle e strisce e funzionali a scoraggiare un rialzo dei tassi nel breve periodo.

Con un occhio al calendario economico vediamo quindi di capire quali possibili strade il cambio euro-dollaro si appresta a percorrere durante la prossima settimana, in attesa della riunione Fed del 21 settembre.

Cambio euro-dollaro rialzista ma non troppo: possibile inversione?

Il cambio euro-dollaro continua a viaggiare all’interno del range di prezzo coperto durante la settimana della Brexit, chiuso all’interno di una figura a triangolo sempre più prossima alla rottura.

È interessante notare come tutti i movimenti delle ultime undici settimane siano compresi all’interno degli estremi toccati con la candela della Brexit, come osservabile nel seguente grafico settimanale:

Il triangolo delimitato dalle due trendline di colore blu origina proprio dal massimo e dal minimo della penultima settimana di giugno e vede la quotazione viaggiare al suo interno da quel momento.

I tentativi di rialzo di euro-dollaro non convincono proprio perché incapaci di stabilire un massimo crescente, rompendo quindi la figura di accumulazione, con il falso breakout di quota 1,13 di giovedì a fornire un ulteriore indizio.

I supporti a 1,115 e a 1,1128 sono riusciti a tenere il cambio nella metà alta del triangolo, la cui rottura a questo punto è possibile immaginare che avvenga con la settimana della riunione Fed.

In questo scenario le prossime cinque candele in D1 rischiano di rimanere all’interno del triangolo e di muoversi verso il test della parete inferiore, tenuto conto dell’esito poco convincente della riunione BCE di giovedì.

Qualsiasi scenario ribassista, come osservabile dal seguente grafico giornaliero, dovrà necessariamente passare dalla rottura del supporto più rilevante stabilito nelle ultime settimane, a 1,1128:

Il prezzo è fermo da tre giorni consecutivi al di sopra della media mobile a 20 periodi, dopo che l’indice ISM non manifatturiero USA ha lanciato il rialzo nella giornata di martedì.

Un ritorno al di sotto di questo livello porterebbe EUR/USD a possibili giornate di consolidamento tra la media mobile a 20 e quella a 60 periodi, con primo target l’abbattimento del supporto a 1,115.

A quel punto 1,1128 sarebbe il crocevia per un nuovo rimbalzo o la chiusura di una settimana decisamente ribassista, fino ad un possibile ritorno a quota 1,10.

Nello scenario rialzista, invece, il mantenimento sopra la media mobile e la rottura della resistenza a 1,128, massimo della giornata di venerdì, sarebbero le premesse necessarie per credere ad un ritorno stabile al di sopra dell’1,13.

In questa prospettiva sarebbe possibile una rottura al rialzo del triangolo già durante questa settimana, segnale che a quel punto potrebbe essere letto come un movimento anticipatorio della riunione Fed del 21 settembre.

In attesa dell’evento più importante del mese, tuttavia, già la prossima settimana potrebbe regalare sorprese inaspettate, in particolare con la giornata di giovedì.

L’indice dei prezzi al consumo per l’Eurozona, le vendite al dettaglio USA e l’indice di produzione della Fed di Filadelfia sono infatti i tre principali market mover dei prossimi giorni e sono tutti concentrati nella giornata di giovedì.

Considerato ciò che l’indice ISM non manifatturiero ha causato lo scorso martedì è lecito attendersi ogni tipo di sorpresa se i dati si scosteranno in maniera sensibile dalle aspettative di mercato, in particolare per quanto riguarda i market mover a stelle e strisce.

La pressione della riunione Fed potrebbe innervosire il mercato e in attesa del 21 settembre sarà lecito attendersi movimenti improvvisi di EUR/USD, finora quasi sempre orientati verso un deprezzamento del dollaro.

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