Il rally dell’euro è una delle sorprese di questo inizio 2016. Il cambio EUR/USD ha sfondato 1,13 e sembra proiettato almeno verso 1,15. Vola anche Euro/Sterlina sopra 0,78
Le turbolenze finanziarie in corso da inizio anno sui mercati globali stanno portando alla ribalta i cosiddetti “beni rifugio” a discapito di asset più rischiosi, come le azioni, le commodity e le obbligazioni ad alto rendimento (con basso rating). L’oro è tornato in area 1.200$, guadagnando il 12% da inizio anno; il Bund macina record e ora il rendimento del decennale è molto vicino allo zero; il T-note americano è ai massimi da fine maggio 2013. Sul mercato valutario la maggior parte degli acquisti si sta concentrando sullo yen, ma non solo. Sta facendo bene il franco svizzero e, a sorpresa, l’euro. Nonostante la politica monetaria ultra-accomodante della BCE in corso, la moneta unica sta realizzando performance importanti contro molte valute.
Sul forex il tasso di cambio Euro/Dollaro è balzato fin sopra 1,13, ai massimi da quasi tre mesi e mezzo. La quotazione ha aggiornato un top intraday appena sopra 1,1320, ma da un punto di vista tecnico ci sono tutti i presupposti per un proseguimento del bullish trend di breve periodo con target posto almeno intorno a 1,1450 – 1,15. Dai minimi di area 1,0520 toccati a inizio dicembre scorso, è avvenuto un apprezzamento del 7,5%. Non male per una moneta data quasi per spacciata dalla maggior parte degli analisti finanziari, che prospettavano un approdo sulla parità già sul finire dello scorso anno. Il cambio EUR/USD non dovrebbe comunque spingersi oltre quota 1,17 – 1,18.
La BCE è già pronta a rafforzare il suo bazooka monetario: la prossima mossa di Mario Draghi dovrebbe essere il nuovo taglio al tasso sui depositi durante il meeting di marzo, anche se non va escluso un aumento del piano di quantitative easing che al momento è fermo a 60 miliardi di euro al mese. Il boom dell’euro, che tra l’altro è sui massimi annuali contro la sterlina sopra 0,78, è quasi certamente riconducibile alle correlazioni intermarket che si stanno creando sui mercati nell’era degli algoritmi e dei trader-robot. Non è supportato dai fondamentali macroeconomici e quindi difficilmente durerà a lungo. Ad ogni modo nel breve termine la moneta unica dovrebbe continuare a mettere in imbarazzo la BCE, che punta su una valuta debole per rilanciare l’economia stagnante e l’inflazione vicina allo zero.
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