Esenzione Canone Rai per segnale assente o disturbato: da oggi si può richiedere. Tutti i dettagli

Si può richiedere l’esenzione dal pagamento del canone Rai per problemi al segnale. Lo stabilisce il Garante del contribuente andando contro all’Agenzia delle Entrate e a viale Mazzini. tutti i dettagli

Non vedi bene i canali Rai da casa tua per assenza di segnale? Non devi pagare il canone.

A stabilirlo è una pronuncia del garante del contribuente del Friuli Venezia Giulia che finalmente va incontro alle esigenze dei cittadini, ponendo un paletto importante alle pretese della televisione di stato.

L’Autorità ha infatti dichiarato infondata la richiesta presentata dalla Rai, andando contro a quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate. Secondo il Fisco infatti, i contribuenti dovrebbero pagare «la tassa» anche nel caso in cui le loro abitazioni non siano raggiunte dal segnale RAI. In altre parole, a parere dell’ADE, si versa a prescindere, anche se per problemi tecnici indipendenti dalla volontà del cittadino, leggasi assenza di segnale, non si guardano i canali della Tv di Stato. Una pretesa tanto assurda quanto ingiusta, cui il garante del contribuente del Friuli Venezia-Giulia ha deciso di ribellarsi, difendendo gli interessi dei proprietari di case che nelle zone di Udine e Pordenone sono esclusi dal servizio RAI.

Canone Rai: sospensione del pagamento
La pronuncia del garante consente ai contribuenti che hanno pagato il canone o chiamato un antennista per ovviare al problema di richiedere la sospensione del versamento. Ad averlo già fatto è il tributarista Alessandro Perusin che ha inoltrato la richiesta, dopo aver sentito il parere del Garante.

Precedentemente l’Agenzia delle Entrate aveva risposto alla richiesta di delucidazioni inviata da Perusin, ribadendo che il canone RAI deve essere versato, a prescindere, da tutti i cittadini che usufruiscono di un apparecchio atto a ricevere, con o senza ricezione.

Secondo il Garante, la pretesa del Fisco sarebbe un vero e proprio paradosso e, per questo motivo, l’Autorità si è appellata al principio «inademplenti non est adimplendum». In base a questo infatti, uno dei due soggetti che hanno firmato un contratto ha la possibilità di non adempiere ai propri obblighi, nel caso in cui l’altra parte non adempie ai propri.

La pronuncia del Garante si configura dunque come un precedente in base al quale i contribuenti possono far valere il proprio diritto di esenzione e non pagare il canone.

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