Erdogan aumenta (ancora) il suo potere: così il Governo turco controllerà le Ong

Riccardo Lozzi

28 Dicembre 2020 - 09:55

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La legge approvata dal Parlamento turco permetterà al Governo di controllare le Ong. Ecco cosa prevede la nuova misura di Erdogan per reprimere l’opposizione interna.

Erdogan aumenta (ancora) il suo potere: così il Governo turco controllerà le Ong

Stretta da parte di Erdogan e del Parlamento di Ankara sul sistema politico della Turchia. Il Sultano ha infatti impresso una nuova svolta autoritaria per aumentare il proprio controllo su quanto accade all’interno dei confini nazionali, con un disegno di legge votato la scorsa domenica.

Questa volta a essere messe nel mirino di Recep Tayyip Erdogan sono le Organizzazioni non governative, le quali vedranno minacciate la propria autonomia e indipendenza attraverso la norma approvata dalla Grande Assemblea Nazionale Turca.

Secondo la legge, il Governo potrà intervenire nelle decisioni delle fondazioni e delle ONG sospettate di terrorismo, cambiandone i membri interni, bloccando le donazioni in denaro ricevute e imponendo nuove multe.

Nuova svolta autoritaria di Erdogan

Come è stato dichiarato da diversi osservatori internazionali, tra cui Amnesty International, le accuse di terrorismo in Turchia sono spesso arbitrarie e hanno soprattutto lo scopo di reprimere i dissidenti, prendendo di mira attivisti, giornalisti e figure di spicco della società civile in opposizione al regime.

Il timore è che, dopo il fallito colpo di Stato del 2016, Erdogan voglia annientare quanto resta dell’opposizione interna, svuotandola di risorse umane e economiche e occupando gli organismi indipendenti attraverso i propri uomini di fiducia.

Finora, più di 500mila persone hanno subito procedimenti legali in relazione al tentato golpe, e migliaia di oppositori sono ancora incarcerati con l’accusa di terrorismo, mentre centinaia di Ong sono state obbligate a chiudere.

Così il Governo turco controllerà le Ong

Le associazioni no-profit saranno quindi tenute maggiormente sotto controllo tramite le ispezioni che verranno compiute annualmente dai funzionari del Governo, sotto la supervisione del ministero degli Interni.

In caso vengano rilevate attività illecite, si potranno quindi attivare diverse contromisure nei loro confronti: dalla prerogativa di modificarne l’assetto interno, fino alla possibilità di rivolgersi a un tribunale per bloccarne le attività definitivamente.

Inoltre, sarà consentito stoppare le campagne di donazioni online per prevenire il finanziamento ad attività di terrorismo e riciclaggio di denaro.

Infine, viene alzata la soglia delle sanzioni attuabili, portandole da un massimo di 700 lire turche, ovvero circa 76 euro, al nuovo limite di 20.000 lire turche, pari a oltre 21.700 euro.

Le reazioni internazionali

Questo aumento delle multe rischia di portare alla chiusura definitiva della maggior parte delle associazioni in contrasto con l’esecutivo guidato da Erdogan.

Anche le organizzazioni internazionali potranno essere colpite e penalizzate allo stesso modo, essendo state inserite all’interno del disegno di legge.

Tra le prime reazioni da parte della politica internazionale si registra quello della Commissaria europea per i Diritti Umani, la bosniaca Dunja Mijatovic, la quale sul suo account Twitter ha espresso la preoccupazione di questa norma che consentirà a Erdogan di limitare l’attivismo della società civile e prendere di mira le voci critiche al regime.

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