Equo compenso per praticanti avvocato: la proposta nel Def

Anche ai praticanti avvocato deve essere riconosciuto il diritto all’equo compenso. I dettagli della proposta inserita nel Def.

Equo compenso per praticanti avvocato: la proposta nel Def

Equo compenso anche per i praticanti avvocato. Questo è quanto emerge da un provvedimento inserito nel Def (Documento di economia e finanza) a seguito dell’incontro tra il sottosegretario al Ministero della Giustizia, Jacopo Morrone, ed i Consigli degli Ordini e dei Collegi professionali.

Lo scopo della previsione è permettere ai giovani che si affacciano alla professione forense delle condizioni di retribuzione dignitose che siano aderenti alle mansioni svolte e all’impegno prestato nello svolgimento della pratica legale.

La misura serve ad avvicinare i giovani alle libere professioni, quindi non solo quella forense, e a sostenere economicamente chi si appresta a svolgere i periodi di pratica presso studi legali, di commercialisti ed ogni altro ambito che richiede il tirocinio obbligatorio.

Equo compenso ai praticanti avvocato: cosa dice il Def

Dopo gli incontri tra Jacopo Morrone, sottosegretario al Ministero della Giustizia, ed i consigli degli Ordini e dei Collegi professionali, è stato inserito nel Def un riferimento che riconosce anche ai praticanti il diritto all’equo compenso.

Il tavolo tecnico ha avuto lo scopo di portare al centro del dibattito nazionale la retribuzione dei liberi professionisti, e, per la prima volta, ha affrontato il tema della retribuzione dei praticanti avvocato, e non solo. Infatti, tra le misure necessarie a sostenere i professionisti, appare imprescindibile la salvaguardia dei più giovani, che spesso lavorano al pari degli altri ma senza una retribuzione commisurata all’impegno e alle mansioni svolte.

La previsione inserita nel Documento di economia e finanza dovrà poi essere tradotta in un intervento legislativo entro la fine del 2019, perché, come sostiene Morrone, si tratta di una questione “non più rinviabile” dato che i giovani che si avvicinano alla pratica forense sono in calo, probabilmente proprio a causa delle condizioni di lavoro e di retribuzione.

Equo compenso per Ordini e professioni: il ruolo degli avvocati

Dopo l’intervento del sottosegretario al Ministero della Giustizia, il Presidente dell’Aiga, l’avvocato Alberto Vermiglio, ha sottolineato l’importanza del ruolo degli avvocati, soprattutto dei più giovani, nel dirimere il problema dell’equo compenso di tutti i professionisti.

Gli avvocati, più degli altri, sono coinvolti nella questione, per questo il loro contributo sarà determinante. Infatti, il mondo dei professionisti ha subito un notevole cambiamento dall’entrata in vigore della legge Bersani sulla liberalizzazione delle professioni, ed ora per i giovani avvocati è fondamentale poter contare sull’inderogabilità di parametri minimi che assicurino l’equo compenso e la dignità del lavoro svolto.

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