Eni, l’ad Descalzi incontra il premier libico al-Sarraj e conferma l’impegno in Libia

Il capo del Consiglio di Presidenza del Governo libico di unità nazionale, Fayez al-Sarraj, ha incontrato oggi a Tripoli l’ad di Eni, Claudio Descalzi

Eni, l'ad Descalzi incontra il premier libico al-Sarraj e conferma l'impegno in Libia

Continua l’impegno di Eni in Libia. Lo ha detto l’amministratore delegato Claudio Descalzi nel corso di un colloquio con il capo del Consiglio di Presidenza del Governo libico di unità nazionale, Fayez al-Sarraj.

L’ad di Eni è stato ricevuto oggi a Tripoli, dopo aver incontrato il presidente della National Oil Corporation (NOC), Mustafa Sanalla.

Durante i colloqui, oltre alla necessità di un rilancio degli investimenti in Libia, è emersa l’esigenza di formare giovani del posto, migliorandone le capacità e le competenze professionali nel settore industriale e petrolifero.

L’ad di Eni conferma le attività sulla costa africana

L’attuale situazione della Libia e, in particolare, il tema della sicurezza sono stati al centro della conversazione tra l’ad di Eni Claudio Descalzi e il premier Fayez al-Sarraj.

Nonostante il momento di incertezza che lo Stato africano sta vivendo, Eni ha confermato la propria volontà di portare avanti regolarmente le attività nel paese. Fayez al-Sarraj e Mustafa Sanalla hanno entrambi ringraziato Eni per il supporto e la vicinanza al popolo libico e a NOC.

Sono tante le iniziative intraprese in Libia nel settore della generazione di energia elettrica. La società italiana offre assistenza tecnica per la manutenzione di alcune centrali nell’area di Tripoli.

“Questo impegno di Eni è l’ulteriore prova del supporto fornito dalla società al paese: Eni è il principale fornitore di gas al mercato locale, interamente destinato ad alimentare le centrali elettriche del paese per una capacità di generazione elettrica di oltre 3 GW”,

spiegano dall’azienda.

Eni ha anche in attivo alcuni progetti: Bahr Essalam Fase 2, avviato a luglio, si concluderà entro al fine del 2018, con il collegamento dei rimanenti sette pozzi.

Per quanto riguarda il progetto di aumento della capacità di compressione dell’impianto di Wafa, il first gas è previsto nei prossimi giorni.

“La realizzazione di tale progetto rappresenta una chiara indicazione che importanti attività di sviluppo possono essere implementate con successo anche nelle aree remote del territorio libico,”

commentano dalla società.

Mustafa Sanalla e Claudio Descalzi hanno fatto il punto anche sull’andamento del negoziato dell’Exploration and Production Sharing Agreement («EPSA»), a seguito della lettera d’intenti (LOI) firmata a ottobre tra Eni, NOC e BP.

L’accordo prevede l’assegnazione a Eni di una quota del 42,5% e dell’Operatorship nell’EPSA, con l’obiettivo di ricominciare le attività nel primo semestre del 2019.

In cantiere anche importanti progetti futuri: tra i più significativi lo sviluppo delle strutture offshore A&E di cui è previsto a breve il lancio della gara per lo studio di ingegneria.

“L’implementazione di tale progetto consentirà di estendere il plateau di produzione di gas dall’offshore libico, con un notevole risparmio per il paese relativamente all’importazione di combustibili liquidi,”

fanno sapere.

Eni è principale produttore internazionale di idrocarburi in Libia, dove attualmente produce 280.000 barili di petrolio equivalente al giorno equity.

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