Energia elettrica: mercato libero e servizio di maggior tutela, quale conviene? Ecco le differenze

Mercato libero dell’energia elettrica e servizio di maggior tutela: quali sono le differenze? Ecco tutto quello che c’è da sapere e le istruzioni per scegliere tra mercato libero e servizio di maggior tutela.

Dal 2007, il mercato dell’energia elettrica in Italia è stato liberalizzato ed è stato diviso in mercato libero e servizio di maggior tutela. Quali sono le differenze tra mercato libero e servizio di maggior tutela?

In Italia, grazie al decreto Bersani 73/07, convertito in legge 125/07, i clienti residenziali hanno la possibilità di acquistare energia elettrica scegliendo il tipo di fornitore che preferiscono passando al mercato libero dell’energia. Tuttavia, questa è solo una possibilità e non un obbligo, quindi chi vuole può restare con l’attuale fornitore nel servizio di maggior tutela.

Spesso però i clienti non sanno quali sono le differenze tra il mercato libero dell’energia e il servizio di maggior tutela e per questo non riescono a scegliere il più conveniente.

Conviene restare nel servizio di maggior tutela o passare al mercato libero dell’energia? Nel mercato libero dell’energia, i fornitori di energia elettrica sono in competizione tra loro e per incentivare i clienti a sceglierli come fornitori lanciano degli sconti e promozioni interessanti che permettono di offrire delle tariffe mediamente più basse rispetto a quelle del servizio di maggior tutela.

Tuttavia, scegliere tra il mercato libero dell’energia e il servizio di maggior tutela non è così scontato, in quanto spesso la convenienza è data dalle esigenze personali del cliente. Per capirne la motivazione dobbiamo analizzare nel dettaglio le differenze tra servizio di maggior tutela e mercato libero dell’energia, soffermandoci in particolar modo su come funziona il mercato dell’energia elettrica in Italia.

Mercato dell’energia elettrica in Italia, come funziona?

Prima di analizzare le differenze tra mercato libero e servizio di maggior tutela in Italia dobbiamo analizzare i processi e i soggetti che in Italia operano nel mercato dell’energia elettrica.

L’energia elettrica prima di arrivare ai consumatori passa per tre diverse fasi:

  • produzione di energia: la maggior parte della produzione, come è possibile vedere nel grafico sottostante, deriva dall’utilizzo di fonti non rinnovabili come petrolio, gas naturale e carbone, mentre in percentuale minore dallo sfruttamento di energie rinnovabili. Nel caso in cui il fabbisogno energetico nazionale non viene soddisfatto dalla produzione interna italiana, si ricorre alle importazioni dall’estero. Tra i principali fornitori di energia elettrica dell’Italia ci sono: la Svizzera (56%), la Francia (28%) e la Slovenia (8%);


Elaborazioni Autorità per l’energia elettrica e il gas su dati GRTN/TERNA per l’anno 2012.

  • trasporto: in questa fase l’energia viene trasferita dalle centrali elettriche alle città in cui deve essere utilizzata. Questo avviene grazie ad una particolare rete di trasmissione che rialloca l’energia riducendo al minimo gli sprechi;
  • distribuzione: questa è l’ultima fase, in cui l’energia viene consegnata al consumatore finale che può utilizzarla in ambito domestico o industriale.

Negli anni sessanta in Italia la distribuzione dell’energia elettrica era gestita esclusivamente dall’Enel e quindi questa faceva parte di un regime di monopolio pubblico. Tuttavia, dal 1 luglio del 2007, dopo il decreto Bersani 73/07, l’Italia si è allineata alla posizione dell’Unione Europea, passando dal sistema di monopolio alla liberazione del mercato dell’energia elettrica.

In questo modo, le aziende possono produrre energia in maniera autonoma o acquistarla da produttori terzi così da rivenderla al cliente finale. Questo però non significa che tutti i consumatori italiani sono passati al mercato libero, in quanto sia le famiglie che le piccole imprese hanno la possibilità di restare nel servizio di maggior tutela.

Mercato libero dell’energia e servizio di maggior tutela: quali differenze?

Con il passaggio dal sistema di monopolio al mercato libero dell’energia, è stata resa libera la prima fase del mercato dell’energia elettrica, quella concernete alla produzione e alla vendita.

Il fornitore quindi può stabilire le proprie tariffe di vendita e può contrattare direttamente con il cliente. Tuttavia, la seconda e la terza fase del mercato dell’energia elettrica non sono state liberalizzate, in quanto per ogni area resta un singolo distributore le cui tariffe sono fisse e regolamentate dall’autorità AEEG. Per questo motivo, mentre i fornitori possono negoziare con i clienti il prezzo della fornitura di energia, non possono contrattare sulle attività di distribuzione e trasporto, in quanto le tariffe sono uguali per tutti i consumatori e sono regolamentate dall’AEEG.

Quindi nel mercato libero dell’energia c’è il distacco tra la distribuzione e la vendita, poiché mentre resta un singolo ente che ne gestisce la distribuzione, ci sono più aziende fornitrici che vendono l’energia elettrica direttamente al cliente. In questo modo, il cliente non ha un rapporto commerciale con l’ente distributore, ma solamente con i venditori, con cui firma il contratto e a cui paga la bolletta. Quindi, mentre i prezzi della distribuzione sono fissi e vengono gestiti dall’AEEG, il prezzo di fornitura è concordato direttamente dal fornitore e il cliente.

Tuttavia, i clienti che non vogliono passare al mercato libero o sono rimasti senza venditore, restano nel servizio di maggior tutela. In questo caso, l’AEEG gestisce non solo i costi di distribuzione, ma anche la tariffa, il calcolo dei consumi, il deposito cauzionale e altri elementi della fornitura. Quindi, nel servizio di maggior tutela l’Autorità determina anche il prezzo di compravendita dell’energia dal produttore al cliente finale, che solitamente viene aggiornato trimestralmente tenendo conto dell’andamento delle quotazioni internazionali degli idrocarburi.

Per concludere possiamo dire che mentre nel mercato libero le condizioni di vendita sono gestite dagli operatori attivi sul mercato che sviluppano delle offerte commerciali per andare incontro alle esigenze del consumatore, nel servizio di maggior tutela queste vengono decise in via amministrativa.

Mercato libero dell’energia e servizio di maggior tutela: quale conviene?

Come prima cosa bisogna precisare che in qualsiasi momento un cliente può passare dal mercato libero dell’energia al servizio di maggior tutela senza dover pagare dei costi aggiuntivi.

Qual è il tipo di mercato più conveniente? Rispondere a questa domanda non è semplice, perché non si può affermare con precisione se è più conveniente il mercato libero dell’energia o il servizio di maggior tutela.

Quello del mercato libero, seppure in alcuni casi è più conveniente del servizio di maggior tutela, è un mondo con molte più variabili. Infatti, molto dipende dalle esigenze del cliente, che può scegliere tra diverse offerte in base alle proprie necessità.

Quindi, a seconda dell’opzione scelta, c’è un prezzo indicizzato (solitamente uno sconto del 10% sulla tariffa determinata dall’Autorità) uno bloccato per uno e due anni, e uno a forfait, che prevede un fisso mensile determinato da consumi prestabiliti (ma in questo caso bisogna stare molto attenti a non superare la soglia, perché i costi aggiuntivi sono molto alti). In definitiva non possiamo dire quale tra il mercato libero dell’energia e il servizio di maggior tutela è migliore, ma possiamo consigliarvi di scegliere con precisione qual è l’offerta che più si adatta alle vostre esigenze.

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