Emmanuel Macron, chi è il presidente francese? Biografia e programma politico

Emmanuel Macron è il nuovo presidente della Repubblica francese dopo aver battuto Le Pen al ballottaggio. Scopriamo chi è il giovane leader di En Marche!, biografia, studi, carriera e vita privata.

Emmanuel Macron, il giovane leader del movimento En Marche!, dopo aver conquistato il maggior numero di voti al primo turno delle elezioni presidenziali, si è aggiudicato anche il ballottaggio, diventando il nuovo Presidente in Francia.

Da settimane si parla solo di lui e di sua moglie, Brigitte Trogneux, la nuova premiére dame: i sondaggi lo hanno dato per favorito prima e dopo il ballottaggio e oggi, con il 66% delle preferenze, è arrivato alla vittoria delle elezioni presidenziali.

L’ascesa del giovane politico si è completata, che da terza via nei mesi precedenti, è diventato la prima scelta dei francesi, anche grazie al suo credo centrista e al convinto europeismo.

Dapprima grazie al calo di Fillon in seguito allo scandalo sugli incarichi famigliari, e poi grazie ai limiti mostrati dalla Le Pen], il leader di En Marche si è fatto strada nelle preferenze dei francesi, che hanno iniziato a guardarlo come il futuro presidente.

Scopriamo tutto su Emmanuel Macron, dai suoi studi, alla sua carriera prima di diventare ministro, fino alla sua vita privata e a sua moglie, Brigitte Trogneux di cui si parla molto.

Chi è Macron? Vicende e programma in breve

Emmanuel Macron, leader e fondatore del movimento En Marche!, ha mostrato un programma che ruota attorno alla flessibilità del lavoro, la permanenza in Europa e le frontiere aperte. Una prospettiva che divide le opinioni dei francesi, non essendo chiaramente né totalmente di destra né totalmente di sinistra: Emmanuel Macron lo sa bene, perché spesso si è definito al di sopra della vecchia divisione in due blocchi, ponendosi “oltre la destra e la sinistra” e guardando in avanti, non indietro.

Da ministro a presidente, il passo può essere molto breve. In molti hanno provato ad ostacolarlo, ma i consensi sono cresciuti in modo esponenziale. Negli scorsi mesi è stato anche il bersaglio di alcuni dossier russi secondo i quali sarebbe sostenuto da lobby bancarie americane e coinvolto in una relazione omosessuale con un giornalista. Illazioni che non hanno minimamente toccato l’immagine pubblica del candidato, che è rimasto in cima ai sondaggi.

Se in Francia hanno già preso le misure del prossimo presidente, passando al setaccio il suo passato in cerca di notizie o illeciti, in Italia molte persone stanno scoprendo in questi giorni chi è Emmanuel Macron.

La sua corsa all’Eliseo è iniziata quando ha rassegnato le dimissioni come Ministro dell’economia, e ora ha battuto Marine Le Pen nel ballottaggio del 7 maggio.
Prima di essere un giovane politico “rottamatore” della vecchia classe dirigente, Emmanuel Macron è stato un economista lanciato da Hollande.

Ripercorriamo le tappe della sua carriera politica, ma anche della sua vita privata fatta di filosofia, di musica e di una moglie molto più grande di lui, Brigitte Trogneux, per conoscere nel dettaglio chi è Emmanuel Macron, la sua biografia, i suoi studi e il suo profilo come presidente francese.

Emmanuel Macron, il profilo politico del favorito

Emmanuel Macron, diversamente dalla sua diretta concorrente Marine Le Pen, parla alla lungimiranza della Francia. Alle frontiere chiuse, lui risponde con programmi di accoglienza e integrazione, per una Francia proiettata nel futuro, tecnologica e ospitale con i migranti, contro la burocrazia e a favore di un’Europa rafforzata.

Per questo motivo prima di essere il favorito dei francesi, Macron è il preferito dall’Unione Europea, che vede in lui l’alternativa per evitare l’uscita dall’UE prevista dal programma di Marine Le Pen.

Chi è Emmanuel Macron e da dove inizia la sua carriera politica? Qualcuno lo ha paragonato a Tony Blair, un laburista così riformista da attirare spesso le antipatie dei suoi stessi compagni di partito, altri addirittura lo hanno chiamato il Kennedy francese, o “Mozart dell’Eliseo”, grazie al suo talento da pianista. Per la sua giovane età e la sicurezza in sé stesso, è stato paragonato a Matteo Renzi per il suo spirito rottamatore, mentre alcuni detrattori lo hanno definito soltanto un ragazzo viziato.

In realtà, Macron si presenta come un economista e un politico che vuole cambiare la Francia, e che per farlo si è messo in corsa da solo, liberandosi della vecchia sinistra del suo partito di provenienza.

Hollande, che gli ha aperto la strada politica, lo aveva messo in guardia invitandolo a non abbassare la guardia fino a che le elezioni non si sarebbero concluse. Per questo Macron ha esteso la sua campagna elettorale alle periferie, finora in massa favorevoli a Le Pen, visitando ospedali e cantieri, in modo da accattivarsi il voto anche degli operai e delle categorie più marginali.

Scopriamo tutto sul trentanovenne presidente della Francia, da prima dell’incarico di Ministro dell’Economia conferitogli da Hollande, quando ancora diciassettenne conquistò il cuore della sua professoressa, che ancora oggi è sua moglie: poi i suoi studi nell’elite francese e la carriera da brillante economista, prima di iniziare la scalata al Governo e la corsa all’Eliseo.

Emmanuel Macron, il programma politico

In un’intervista a Le Parisien, Macron ha illustrato il suo programma, ponendo anche l’accento sulla vicenda giudiziaria che vede coinvolto il suo concorrente, il candidato Fillon, indagato per aver pagato con soldi pubblici suoi famigliari con contratti di consulenze.

Non ci possono essere due pesi e due misure, e per questo Macron lancia l’idea di una legge che vieti ai parlamentari di assumere parenti, soprattutto quando in gioco c’è il denaro pubblico.

Per quanto riguarda l’economia, il cavallo di battaglia del candidato, è prevista una riforma del lavoro: per prima cosa sarà confermata la flessibilità sulla settimana lavorativa di 35 ore con libertà per gli accordi azienda per azienda, una battaglia che Macron porta avanti sin dal suo magistero in economia. Saranno inoltre tagliati 120mila impieghi pubblici e i disoccupati, che saranno obbligati a corsi di formazione nel periodo in cui percepiranno il sussidio, non potranno rifiutare troppe offerte una dopo l’altra, pena la sospensione dell’assegno.

La riforma toccherà anche il sistema pensionistico, che sarà semplificato e unificato, con un’uscita dal mondo del lavoro fra i 60 e i 67 anni a seconda del settore e in modo graduale.

Per quanto riguarda il fisco, ci saranno alleggerimenti per le imprese, in modo da far ripartire l’economia e il mercato del lavoro, e sarà abolita la tassa sugli immobili per l’80% dei proprietari.

Un altro settore di sua competenza quando era ministro per Valls è la tecnologia: nel suo programma per una Francia del futuro è prevista una transizione energetica che punta al rispetto dell’ecologia, a partire dai veicoli inquinanti. Ci sarà quindi una grande rottamazione con bonus di 1000 euro per chiunque passerà a auto elettriche.
In più, un maxi investimento da 50 miliardi di euro per cambiare il volto della Francia nei prossimi cinque anni, a livello energetico e burocratico.

Cambiamenti consistenti anche per la scuola, invece, Macron propone il divieto per i cellulari nelle scuole elementari e medie, ormai ampiamente diffusi tanto che l’80% degli studenti di prima media in Francia ne sono dotati in classe.

Emmanuel Macron, chi è? Biografia

Per sapere chi è Emmanuel Macron partiamo dal 2014, anno in cui assume la guida del Ministero dell’Economia e guardare nei suoi studi, dapprima quelli di pianoforte al conservatorio di Amiens, sua città natale, e poi quelli dai gesuiti in filosofia, la sua grande passione.

Poi la laurea all’Ena, la prestigiosa scuola dove si forma l’elite politica francese e l’inizio della carriera nel mondo dell’economia come dirigente al Ministero e poi come banchiere per Rotschild. Nel 2008 è diventato milionario per aver seguito l’acquisizione di una filiale del colosso Pfizer da parte di Nestlé.

Dal 2006 al 2015 è stato iscritto al Partito Socialista, prima di fondare il suo movimento En Marche!, che Emmanuel Macron mette al di sopra della destra e della sinistra.

Il presidente è passato in poco tempo e con disinvoltura dalla banca all’Eliseo. Dopo il ruolo in Rotschild, Emmanuel Macron è stato vice segretario generale all’Eliseo e fedele consigliere di Hollande dalle primarie 2011, ricevendo un’ottima ricompensa dal presidente con l’affidamento nel Governo Valls II del Ministero dell’Economia, dell’Industria e del Digitale che era di Arnaud Montebourg. Un ruolo che Emmanuel Macron ha ricoperto dal 26 agosto 2014 fino al 30 agosto 2016, quando si è dimesso anticipando non ufficialmente la sua ormai scontata candidatura per la corsa all’Eliseo.

Emmanuel Macron, chi è? Vita privata

Nato ad Amiens, il 21 dicembre 1977, Emmanuel Macron, a quarant’anni, è diventato il più giovane Presidente della Repubblica francese. Per conoscere meglio la sua figura e capire chi è Emmanuel Macron in ambiente politico, bisogna tornare ai primi passi nel mondo della sinistra.

Figlio di un neurologo e di una pediatra, Emmanuel Macron si è avvicinato da giovanissimo alla politica e alla sinistra grazie alla nonna paterna direttrice scolastica. Di sinistra, ma con orientamento liberale, Macron in due anni di ministero si è fatto molti nemici proprio nella gauche per aver toccato alcune roccheforti come il limite a 35 ore della settimana lavorativa e l’imposta di ricchezza.

Chi è Emmanuel Macron nella vita privata? Un uomo fuori dagli schemi, appassionato di filosofia sin dalla gioventù, quando era assistente del filosofo personalista Paul Ricoeur, e abile pianista tanto da guadagnarsi il nomignolo di Mozart dell’Eliseo.

Emmanuel Macron è sposato dal 2007 con Brigitte Trogneux, sua ex professoressa del liceo, vent’anni più grande di lui. Un rapporto iniziato quando Macron era minorenne e lei aveva già tre figli maggiorenni. Moglie riservata e silenziosa che sa bene come sia importante il suo ruolo accanto a una personalità politica di spicco e potenzialmente tra i più importanti del mondo.

Recentemente i dossier russi hanno puntato a intaccare quello che finora sembra essere l’unico punto scoperto del candidato, proprio la sua vita privata. Le emittenti russe parlano di una relazione extraconiugale con il giornalista Mathieu Gallet, presidente dell’emittente Radio France, tutto smentito categoricamente dagli interessati, tanto che Macron non è sembrato minimamente toccato dalle illazioni.

Emmanuel Macron è il presidente scelto dai francesi?

Emmanuel Macron è stato il favorito alle presidenziali francesi per gli ultimi mesi. Le quote dei bookmakers lo davano praticamente per certo, con pagamento della posta a 1 contro i 7 di Marine Le Pen.

Considerato troppo di destra dalla sinistra che lo vede come un traditore, e troppo di sinistra dalla destra che lo vede un riformatore progressista, Emmanuel Macron si colloca al centro degli schieramenti e al ballottaggio ha fato affidamento sui voti della maggior parte dei francesi non solo delusi dai tradizionali partiti, ma anche tra i convinti sostenitori di Fillon e Hamon che hanno spinto i propri elettori verso Macron contro il pericolo Le Pen.

La sua scelta di campo è stata giustificata come un tentativo di riunire i francesi, non la destra o la sinistra, e questa sua estraneità alle logiche di partito è risultata favorevole, vista l’ondata di antipolitica e rottamazione a livello internazionale. Non a caso, i due sfidanti al ballottaggio provengono da due movimenti e non dai tradizionali partiti.

Già prima di candidarsi formalmente, in Francia era tra i primi tre politici più amati, anche se di fatto non ha mai ricoperto alcuna carica elettiva e non ha avuto un partito solido pronto a sostenerlo.

Cosa dicono i detrattori?

Emmanuel Macron è figlio dell’establishment, ma si dichiara contro il sistema”: questa, di fondo, è la più corposa critica che viene mossa al futuro presidente francese. Nonostante sia leader di un movimento, infatti, Macron proviene dall’elite economica e politica che ha in mano proprio quel sistema contro cui ha impostato la sua campagna elettorale.

Strategia o controsenso, lo dimostreranno i fatti una volta insediatosi all’Eliseo. Di certo, la sua provenienza da ambienti economici di rilievo e dalle grandi banche lo ha reso il profilo ideale per l’Unione Europea e la finanza. Macron appartiene all’establishment che lui stesso intende riformare: sarà possibile? A suo vantaggio, agli occhi dei francesi, ha influito il fatto di non avere alle spalle un partito tradizionale, ma ora che è presidente dovrà confrontarsi con i vecchi partiti tradizionali che lui ha definito morti, ma che non vanno mai sottovalutati.

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