Emergenza medici: richiamati dottori in pensione perché mancano giovani specialisti

Emergenza medici in Italia. In Veneto il governatore Zaia dispone una delibera che prevede l’assunzione di medici in pensione; molte Regioni promettono di copiare l’iniziativa.

Emergenza medici: richiamati dottori in pensione perché mancano giovani specialisti

In tutta le Penisola è emergenza medici; mancano all’appello soprattutto anestesisti, pediatri e ginecologi. Per questo molte Regioni hanno deciso di richiamare i dottori in pensione.

Promotore dell’iniziativa è stato il governatore del Veneto, Luca Zaia, il quale ha scritto una delibera che permette l’assunzione a tempo determinato di medici in pensione, da inserire nelle strutture ospedaliere dove manca personale medico giovane.

L’emergenza medici è così diffusa che la delibera di Zaia è stata accolta favorevolmente anche da altre Regioni, in primis dal Molise che ha già ordinato alla Asl di sondare il terreno su chi è uscito dal servizio per raggiunto limite di età.

La carenza di medici riguarda anche le strutture private, che molto spesso sono costrette ad avvalersi di personale in pensione perché non ci sono sul mercato giovani specialisti.

Emergenza medici: in Veneto una delibera per assumere medici in pensione

Che in Italia ci sia una vera e propria emergenza medici, dovuta alla carenza di specialisti giovani, era un dato già noto. Ma la situazione continua ad aggravarsi. Così Luca Zaia, governatore della Regione Veneto, ha pensato di risolvere il problema scrivendo una delibera che permette alle strutture ospedaliere di assumere personale medico in pensione con contratto a tempo determinato.

La delibera è stata disposta dopo il flop del bando per assumere medici in pronto soccorso: di 246 posti messi a concorso in diverse specializzazioni, sono risultati in graduatoria solamente 118 medici. Naturalmente - come sottolineato da Zaia - la delibera serve solo ad arginare il problema ma resta il fatto che è indispensabile inserire personale medico giovane e competente, poiché molti medici pensionati hanno difficoltà a mantenere i ritmi ospedalieri, soprattutto nelle fasce notturne.

La soluzione della Regione Veneto non piace ai sindacati dei medici, soprattutto all’Aroi (sindacato degli anestesisti) secondo il quale la delibera di Zaia non ha alcuna utilità, sia perché non risolve la carenza di medici giovani sia perché ritiene che i medici in pensione non risponderanno all’appello.

Emergenza medici: nel 2025 circa 16 mila specialisti in meno

La delibera di Zaia di certo non può essere risolutiva ma evidenzia quanto sia gravosa l’emergenza medici. Secondo i dati elaborati da Anaao (Associazione Nazionale Aiuti Assistenti Ospedalieri) nel 2025 ci saranno 16 mila medici specialisti in meno in corsia, un calo molto più marcato rispetto a quello registrato tra il 2009 e il 2017 che ha visto 8 mila unità in meno.

Mancano all’appello soprattutto medici d’urgenza, anestesisti, pediatri, ginecologi, internisti e psichiatri.

Per risolvere il problema servirebbe sbloccare il turnover (introdotto dalla legge 296/2006) che ha impedito di sostituire i medici pensionati con i nuovi assunti e, soprattutto, aumentare i finanziamenti per i posti da destinare alla formazione specialistica post laurea. Infatti, da diverso tempo il numero dei laureati è di gran lunga superiore a quello delle borse messe in palio per la formazione specialistica, lasciando in sospeso circa 10.000 giovani medici laureati.

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