Elon Musk sminuisce il coronavirus: “C’è più rischio a guidare un’auto”

Elon Musk scettico sul coronavirus: in un’email inviata ai suoi dipendenti il fondatore di Tesla e SpaceX dice che guidare un’auto è molto più rischioso.

Elon Musk sminuisce il coronavirus: “C'è più rischio a guidare un'auto”

Il coronavirus? “Guidare un’auto è più pericoloso”. Parola di Elon Musk, che in un’email inviata ai dipendenti della sua azienda SpaceX sminuisce i rischi del virus.

Nonostante nei giorni scorsi l’OMS abbia dichiarato lo stato di pandemia, in relazione al sempre più crescente numero di contagi e decessi legati al COVID-19, Musk fa notare che “è più probabile morire in un incidente d’auto che di COVID-19”.

La mail inviata ai suoi dipendenti ha generato non poche perplessità, soprattutto a causa della recidività del direttore di Tesla. Lo scorso 6 marzo aveva già dichiarato tramite un tweet che: “la psicosi da coronavirus è stupida

Anche se l’affermazione può sembrare particolarmente superficiale, l’intento di Elon Musk pare sia stato quello di tranquillizzare i suoi dipendenti e non lasciare che si facessero prendere dal panico in un momento così delicato per l’azienda. La SpaceX infatti sta lavorando al suo primo invio di alcuni astronauti della NASA nello spazio, previsto per maggio, ma che con molta probabilità, a causa dell’emergenza sanitaria, sarà rimandato.

Elon Musk: incidenti d’auto più mortali del coronavirus

Elon Musk giustifica la sua mail riportando alcuni dati. L’OMS riporta che ci sono stati 164.837 casi confermati e 6.470 decessi dovuti al COVID-19 in tutto il mondo, ma come specifica l’amministratore delegato di Tesla, il coronavirus non rientra tra i primi 100 fattori di rischio negli Stati Uniti.

«Ci sono circa 36.000 decessi automobilistici ogni anno, rispetto ai 36 finora registrati quest’anno per il coronavirus». Forte di queste statistiche Elon Musk, si è lanciato in queste dichiarazioni, forse un po’ troppo azzardate.

Il principale rischio del coronavirus infatti è il suo elevato rischio di contagio e l’elevata mortalità per pazienti anziani o con patologie pregresse. In ogni caso, Musk ha anche invitato i suoi dipendenti a rimanere a casa qualora dovessero avvertire dei sintomi o si sentissero poco bene, sottolineando che “è sempre meglio stare a casa e prendersi cura di se stessi”.

Come la NASA fronteggia il coronavirus

A seguito della positività al coronavirus di due dipendenti della NASA, uno nell’Ames Research Center nella Silicon Valley e l’altro del Marshall Space Flight Center in Alabama, l’azienda ha iniziato a prendere dei provvedimenti per tutelare i suoi dipendenti.

Tutti i centri della NASA sono passati alla fase 2, vale a dire che “il telelavoro è fortemente incoraggiato per i dipendenti che possono lavorare a distanza”.
L’amministratore della NASA Jim Bridenstine ha dichiarato:

“Ho ordinato ai dipendenti di portare a casa il loro computer portatile, il cavo di alimentazione, il badge della NASA e qualsiasi altra attrezzatura necessaria per lavorare in modo efficace da una postazione alternativa, così come gli oggetti personali essenziali di cui potrebbero aver bisogno. Alla forza lavoro viene chiesto di rimanere regolarmente in contatto con i supervisori. I viaggi che non sono essenziali per la missione, come definito nel quadro della risposta, saranno limitati a livello di agenzia.”

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