Elezioni: permessi e riposi per scrutatore, presidente e rappresentante di lista

Simone Micocci

06/06/2022

06/06/2022 - 12:54

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Cosa spetta a chi partecipa attivamente all’organizzazione e allo svolgimento delle operazioni di voto? Ecco le tutele previste per scrutatori, presidenti di seggio e rappresentanti di lista.

Elezioni: permessi e riposi per scrutatore, presidente e rappresentante di lista

Le operazioni di voto non si potrebbero svolgere senza il supporto di scrutatori e presidenti di seggio, i quali vengono nominati tra i cittadini iscritti agli appositi albi comunali.

Cittadini che a loro volta possono essere lavoratori dipendenti, per i quali ci sono una serie di tutele che garantiscono la partecipazione alle operazioni elettorali senza mettere a repentaglio il proprio rapporto di lavoro. Nel dettaglio, la legge riconosce il diritto a permessi e riposi per quei dipendenti che vengono nominati scrutatori o presidenti di seggio alle elezioni, come pure per chi ricopre l’incarico di segretario o di rappresentante di lista.

Un diritto che vale a prescindere dalla tipologia delle operazioni di voto: permessi e riposi spettano dunque tanto per le elezioni politiche quanto per le amministrative, come pure per il referendum. Semmai, a dipendere sulla misura di permessi e riposi per scrutatori e presidenti di seggio sono il numero di giorni in cui si vota, nonché la durata degli scrutini.

Ricapitolando: oltre ad avere diritto a un’indennità (qui le informazioni su come si calcola), per scrutatori e presidenti di seggio sussiste anche il diritto di assentarsi dal posto di lavoro per il tempo necessario per l’organizzazione e lo svolgimento delle operazioni di voto.

La legislazione di riferimento racchiude tre diverse disposizioni: dalla legge 69/1992 alla legge 53/1990, come pure l’articolo 119 del D.P.R. 361 del marzo 1957. Vediamo qual è il risultato di queste tre norme, ossia quali sono le tutele per coloro che sono impegnati presso i seggi elettorali in occasione di qualsiasi tipo di consultazione.

Permessi e riposi per scrutatore e presidente di seggio

Quanto segue non vale solamente per scrutatori e presidenti di seggio; le stesse regole e tutele, infatti, valgono anche per segretari e rappresentanti di lista.

Per tutti questi le giornate dedicate all’organizzazione e allo svolgimento delle operazioni di voto vengono considerate a tutti gli effetti come giorni di regolare attività lavorativa, e ciò significa che:

  • i giorni lavorativi passati al seggio vengono retribuiti come se il lavoratore avesse normalmente lavorato. Non ci si deve aspettare, quindi, riduzioni dello stipendio;
  • per i giorni di assenza vi è la piena copertura previdenziale;
  • i giorni festivi e quelli non lavorativi vengono recuperati come una giornata di riposo compensativo. D’altronde, potrebbe essere che il sabato o la domenica, giorni in cui solitamente si è impegnati nelle consultazioni, il lavoratore non si sarebbe comunque recato a lavoro. Il riposo, essendo di tipo compensativo, va goduto nell’immediato. In alternativa al riposo, questo può avere diritto a quote giornaliere di retribuzione in aggiunta a quella a cui avrebbe avuto normalmente diritto.

Ricapitolando:

  • il lavoratore ha diritto a permessi retribuiti nei giorni necessari per l’organizzazione e lo svolgimento delle operazioni di voto o a riposi compensativi qualora le stesse giornate non sarebbero state comunque lavorate;
  • nel caso in cui il lavoratore rinunci ai riposi compensativi, e la rinuncia venga validamente accettata dallo stesso, questo ha diritto a un aumento di retribuzione.

Come si calcolano le giornate d’impiego nei seggi elettorali?

Potrebbe succedere, però, che alcune giornate non richiedano un impegno h.24. A tal proposito è intervenuta la sentenza della Corte di Cassazione n° 11830 del 19 settembre 2001, stabilendo che anche quando l’attività prestata per lo svolgimento delle operazioni elettorali copre una sola parte della giornata, l’assenza dal lavoro è legittimata per tutto l’orario lavorativo.

Esempi utili

Facciamo qualche esempio utile per capire meglio quanto appena detto. Pensiamo, ad esempio, alle operazioni di scrutinio che si prolungano oltre la mezzanotte di domenica, arrivando dunque al lunedì. Indipendentemente dall’orario in cui si finisce, si ha comunque diritto ad assentarsi dal posto di lavoro nella giornata di lunedì.

Vediamo cosa succede poi nel caso del lavoratore impiegato per cinque giorni su sette, quindi senza lavorare di sabato e domenica. In queste giornate è stato comunque impegnato nelle operazioni di voto e dunque ha diritto a due riposi compensativi - di cui può godere nelle giornate di martedì e mercoledì - o in alternativa a una retribuzione aggiuntiva.

Per il lavoratore impegnato dal lunedì al sabato, invece, per il sabato al seggio spetta un permesso retribuito dal lavoro. Per la domenica spetterà invece un riposo compensativo di cui godere appena possibile o appunto di una retribuzione aggiuntiva.

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